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Pomerini e la terra rossa secondo Ornella

Il mio viaggio in Africa non è un sogno realizzato o un obbiettivo raggiunto, il mio viaggio in Africa è un regalo del destino, un meraviglioso regalo.

Era un momento particolare della mia vita, avevo vissuto e studiato a Madrid ed ero rientrata da pochi mesi. Quell’esperienza mi era costata cara e avevo deciso di rimanere a casa, cercare un lavoro più o meno stabile che mi consentisse di studiare e portare avanti progetti concreti che credevo fossero perfetti per me. Dopo quell’esperienza all’estero mi si erano presentate occasioni simili alle quali ho rinunciato perché da buona testarda quel lavoro l’avevo trovato e con lui il mio equilibrio. Tutto sembrava filare a meraviglia, pochi mesi dopo però il mio contratto non è stato rinnovato. Ma niente succede per caso e in quello stesso momento la mia università aveva riaperto il bando per svolgere un tirocinio formativo in un paese extraeuropeo ed io, ne ero venuta a conoscenza per pura casualità grazie ad Anna Laura, la responsabile delle mobilità all’estero del mio dipartimento, dalla quale sono solita passare per due chiacchere quando mi trovo nei paraggi dell’università. Ricordo perfettamente quella frase detta in modo ironico: “perché non vai in Africa?”, ricordo di non aver risposto, aver sorriso ed essere andata via col cuore in gola.

Era l’ennesima opportunità che bussava alla mia porta. Sono rientrata a casa quella mattina pensierosa come non mai e senza dire niente a nessuno ho ragionato per ore, dentro di me una forte diatriba tra il mio solito senso di responsabilità che mi spingeva alla scelta razionale di rimanere a casa, cercare un altro lavoro e proseguire per quella strada e l’istinto, la voglia di conoscere, la curiosità che, ovviamente, mi spingevano nella direzione opposta. Avevo pochi giorni per decidere, ma la risposta era chiara da subito e facevo fatica ad ammetterlo anche a me stessa, mi sentivo egoista, avevo paura di deludere tutti coloro ai quali avevo promesso che non sarei più partita, mi pesava abbandonare i progetti che avevo, anche perché non riguardavano solo me. Nonostante tutto, all’oscuro delle persone a me care, qualche giorno dopo ho avviato le prime pratiche burocratiche e a cose più o meno fatte ho deciso di comunicarlo. Ricordo mia madre e il suo sguardo che vale più di mille parole, la sua paura, la preoccupazione che solo una mamma può avere e quel sorriso di chi per l’ennesima volta era al mio fianco e mi supportava senza remore, ricordo mio fratello e il suo entusiasmo, per lui non potevo fare scelta migliore; mio padre e i suoi modi da interpretare che però quella volta erano chiari, era d’accordo anche lui; la mie super amiche che mi avevano già regalato una valigia e ripetuto per l’ennesima volta che la vita è una e va vissuta nel miglior modo possibile.

Tutti erano dalla mia parte, loro sapevano che non si può chiudere un passerotto in gabbia, altrimenti muore, ed io non sono altro che un piccolo passerotto con un’immensa voglia di volare.

I mesi prima della partenza sono passati veloci e figura fondamentale di questa parte della storia è Stefania, la mia mentore, alla quale spetta tutta la mia gratitudine e riconoscenza. Lei vive qui in Tanzania e lavora per Tulime, l’organizzazione non governativa che mi accoglie e mi consente di collaborare ai suoi progetti.

Ringrazio Stefania per aver risposto alle mie mille domande, per avermi spiegato perfettamente ogni dettaglio di questa nuova esperienza, per la sua professionalità e competenza ma soprattutto per avermi donato incondizionatamente quell’aspetto umano e personale che mi ha trasmesso serenità sin dal primo momento.

Il giorno della partenza si avvicinava ed io mi ero abituata all’idea di dover partire da sola ma, il destino ancora una volta aveva fatto il suo gioco e al mio fianco in questa esperienza è apparsa Simona, una ragazza di Ossi che aveva già fatto il tirocinio in Tanzania e aveva deciso di ritornarci per fare il servizio volontario europeo. Inizialmente l’idea di dover condividere questa esperienza con qualcuno non mi andava tanto a genio ma, dopo averla conosciuta son bastati pochi minuti per capire che sarebbe stata parte importante di questa nuova sfida. Lei ora è la mia amica, la mia ‘Pipu’. Complici da subito siamo salite sul primo aereo e il giorno dopo i nostri piedi poggiavano sulla terra tanzaniana. Ad aspettarci all’aeroporto Stefania e Geni, il suo compagno. Inizia così la mia avventura, uno zaino, due valige e quaranta gradi a Dar es Salaam.

