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Gli amici di Avigliana a Palermo

Questa settimana sono venuti a trovarci i nostri magnifici sostenitori da Avigliana.
Sono sette bellissime donne accompagnate dal Cavaliere Matteo (unico uomo) 😉
Hanno alloggiato alla Casa di Paolo Borsellino in Via della Vetriera e i giorni trascorsi insieme sono stati ricchi di avvenimenti e incontri.
La prima sera una pizza in compagnia dei tulimiani con Giulia, Giorgio, Renata, Daniela e Simone per accoglierli e cominciare a parlare del Progetto Tutto è Possibile, progetto che da due anni la scuola di Avigliana sostiene.
Il giorno seguente: un giro per il Mercato di Ballarò con Licia, a pranzo con Giuseppe e Giulia e di pomeriggio hanno partecipato in Via d’Amelio alla Marcia commemorativa.
Nel tardo pomeriggio, in sede con Daniela, di recente tornata da Pomerini, per parlarci dettagliatamente del Progetto Tutto è Possibile e dei suoi aggiornamenti.
Il giorno dopo: un pò di mare sulla splendida spiaggia di Mondello e un ghiotto pic nic con gelato sul prato del Foro Italico, sempre accompagnati dai ragazzi di Tulime.
Per ringraziare i nostri sostenitori, ma soprattutto AMICI di Avigliana non ci sono migliori parole che quelle di Giuseppe, che per molti anni stato lui stesso maestro ad Avigliana e che ci ha permesso di conoscere questa realtà.
Cari Ambasciatori,

come sempre è stata un’emozione enorme avervi quì con noi.
Siamo felici di avervi incontrati lungo il nostro cammino e vi ringraziamo di cuore per quello che fate PER noi e CON noi.
A presto amici!
Giuseppe
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Ciao popolo di Tulime.
Vi ringraziamo di cuore della vostra accoglienza e disponibilità . I ragazzi hanno percepito l’importanza di questo viaggio e speriamo che i semi gettati, con il tempo, diventino buoni frutti . Un abbraccio!
ROBERTA, PAOLA, MATTEO,SOFIA, ELEONORA, ALESSIA, MARTINA, MELINA. 
 
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Pubblicato da su 28/05/2017 in Tulimiamo

 

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Arrivo AMBASCIATORI DI AVIGLIANA – 22-25 maggio 2017

Cari Soci e Amici di Tulime,

Jpeg

anche quest’anno tornano a trovarci gli Ambasciatori di Avigliana, una rappresentanza di studenti disabili della scuola ITC G. Galilei di Avigliana, in Piemonte, che dal 2011 sostiene Tulime realizzando eventi i cui proventi vengono destinati ai nostri progetti in Tanzania. Da lunedì 22 a giovedì 25 maggio saranno a Palermo insieme alle loro insegnanti Roberta e Paola.

I ragazzi di Avigliana rappresentano un gruppo davvero esemplare di motivazione e partecipazione alla vita associativa in linea con il nostro modo di fare “cooperazione di comunità”. La loro comunità scolastica, infatti, ogni anno prende a cuore uno dei nostri progetti che coinvolge un’altra comunità in Tanzania, e su quelle che sono le peculiarità della comunità prescelta inizia a costruire una relazione virtuale, utilizzando l’immaginazione per creare un sogno di speranza e di pace. Da due anni la comunità di Avigliana ha “adottato” il nostro progetto Tutto è possibile, finalizzato all’inclusione di giovani disabili mentali in Tanzania, realizzando lo spettacolo emozionante e commovente “Pinocchio, a forza di essere vento” e altre manifestazioni per raccogliere fondi e promuovere il progetto.

In occasione della visita degli Ambasciatori di Avigliana a Palermo, chiediamo a tutta la nostra associazione di fare uno sforzo per essere presente e accogliere con il più grande affetto e partecipazione i nostri amici e sostenitori piemontesi.