Difficile descrivere le prime sensazioni, tutto era diverso da come l’avevo immaginato. Dar è una città caotica, un mix tra elementi moderni e degrado, un frastuono di rumori, gente che va e viene, odori forti che ti confondono e un caldo pazzesco. Dall’aeroporto ci siamo diretti a Bagamoyo, una città costiera in cui abbiamo trascorso due giorni prima di partire per il villaggio in cui vivo.

Bagamoyo è l’opposto di Dar, è una città tranquilla e la presenza del mare (che non avevo percepito a Dar) mi faceva sentire a casa. Le spiagge di Bagamoyo sono diverse da quella della mia amata Sardegna, sono decorate da palme di cocco e le maree modificano il panorama ogni sei ore. Quando la marea è bassa la spiaggia diventa infinita e l’acqua è lontana, sul fondo si notano i segni di una vita marina che pare si blocchi per poi rivivere qualche ora dopo, in lontananza si vedono le barche dei pescatori colorate dai raggi del sole che rendono il tutto meraviglioso. Nelle ore di alta marea l’acqua si riappropria del suo spazio e in quel paesaggio da cartolina appaiono i volti delle persone intente a fare il bagno in quel mare stranamente caldo. Capita inoltre di vedere greggi di capre passeggiare tranquillamente a riva, guidate da pastori Masai, altra immagine particolare che rende quel luogo speciale.

Ho avuto la fortuna di svegliarmi all’alba, di esser andata in spiaggia prima che il sole sorgesse, come posso raccontarvi quei colori? Quel silenzio, quello specchio d’acqua che brillava alle prima luci del mattino? Io ero lì, immersa nell’oceano Indiano, a godermi lo spettacolo dal vivo, voi, provate ad immaginarlo.

Due giorni in quel paradiso sono stati sufficienti per darmi la giusta carica, ero pronta per arrivare al villaggio nel quale avrei vissuto per i prossimi tre mesi. Dall’albergo in cui alloggiavamo siamo partiti presto, abbiamo preso un bajaji, una sorta di Ape coi sedili al posto del cassone e siamo andati alla stazione per prendere il daladala, un pulmino di circa venti posti sul quale riescono a salire quasi il doppio dei passeggeri; un’ora e mezza di viaggio in cui per la prima volta ho perso il mio spazio vitale, ogni centimetro di quell’abitacolo era occupato da persone, bagagli e persino un mobile, ogni norma di sicurezza alla quale ero abituata era un lontano ricordo: la portiera dell’autista si chiudeva con un passante di ferro, le strade non asfaltate ci regalavano buche che ci scuotevano costantemente. Ero incredula e allo stesso tempo euforica. Quel daladala ci ha portate fino alla stazione dei bus dalla quale abbiamo preso il pullman per Iringa, nove ore di viaggio con due pause di cinque e dieci minuti, il pullman era vecchio, i sedili sfondati e zero aria condizionata, ma fuori dal finestrino un paesaggio incantevole. Per arrivare ad Iringa si passa attraverso un parco naturale protetto e sempre da quel finestrino sono riuscita a vedere zebre, giraffe, elefanti e scimmie, non chiusi in gabbie ma liberi nel loro habitat. Man mano che si percorrevano i chilometri la temperatura cambiava e il caldo afoso diventava aria fresca. La sera siamo arrivate ad Iringa, la città più vicina al villaggio, e sono venuti a prenderci Mr. Mazengo, un signore sulla sessantina, capelli brizzolati e una penna infilata in mezzo, sorriso perenne e modi gentili e Crenaika, una collaboratrice di Tulime. Pochi minuti per andare al mercato e comprare qualcosa da mangiare per poi ripartire sul fuoristrada verso Pomerini. Il sole intanto era tramontato e i fari del Toyota illuminavano quella strada dissestata fatta di terra rossa affiancata da una folta vegetazione che a mala pena riuscivo ad intravedere. Mr. Mazengo guidava veloce, conosce bene quella strada, ha fatto l’autista per tutta la sua vita e la sua esperienza era percepibile, ma la mia paura iniziale era tanta e non riuscivo a nasconderla. Mi guardava sorridente e mi ripeteva: “don’t worry”! Circa un’ora di viaggio e finalmente siamo arrivate a Pomerini, a casa Tulime. Ad aspettarci fuori da casa Mama Novetha, la signora che si prende cura di noi, mamma di Crenaika, Evetta, una loro lontana parente che lavora all’asilo di Pomerini e Regina, una bambina di dieci anni, nipote di Mama Novetha che vive con lei perché i suoi genitori non sono in grado di potersene occupare. Casa Tulime è un edificio a ‘U’ in un lato vivono tutte loro, nell’altro noi e al centro c’è una veranda. Salutato e ringraziato Mr. Mazengo siamo entrate nella nostra parte, Simona e Stefania mi hanno fatto fare un giro esplorativo, una sala grande comune, una piccola cucina, due bagni, una zona con lavandino e ‘docce’, quattro camere da letto al piano terra e la camera di Stefania al primo piano. Pochi minuti per capire come avrei vissuto: niente elettricità, un pannello solare è la nostra unica fonte di energia; niente doccia comune ma una stanzetta con un secchio e una brocca; niente scarico del wc ma un altro secchio da riempire; niente acqua calda se non quella riscaldata nel fuoco; niente frigo, tv e stereo; niente acqua potabile se non quella dei bidoni blu, ovvero bidoni riempiti nell’unico pozzo di acqua potabile della zona. Vietato usare l’acqua corrente per cucinare e lavarsi i denti, carica batterica troppo alta. Infine, obbligo di disinfettare piatti, posate e bicchieri con Amuchina dopo averli lavati. Tutto chiaro!

Era ora di scegliere la mia stanza, senza esitare ho scelto la prima che ho visto, ho disfatto le valige e sistemato le mie cose, inconsapevole che quella è l’unica stanza che si allaga in caso di temporale e, considerando che siamo nella stagione delle piogge tropicali, ho imparato in poco tempo a sollevare qualsiasi cosa da terra al primo accenno di maltempo.

Ora di cena, uovo fritto e insalata, due chiacchere e a letto, eravamo distrutte. La mattina seguente mentre le altre dormivano io sorseggiavo una tazza di caffè seduta nei gradini fuori casa. Galline e pulcini scorrazzavano liberi per il cortile e, inaspettatamente una mandria di mucche pascolava a pochi metri da me, ancora addormentata, tutto mi sembrava surreale. Ora è la mia quotidianità. Sveglie anche le altre, abbiamo fatto un giro intorno alla casa, ho visto l’orto, il frutteto, i maiali, la stalla delle mucche, la capra e ho preso consapevolezza che sotto la tettoia della veranda vivevano nelle loro gabbie circa una dozzina di conigli. Vivo in una sorta di fattoria!

Dopo pranzo abbiamo deciso di fare un giro al villaggio, la mia immaginazione non si era minimamente avvicinata a ciò che stavo vedendo. Pomerini è un villaggio di circa tremila abitanti ma è molto dispersivo e le case sono distribuite in una vasta area, il centro è costituito da una via principale dalla quale si diramano sentieri e piccole strade che conducono ai vari quartieri.

Niente asfalto ma terra rossa ferrosa che pullula di quarzo, abitazioni fatte di pietre e fango, tetti fatti di paglia o lamiera, non credevo ai miei occhi. È un villaggio povero, sperduto su un altopiano di 1800m ma era quello che volevo, volevo vedere coi miei occhi la vera Africa, niente resort o agiatezze, volevo capire fino in fondo la loro cultura e il loro modo di vivere. Facile capire che loro non hanno che lo stretto indispensabile per vivere, difficile paragonare la loro vita alla nostra. Ogni cosa che osservavo era uno schiaffo morale e una lezione di vita. Non hanno niente e il poco che hanno lo condividono, sono sorridenti e si danno da fare, sono un popolo affezionato alla loro terra e difficilmente espatriano.

I bambini di mattina vanno a scuola e alcuni di loro percorrono chilometri per arrivarci, li vedo camminare con la zappa in spalla perché qui sin da piccoli imparano a lavorare; di sera i più grandi portano al pascolo gli animali che appartengono alla famiglia, i piccoli danno una mano a casa o nell’orto. Per loro tutto questo è normale, non sono tristi nel farlo, anzi. Gli adulti si occupano di agricoltura, allevamento e alcuni di loro gestiscono piccoli negozietti.

Il mezzo di trasporto più diffuso è il Pikipiki, una moto a basso costo di origine cinese che utilizzano come taxi e sulla quale caricano di tutto, ancora non mi spiego come riescano a farlo.

Le donne trasportano qualsiasi cosa sulla testa, equilibrio incomprensibile contro ogni legge fisica.

A sole tramontato siamo tornate a casa ed era arrivato il momento di parlare del mio ruolo, del motivo principale del perché sono qui. In quanto studentessa di Scienze Politiche dell’amministrazione, il mio compito è quello di collaborare ai progetti di microcredito MI.FI.MA e M.A.M.B.O avviati da Tulime. Il meccanismo prevede l’erogazione di un prestito in beni materiali e non denaro, destinati a specifiche categorie della popolazione: albini, famiglie disagiate e giovani disoccupati. Coi beni ricevuti gli utenti dovrebbero avviare le loro attività che variano dall’allevamento, all’agricoltura fino alla creazione di piccole attività commerciali e una volta ottenuti i primi risultati dovrebbero restituire in denaro il valore del prestito ricevuto con un interesse irrisorio del 3%. In questo processo sono indispensabili i monitoraggi agli utenti, la raccolta di dati e l’osservazione servono per capire concretamente l’efficienza del progetto.