Due sono gli appuntamenti sociali a cui vi chiediamo di partecipare numerosi, che rappresentano altresì un’occasione per stare insieme e condividere momenti di gioia e convivio:

Martedì 23 maggio h. 18.30

Apericena in Sede Tulime con presentazione attività svolte dai ragazzi nel 2016/2017 e nostra presentazione progetto sostenuto grazie al loro contributo: “Tutto è possibile”, a cura di Giorgio, Giuseppe, Francesco, Renata e Daniela.
Mercoledì 24 maggio h. 20.00

Cena conviviale coi soci di Tulime in trattoria

Per la serata del 23 maggio chiediamo a tutti di venire e se possibile portare qualcosa da condividere per l’aperitivo.

Chi volesse partecipare anche alla cena del 24 in trattoria può contattare Giuseppe o Marina che vi daranno maggiori dettagli.

Grazie sempre per la vostra partecipazione!

 

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Baba Ema

Questa è una storia “Tutto è possibile”…e ce la racconta Stefania.

Tendo a preferire i volti femminili nei miei racconti di vita tanzaniana ma questa volta devo proprio parlare di un uomo.

Il 14 febbraio anche in Tanzania è San Valentino. In questa data è stata scritta una delle dichiarazioni d’amore più belle che Tulime potesse ricevere, anzi una celebrazione d’amore. L’autore è Mr. Yonna Ludasi meglio noto per la famiglia Tulime come Baba Ema.

Baba Ema è appunto il padre di Ema, una delle donne che frequentano il centro “Tutto è possibile”.

Ci fa avere una lettera, è intestata all’ associazione Tulime. E’ una lettera di ringraziamento per l’amore che mostriamo ogni giorno verso sua figlia e per questo ci ringrazia e ci benedice. Non c’è stato un episodio o un motivo particolare a spingerlo a scriverci, semplicemente vuole ricordarci che riconosce il valore e l’importanza di quanto viene fatto al centro. Le parole di Baba Ema sono importanti, confermano che in una società come quella tanzaniana, dove c’è tanto da fare per combattere stereotipi e pregiudizi sulla disabilità, abbiamo degli alleati, e sono alleati fondamentali. Spesso proprio all’interno delle loro famiglie le persone affette da disabilità trovano ostilità e ignoranza e non ricevono alcun tipo di assistenza o supporto, molti si vergognano di avere un parente disabile. Nella famiglia di Ema invece non è così, il capofamiglia, che gode della stima dei suoi concittadini ed è stato più volte sindaco del villaggio, vive la disabilità delle figlie con assoluta serenità (anche la sorella di Ema ha una disabilità fisica); con questo atteggiamento positivo ci ha aiutati a coinvolgere gli altri genitori delle ragazze del centro e a farli partecipare a degli incontri periodici in cui discutere dei loro progressi, ascoltare suggerimenti e richieste. Baba Ema ha sempre dimostrato grande affetto nei nostri confronti mandando a volte un biglietto, altre un coniglio o un pulcino, per dire grazie ancora una volta, per esprimere apprezzamento verso il nostro lavoro.

 Il progetto Tutto è possibile, avviato nel 2014, ha avuto alti e bassi per una serie di ragioni, ma continua ormai da quasi tre anni a coinvolgere persone affette da disabilità  in attività ricreative, con lo scopo di inserirle socialmente e lavorativamente. Il progetto supportato da ricerche e raccolte dati sul campo ci ha permesso di delineare un quadro purtroppo poco rassicurante sulla percezione delle disabilità in Tanzania, la somministrazione di un questionario su un campione numeroso di abitanti di Pomerini ha rivelato che l’atteggiamento diffuso, nel migliore dei casi, sia la tolleranza, non l’accettazione, non la volontà di accorciare le distanze. Il significato del verbo tollerare è molto simile a sopportare, si sopporta un carico, una pena, una sofferenza; il messaggio che “Tutto è possibile” vuole diffondere a partire dall’ altopiano di Iringa è che la disabilità non è un fardello per le famiglie e per la società in generale, le attività del centro dimostrano alla comunità che con un supporto mirato le ragazze possono imparare, divertirsi, lavorare e socializzare. Baba Ema in questo percorso complesso, talvolta scoraggiante, fatto di storie personali difficili spesso drammatiche, è sempre stato dalla parte delle sue figlie spendendo tempo ed energie per coinvolgere e sensibilizzare gli altri genitori, è per noi un punto di riferimento e per tutti un esempio concreto di amore genitoriale a prescindere da tutto.