È da sottolineare il fatto che questi non sono progetti di carità, loro hanno un orgoglio talmente profondo che li spinge ad accettare il prestito solo in vista della restituzione di questo, non sono intenzionati a perdere la loro dignità per niente al mondo. Un’altra lezione di vita.

Le giornate passavano e tra un monitoraggio e l’altro aspettavamo l’arrivo delle altre tre volontarie. La prima ad arrivare è stata Agnese, una ragazza siciliana, alcuni giorni dopo sono arrivate Valeria, di Torino ed Erica, anche lei siciliana. Il gruppo era al completo e potevano iniziare le loro attività. Loro hanno mansioni diverse dalle mie, si occupano di gestire il centro disabili di Tulime e fanno parte di un progetto, You.Com, che riguarda il riciclo. A quest’ultimo, quando mi è possibile partecipo anche io, seguo i training che organizza Stefania e ultimamente abbiamo svolto tutte insieme due giornate di formazione a Dar es Salaam. In due righe ho citato alcuni dei temi più problematici qui in Tanzania: disabili e riciclo.

I disabili, come del resto gli albini, non sempre sono ben visti dalla popolazione in generale, molto spesso i genitori si vergognano e a volte li tengono chiusi in casa, meno spesso per fortuna, li uccidono alla nascita. Il centro di Tulime ha come obbiettivi l’integrazione e la sensibilizzazione ma è un lavoro complesso che richiede tempo.

Il riciclo è invece una possibile soluzione ad un problema diffuso in tutto lo stato. La spazzatura è una piaga importante, non esistono centri di smaltimento dei rifiuti efficienti e nella maggior parte dei casi questi vengono bruciati dalle persone comuni, con tutti i rischi che ne conseguono o vengono buttati in prossimità di fiumi e mari causando un notevole inquinamento.

Un’altra attività che seguiamo tutte insieme sono le lezioni di Swahili, la lingua locale, Stefania è la nostra insegnante e, nonostante l’impegno, devo ammettere che sia una lingua veramente difficile da imparare.

Vivo qui da quasi due mesi e non passa giorno in cui non scopra qualcosa di nuovo, è un’esperienza incredibile, ho avuto la fortuna di immergermi nella loro cultura, ho provato a fare le Baagia, ottime frittelle di fagioli, i vasi di terracotta e i cestini di Milulu; ho viaggiato coi mezzi che usano loro e non con quelli che avrei usato se fossi stata una semplice turista, mangio il loro cibo, nuovi sapori per me. Ogni notte guardo il cielo, anche quello è più bello qui, le stelle sono più vicine, mi siedo nei gradini fuori casa a fissarlo e non smetto di pensare che questa sia l’esperienza più bella della mia vita.

Ornella

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4 VOLONTARI SVE: 2 PER L’UGANDA E 2 PER IL TOGO NELL’AMBITO DEL PROGETTO YOU.COM (Ka2 Erasmus+)

UGANDA

Luogo: Kiwangala, Lwengo District

Periodo Mobilità: 1 Febbraio – 31 Luglio 2017 (6 mesi)

Numero dei volontari: 2

Introduzione al progetto:

Il progetto mira ad integrare know-how, esperienze e risorse maturate da diverse organizzazioni nel campo della cooperazione internazionale, ambiente, animazione socioeducativa e apprendimento non formale. Il progetto mira a promuovere un approccio che mette al centro relazioni comunitarie create nel tempo e che intende superare la visione classica della Cooperazione allo Sviluppo, spesso mirante ad interventi isolati che ripropongono relazioni non paritarie tra il “beneficiario” e il promotore. Tale approccio, di tipo inclusivo ed improntato al dialogo interculturale e alla solidarietà, in Italia è stato oggetto di elaborazione in: Mauro Cereghini e Michele Nardelli “Darsi il tempoIdee e pratiche per un’altra cooperazione internazionale” (ed. EMI, 2008). Il metodo proposto, intrecciato al tema dei rifiuti e del riciclo, è innovativo perché prevede la strutturazione di un percorso che intende far emergere bisogni/opportunità di ciascuna comunità locale, garantendo il coinvolgimento proattivo di organizzazioni e giovani.

Il ricorso allo strumento della mobilità non si limita ad offrire ai giovani l’opportunità di fare un’esperienza in un Paese diverso ma è funzionale a contribuire attivamente al percorso di condivisione di conoscenze, competenze, abilità pregresse e maturate in corso di progetto, di scambio, di definizione di nuove pratiche.

Attività:

YOU.COM Activities

  • Participate in mapping informal solid waste reuse initiatives from urban informal settlements
  • Conducting creative workshops on recycling in schools and communities for enterprise development and environmental conservation
  • Promote community (families, schools, entrepreneurs, urban centres) participation in waste separation activities.
  • Increase environmental awareness and a sense of responsibility among students, youth and their families particularly in handling waste.

Other Optional Activities while at COTFONE

Community Schools: Volunteers will  be  encouraged  to  spend  time  at  COTFONE Partner schools  and  can  get  involved  in  any  particular activity/project that may interest them, or they have skills in. Running activities, such as handcraft making; school gardening; sports and games; music, dance and drama will enable volunteers to interact with children in educative and fun way.

Community Health Clinics: You are very welcome to help out in the COTFONE partner health clinics during your stay at COTFONE. Whether you are medical practitioner or not; you might like to run health related workshops, assist in the administration area, or simply wish to spend time with the staff and/or patients, we will be happy to have you at COTFONE Partner Health Clinics.

Community Women Craft Groups: You are more than welcome to join the ladies and share skills and ideas for additional items they can make and sell. Or you may be interested in participating in workshops with the ladies to show you how to make paper beads. We  are  thrilled  to  see  this  project  bringing  the  ladies  together;  it  enables  them  to  not  only share knowledge and skills but also provides great friendship as they have fun, while they learn and earn.

Community Libraries: This is an ideal opportunity for you spend time reading stories to the children and helping them with their reading. In the past some volunteers have bought story books from their own country to share, which we really  appreciate,  but  local  books  provide  more  relevant  information  and  knowledge  so  please include these when you are reading with the children. Regarding Computer training, you  may  wish  to  help  out  in  the  classes and library or alternatively you may have a particular skill (e.g. video and photo editing or book keeping) which you can share with various members of the community.

Community Poultry & Animal Project: Volunteers are  welcome  to  visit  the  families  where animals and birds  have  been  distributed  and  share  any knowledge you may have about poultry keeping and animal rearing.

Indigenous Food Gardens: Volunteers are welcome to visit the COTFONE partner schools and Communities to check out their gardens and work with the school children, teachers, and community members. In addition to this the garden at COTFONE Secretariat (Masaka) is used for demonstration purposes so we are very grateful for any work you do in it to improve the standard. We also appreciate any maintenance work you do around the Secretariat and compound during your stay.

Performing Arts: During your  stay  you  will  be  bound  to  see  various  groups  participating  in  a  variety  of music, dance and drama. Please feel free to join in and be part of the fun! Or perhaps you may have specific skills, e.g. guitar,  keyboard,  community  theatre  or  art/painting  skills  which  you  may  like  to share.

Sports for Development: Perhaps you have a particular sporting skill you would like to share with some of the local youth, or you can just spend time kicking a ball or playing with the children around the Secretariat/Lwengo Office – always lots of fun!

Community Micro-finance: During your  stay  you  will  be  bound  to  see  various  community groups  especially women participating  in Village Saving and Loan Model. Please feel free to join in and be part of the financial development! Or perhaps you may have specific skills, e.g. book keeping,  management,  community  mobilization  or  business development skills  which  you  may  like  to share.

Meeting Online among all the EVS within YOU. COM project

Ci saranno occasioni di incontro virtuale tra gli tutti gli sve in Nepal, Togo, Uganda, Tanzania che saranno impegnati nella mobilità prevista dal progetto YOU.COM per le quali è richiesta una partecipazione attiva e propositiva

Informazioni sulla Hosting Organization:

Cotfone was funded in Uganda to respond to the needs of young orphans living in the rural areas of the country. Young people are considered vulnerable groups due to socio-economic obstacles, health problems (e.g. HIV) and school drop-out. Cotfone implements project in the field of young development and training and about environmental protection and awareness raising. It collaborates with different stakeholders (NGOs, civil society’s organizations, ministries and so on).

Accomodation:

Volunteers will be accommodated in a shared room at a rented hostel near COTFONE Lwengo Office located in Kiwangala, Lwengo District OR at COTFONE Guest Wing located at COTFONE Secretariat in Kyabakuza, Masaka Municipality. All volunteers will be provided with 4 meals a day including breakfast, lunch, evening tea and dinner. Purified/Boiled drinking water will be provided daily.

Requisiti necessari per partecipare:

– Avere tra i 18 e i 26 anni

– non aver già avuto un’esperienza sve (fatta eccezione per uno short term di 2 mesi)

– Essere legalmente residenti in Italia

– Avere una conoscenza di base della lingua inglese – abilità comunicative e creative, iniziativa ed entusiasmo

– capacità di adattamento e interesse per il tema del riciclo e della cooperazione internazionale.

– Essere molto motivati a svolgere un servizio di volontariato all’estero

– Essere curiosi e aperti all’incontro con altre culture e tradizioni

– Disponibilità a seguire un programma di formazione che prevede anche la preparazione prima della partenza e delle attività di follow up e diffusione dei risultati

Informazioni aggiuntive:

– Verrà tenuto in considerazione l’equilibrio tra i generi dei partecipanti.