Stefania

 
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Pubblicato da su 08/03/2017 in Dalla Terra Rossa

 

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Lo spazio Tulime nel festival delle arti: Contaminazioni Festival

Cosa succedeva in Puglia ad Agosto?

La sede di Tulime Puglia, attivissima, ci regala foto, racconti, riflessioni su alcune delle attività promosse sul territorio.

Ecco report e foto di una delle iniziative:

Condividere un luogo fisico con altra gente vuol dire incontrarsi ogni giorno guardandosi negli occhi. Esiste certo la convivenza sterile e improduttiva, fatta di “buongiorno” e “buonasera”, può esistere l’indifferenza e la reciproca sopportazione, ma può anche nascere una convivenza produttiva, fatta di scambio e reciproca conoscenza. Quella che lega due associazioni operanti sul territorio di Villa Castelli, Tulime Onlus Sede operativa Puglia e Laboratorio Collettivo, fortunatamente appartiene a quest’ultimo tipo. In questi primi sei mesi di vita in comune le nostre due realtà hanno imparato a modellare le proprie necessità le une sulle altre, condividendo non solo spazi, ma progetti e pensieri. Quello che si è svolto il primo di agosto nella nostra cittadina non è stato solo un evento creato dalla collaborazione di due associazioni quindi, ma la riprova tangibile che questo scambio esiste e funziona.

Il primo Agosto 2016 si è svolto il Contaminazioni Festival, appuntamento che da qualche anno permette ad artisti locali e nazionali di incontrarsi e lavorare insieme. La manifestazione mira a dimostrare l’estrema vicinanza che esiste tra le varie forme di espressione artistica, per questo l’evento è pensato come una “passeggiata” attraverso un itinerario multicolore che lascia il pubblico libero di visitare le diverse postazioni (pittura, disegno, fotografia, danza, musica).

Quest’anno i volontari di Tulime hanno scelto di partecipare al festival del collettivo con la proiezione di un cortometraggio, una forma artistica in tema con lo spirito della giornata e portatrice di riflessione e significato.

Il lavoro presentato è stato “Le ragazze di Tabasamu” di Alessandro Ledda. Alessandro è uno studente di Scienze della Comunicazione che nel 2015, a 23 anni, ha deciso di recarsi nel villaggio di Pomerini, in Tanzania, per svolgere un tirocinio con Tulime e studiare il ruolo della comunicazione nella percezione della disabilità mentale presso queste comunità. “Le ragazze di Tabasamu” è il reportage da lui girato nel villaggio di Pomerini, durante la sua permanenza sull’altopiano di Iringa. Questo videoracconto testimonia il ruolo della comunicazione come “promotrice” dell’affermazione dei diritti umani, attraverso la storia delle cinque protagoniste, Fikiri, Sara, Doto, Ema e Adija, ragazze che frequentano il Centro Tabasamu, struttura nata con il progetto “Tutto è possibile”, avviato alla fine del 2013. Obiettivo del progetto di Tabasamu è l’inserimento delle persone affette da disabilità mentale nella vita del villaggio, attraverso la quotidiana lotta contro la discriminazione e per l’affermazione dei diritti fondamentali.

Il reportage di Alessandro racconta questo mondo “possibile” e carico di speranza attraverso interviste ai volontari che si occupano del centro di accoglienza e l’incontro diretto con le cinque ragazze.