Nella scelta dei partecipanti si cercherà inoltre di creare un gruppo eterogeneo, di modo che i partecipanti possano aiutarsi a vicenda ed il gruppo diventi una risorsa.

– Potrà essere data priorità ai partecipanti con minori opportunità

– In base al numero delle candidature ricevute, gli organizzatori si riservano di effettuare un primo livello di pre-selezione sulla base esclusiva delle lettere di motivazione e delle conoscenze linguistiche.

– Successivamente all’esperienza all’estero, è previsto un ciclo di valutazione con Tulime Onlus quale organizzazione di invio.

– I volontari selezionati riceveranno una formazione pre-partenza in Italia sul Servizio Volontario Europeo, sui valori e i fondamenti del Programma Erasmus+ ed un’introduzione sulla cultura e storia del Paese ospitante e le misure per la sicurezza e prevenzione dei rischi.

– In loco riceveranno formazione linguistica e formazione specifica in relazione alle attività previste dal progetto.

I costi di vitto e alloggio, viaggio di andata e ritorno dal Paese, visto, quota per spostamenti interni e piccolo pocket money (55 €) sarà coperto dal programma.

To apply:

  1. inviare Cv (in inglese) alla mail info@tulime.org .Indicare in oggetto “EVS in Uganda – You.com project”.
  2. Compilare l’Application Form appositamente predisposto dal partner: cotfone-experience-application-2-0

Deadline per la presentazione delle domande: 05/12/16

Per maggiori informazioni scrivere a info@tulime.org o chiama il numero 091.217612.

 

TOGO

Luogo: piccola cittadina di Kara, nella omonima regione di KARA (a circa 400 km di distanza dalla capitale del Togo Lomè)

Periodo Mobilità: 1 Febbraio – 31 Luglio 2017 (6 mesi)

Numero dei volontari: 2

Introduzione al progetto:

Il progetto mira ad integrare know-how, esperienze e risorse maturate da diverse organizzazioni nel campo della cooperazione internazionale, ambiente, animazione socioeducativa e apprendimento non formale. Il progetto mira a promuovere un approccio che mette al centro relazioni comunitarie create nel tempo e che intende superare la visione classica della Cooperazione allo Sviluppo, spesso mirante ad interventi isolati che ripropongono relazioni non paritarie tra il “beneficiario” e il promotore. Tale approccio, di tipo inclusivo ed improntato al dialogo interculturale e alla solidarietà, in Italia è stato oggetto di elaborazione in: Mauro Cereghini e Michele Nardelli “Darsi il tempoIdee e pratiche per un’altra cooperazione internazionale” (ed. EMI, 2008). Il metodo proposto, intrecciato al tema dei rifiuti e del riciclo, è innovativo perché prevede la strutturazione di un percorso che intende far emergere bisogni/opportunità di ciascuna comunità locale, garantendo il coinvolgimento proattivo di organizzazioni e giovani.

Il ricorso allo strumento della mobilità non si limita ad offrire ai giovani l’opportunità di fare un’esperienza in un Paese diverso ma è funzionale a contribuire attivamente al percorso di condivisione di conoscenze, competenze, abilità pregresse e maturate in corso di progetto, di scambio, di definizione di nuove pratiche.

Attività:

  • Attività YOU.COM
  • Partecipare alla pianificazione di iniziative di riciclaggio di materiale solido da insediamenti urbani;
  • Tenere workshop creativi sul riciclaggio nelle scuole e nelle comunità, al fine di promuovere lo sviluppo delle imprese e la conservazione ambientale;
  • Promuovere la partecipazione della comunità (famiglie, scuole, imprenditori e centri urbani) nelle attività di raccolta differenziata;
  • Incentivare l’educazione ambientale e il senso di responsabilità tra studenti, giovani e famiglie, specialmente nel corretto smaltimento dei rifiuti;

 

  • Altre attività opzionali all’interno del JEVOSP
  • È possibile prendere parte alle diverse attività organizzate dai vari partner dell’associazione JEVOSP, a seconda delle abilità e degli interessi dei volontari. Le attività sono basate principalmente su:
  • Sport e musica. Le attività di sensibilizzazione all’interno di JEVOSP constano di tornei di pallavolo o piccoli concerti. Grazie all’interesse generale verso queste attività, l’associazione riesce a raggiungere un ampio numero di partecipanti;
  • Collaborazione con le scuole;
  • Collaborazione con ospedali e centri per le persone cieche;
  • Collaborazione con Radio Tabala (stazione radio privata) e Radio Kara (stazione radio nazionale);
  • Attività di formazione e tirocinio (ambiente, turismo, ecoturismo, teatro);
  • Possibilità di partecipare ad alcuni corsi di danza e musica africana. Gli allievi impareranno le principali danze e musiche africane con il gruppo”Blitzkinder”, oltre ad insegnare o imparare l’arte del teatro. “Blitzkinder” (bambini lampo) è un gruppo di danza africana e teatro della nostra associazione. È composta per la maggior parte da bambini orfani e senzatetto.
  • Incontri Online con tutti gli SVE all’interno di YOU.COM

Ci saranno occasioni di incontro virtuale tra gli tutti gli sve in Nepal, Togo, Uganda, Tanzania che saranno impegnati nella mobilità prevista dal progetto YOU.COM per le quali è richiesta una partecipazione attiva e propositiva

Informazioni sulla Hosting Organization:

JEVOSP è un’associazione no-profit sita in Togo. Opera in diversi campi: riduzione della povertà, pari opportunità, tutela dei minori, assistenza sanitaria, formazione professionale per i giovani, promozione della cultura africana a livello nazionale e internazionale, tutela dell’ambiente, promozione dell’ecoturismo.

Alloggio:

I due volontari italiani e i due volontari polacchi convivranno nella stessa abitazione a Kara, nei pressi di Rue Du Nouveau Marché. Alloggeranno in un appartamento arredato, affittato appositamente per loro al fine di promuovere lo scambio culturale e l’accoglienza reciproca. Per ovviare ad eventuali difficoltà comunicative (il Togo è una nazione francofona), un volontario togolese vivrà con loro per aiutarli nelle faccende quotidiane e nell’interazione con la popolazione togolese.

Requisiti necessari per partecipare:

– Avere tra i 18 e i 26 anni

– non aver già avuto un’esperienza sve (fatta eccezione per uno short term di 2 mesi)

– Essere legalmente residenti in Italia

– Avere una conoscenza di base della lingua francese ed inglese

– abilità comunicative e creative, iniziativa ed entusiasmo

– capacità di adattamento e interesse per il tema del riciclo e della cooperazione internazionale.

– Essere molto motivati a svolgere un servizio di volontariato all’estero

– Essere curiosi e aperti all’incontro con altre culture e tradizioni

– Disponibilità a seguire un programma di formazione che prevede anche la preparazione prima della partenza e delle attività di follow up e diffusione dei risultati

Informazioni aggiuntive:

– Verrà tenuto in considerazione l’equilibrio tra i generi dei partecipanti.

Nella scelta dei partecipanti si cercherà inoltre di creare un gruppo eterogeneo, di modo che i partecipanti possano aiutarsi a vicenda ed il gruppo diventi una risorsa.

– Potrà essere data priorità ai partecipanti con minori opportunità

– In base al numero delle candidature ricevute, gli organizzatori si riservano di effettuare un primo livello di pre-selezione sulla base esclusiva delle lettere di motivazione e delle conoscenze linguistiche.

– Successivamente all’esperienza all’estero, è previsto un ciclo di valutazione con Tulime Onlus quale organizzazione di invio.

– I volontari selezionati riceveranno una formazione pre-partenza in Italia sul Servizio Volontario Europeo, sui valori e i fondamenti del Programma Erasmus+ ed un’introduzione sulla cultura e storia del Paese ospitante e le misure per la sicurezza e prevenzione dei rischi.

– In loco riceveranno formazione linguistica e formazione specifica in relazione alle attività previste dal progetto.

I costi di vitto e alloggio, viaggio di andata e ritorno dal Paese, visto, quota per spostamenti interni e piccolo pocket money (55 €) sarà coperto dal programma.

To apply:

  1. inviare Cv e lettera motivazionale (in francese ) alla mail info@tulime.org. Indicare in oggetto “EVS in Togo – You.com project”.

Deadline per la presentazione delle domande: 05/12/16

Per maggiori informazioni scrivere a info@tulime.org o chiama il numero 091.217612.

 
 

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Progetto You.Com, Erasmus+, Azione KA2: il meeting di avvio

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Dal 17 al 21 ottobre 2016 i rappresentanti di alcune organizzazioni giovanili verranno dalla Tanzania, dall’Uganda, dal Nepal, dal Togo, dalla Polonia, dal Belgio, dalla Romania, dalla Turchia e dall’Italia per incontrarsi ad Alcamo (Sicilia).

Il Meeting è uan delle attività previste nell’ambito del Progetto You.Com (Young Communities in the (Re)cycle of matter) finanziato da Erasmus+ con la misura KA2, Capacity Building in the field of youth.

Sarà l’occasione per condividere idee e metodologie fra i partner per poi potere andare avanti con gli altri spet di progetto.
Noi pensiamo che la vera cooperazione nasca dalla condivisione!

From 17 to 21 October 2016 the representatives of youth organizations coming from Tanzania, Uganda, Nepal, Togo, Poland, Belgium, Romania, Turkey and Italy will meet in Alcamo (Sicily).