Lavorare cercando di inserire una traccia di Tulime in un contesto qualsiasi non è sempre facile, si tratti di una rappresentazione pubblica, un concorso di idee o un momento di svago. Spesso si guarda alle novità con diffidenza, specie se il messaggio veicolato da un’iniziativa appare diverso e distante anni luce dai nostri orizzonti. Quello che non vogliamo, come si è visto, è divulgare i nostri progetti di cooperazione di comunità con un’eccessiva serietà o un senso di gravezza. Il messaggio è serio, certo, la cooperazione non è uno scherzo, fuori di dubbio, ma il modo per sensibilizzare l’opinione pubblica può assumere sfaccettature cangianti e multiformi; per questo i nostri momenti Tulime possono e devono nascere in contesti come questi, come in Contaminazioni, tra chitarre distorte e danze teatrali, tra esposizioni fotografiche e declamazioni poetiche. Tulime in Puglia nasce così, trae le sue origini dalla musica e dall’arte, da quel primo “Luci e ombre d’Africa” che qui in paese è difficile da dimenticare; usa l’arte come canale per riflessioni ed emozioni, offre spunti, propone idee.

Alla fine della proiezione de “Le ragazze di Tabasamu”, tra reazioni e commenti del pubblico, una frase forse ha colto nel segno “Questo cortometraggio è fatto bene, è toccante al punto giusto ma fa sorridere”. E a oggi, parlare della Tanzania in un contento come Villa Castelli, un centro abitato da novemila anime, e riuscire a strappare un sorriso è un traguardo.

 

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Le ragazze di Tabasamu: un reportage da non perdere!

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Oggi, dalle 18:00 alle 20:00 nell’Auditorium di Tiscali, la presentazione in anteprima de “Le ragazze di Tabasamu” il reportage video realizzato dal giovane Alessandro Ledda, studente dell’Università degli Studi di Sassari. Un video breve ma profondo e delicato che indaga, attraverso lo sguardo discreto di un osservatore esterno, il ruolo della comunicazione nell’integrazione delle persone affette da disabilità mentali. Un messaggio dalla Tanzania per far riflettere, ancora una volta, sul fatto che la diversità può solo costruire e mai distruggere.
L’opera racconta la storia di cinque donne disabili del villaggio di Pomerini: Fikiri, Sara, Doto, Ema e Adija. Una storia fatta di superstizione, discriminazione e ignoranza, ma anche di entusiasmo e voglia di cambiare le cose. “Le ragazze di Tabasamu” diretto e girato da Alessandro Ledda, nasce come progetto della tesi di laurea triennale in Scienze della Comunicazione; è il frutto di un’esperienza diretta che, grazie a un bando Ulisse promosso dallo stesso ateneo, ha permesso allo studente di svolgere un tirocinio nel villaggio di Pomerini, con Tulime Onlus.

Il tirocinio era finalizzato ad indagare il ruolo della comunicazione nell’integrazione delle persone affette da disabilità mentali attraverso la somministrazione di questionari agli abitanti, la realizzazione di un reportage video di 20 minuti, girato con mezzi di fortuna forniti dalla stessa Tulime e con l’unica pretesa di testimoniare le effettive condizioni in cui sono costretti a vivere i disabili nello stato tanzaniano. Infine, il monitoraggio costante dei progressi del progetto “Tutto è Possibile”, che lavora ogni giorno per accrescere l’autostima e l’autonomia di queste donne in una comunità che le mette costantemente ai margini.
Durante l’incontro si approfondirà il tema della comunicazione come strumento di integrazione per le persone affette da disabilità mentali insieme all’autore del reportage e alla nostra responsabile locale di Pomerini, Stefania Ceruso.

Sarà inoltre possibile effettuare delle donazioni a sostegno dei nostri progetti attualmente attivi grazie ai quali si sta sviluppando una nuova idea di cooperazione internazionale che mira a realizzare un continuo intreccio di saperi ed esperienze che dall’Italia arrivano in Africa, nascono, crescono e dall’Africa volano nuovamente verso l’Italia.
Trovate notizie dell’evento ai seguenti link:
Inoltre l’evento andrà anche in onda sul notiziario TGR Sardegna delle 14:
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