The meeting is one of the activities of the Erasmus Plus Project You.Com. (Young Communities in the (Re)cycle of matter), under the Key Action 2, Capacity Building in the field of youth.

It will be the occasion to share ideas and methodologies among the
partners to go ahead with the following steps of this project.

We think that true cooperation comes from sharing!

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Pubblicato da su 14/10/2016 in You.Com

 

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TU-LI(LUI/LEI)-ME: XII MITING* NAZIONALE DI TULIME ONLUS AD ALCAMO

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Dal 21 al 23 Ottobre Tulime Onlus invita tutti al Centro Vivilbosco nella Riserva Naturale Bosco d’Alcamo, in provincia di Trapani, per l’XII MITIng Nazionale. Si chiama MiTING non per un errore di battitura: in kiswahili la parola “MITI” significa “alberi” e, dato che Tulime ha iniziato la sua attività coltivando alberi nei villaggi della Tanzania, l’assonanza con la parola Meeting è venuta naturale.

Incontri e confronti, dialoghi e dibattiti, interventi ed approfondimenti, ma anche momenti conviviali di riposo e divertimento per conoscere i risultati di un anno di lavoro e per capire in che modo Tulime interpreta il proprio ruolo nel mondo della cooperazione internazionale.

Il XII MITIng di Tulime propone una riflessione su quali siano i reali bisogni che muovono noi “cooperanti” verso gli altri, quali invece quelli altrui, indagando la relazione e la correlazione, come unici strumenti per valutare se è possibile soddisfare reciprocamente questi bisogni, sempre più planetari e condivisi, che ci muovono e caratterizzano. Come in un gioco di Puzzle, proveremo a riconoscere così le tessere del nostro agire per provare, tutti insieme, a dare loro una collocazione all’interno di un disegno comune. Questo, sempre all’interno dello “spazio neutro di negoziazione”, in compagnia dei rappresentanti di tutti i nostri partner extraeuropei che condividono quella che viene intesa come cooperazione di comunità.

La grande novità di quest’anno saranno proprio gli ospiti che ci aiuteranno ad affrontare il tema proposto: da un lato i referenti dei nostri partner esteri per il progetto Ka2 (“Youth Communities within (re)cycle of matter) e dall’altro Michele Nardelli che ci proporrà la presentazione del libro “i Buoni” di Luca Rastello.

Il MIting è un momento in cui ci si incontra, ci si mette in discussione, si propone e si fanno bilanci, insomma un’occasione imperdibile, per chi l’ha già vissuto e per chi deciderà di iniziare da adesso. Possono prendere parte al MITIng i soci, i volontari e i cooperanti dell’associazione, ma anche semplici curiosi o desiderosi di conoscere Tulime e i suoi progetti in Italia, Nepal e in Tanzania. Sarà possibile durante l’evento, ottenere la tessera associativa per il nuovo anno.

Il programma è, come ogni anno, ricco di contributi e attività, ma non mancheranno anche momenti di condivisione e convivialità, come l’appuntamento immancabile del “Potlach” il sabato sera, che ad ogni meeting ci piace riproporre: un’occasione per raccontarsi e raccontare un affetto, un ricordo, un’esperienza tramite lo scambio, tra i partecipanti, di prodotti culinari delle rispettive regioni di appartenenza. Vi precisiamo che la cucina del ristorante, per la serata del Potlach, è a nostra disposizione.

Durante il MIting, infine, potranno essere acquistati i prodotti di Mani d’Africa e di Mani d’Asia della nuova collezione.

Location

Il XII MIting si svolgerà presso la Riserva Naturale del Bosco d’Alcamo. La struttura che ospiterà il MIting è sede del Centro di Educazione alla Terra “Vivilbosco” e dispone di una confortevole sala conferenze, di un ristorante, “La Funtanazza”  e di un ostello “Cielo d’Alcamo”.

Come raggiungerci

In auto: Autostrada A29 uscita Alcamo Ovest, proseguire in direzione Alcamo, all’ingresso della città mantenere la destra e percorrere Corso Generale dei Medici, svoltare leggermente a sinistra e subito dopo a destra per Piazza Pittore Renda, proseguire dritto per Viale Italia fino alla rotonda, prendere la 2a uscita ed imboccare Viale Europa, seguire le indicazioni per la Riserva ed svoltare a destra per Via Narici e immettersi in via per Monte Bonifato. Percorrere tutti i tornanti per alcuni KM fino al piazzale Funtanazza.

Per info e prenotazioni e per chiunque dovesse avere necessità di un supporto negli spostamenti può mettersi in contatto con la segreteria tramite il numero telefonico 091.217612 (dal lun al ven dalle 9 alle 13) o tramite la mail info@tulime.org.

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