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Le prime impressioni di Elisa dalla Tanzania

Dalla Tanzania arrivano questi racconti di Elisa, da poco arrivata a Pomerini dalla Sardegna. Elisa ha quasi 23 anni, studia a Sassari nella facoltà di Scienze Politiche ed è partita con Tulime per svolgere il suo tirocinio della durata di tre mesi. Insieme ad altri volontari e con la supervisione del nostro esperto Coordinatore in loco Stefania, Elisa si occuperà di seguire il progetto Mi.Fi.Ma, nello specifico il progetto microcredito.

Leggiamo con piacere le sue prime impressioni dell’arrivo e dei primi giorni:

Una settimana fa arrivavamo a Dar es Salaam, mi è piaciuta molto l’accoglienza che abbiamo ricevuto dai tanzaniani, un altro paese in cui sono io la straniera, sono io qui nel loro paese, lontano dal mio, e non mi sono sentita neanche un po’ a disagio; in molti ti guardano però lo fanno con curiosità e mi fanno venire voglia di avvicinarmi a parlare e capisco che anche loro hanno lo stesso pensiero, tutte le persone che abbiamo incontrato a Dar Es Salaam parlavano inglese. A Dar Es Salaam siamo rimasti due giorni, durante i quali, per fortuna o per causa di forza maggiore (mancanza di posti liberi nel bus) ci spostiamo a Bagamoyo, un villaggio che dista un’oretta da Dar, ci andiamo prendendo per la prima volta un DALA DALA. A Bagamoyo, dopo aver fatto una piccola commissione per Tulime (visitare uno shop dove si vendono anche prodotti di Tulime ‘Mani d’Africa’) andiamo a vedere il mercato del pesce proprio di fronte al mare e facciamo una passeggiata lungo la spiaggia dove veniamo assaliti da ragazzi per fare tutti assieme un selfie.  

Il terzo giorno lasciamo Dar es Salaam, per arrivare, dopo dieci ore di pullman, a ‘Casa Tulime’, finalmente, Pomerini. È principalmente Pomerini il villaggio dove svolgeremo le nostre attività . Casa Tulime è accogliente e si sente fin da subito che tante persone sono passate per questa casa, ognuno di loro ha lasciato qualcosa, comprese le foto in bacheca, dove molto presto sarò felice di lasciare anche la mia. Sistemiamo bagagli e prepariamo i letti.  Parlo sempre al plurale ma ancora non ho presentato le altre del gruppo. Con Raffaela e Francesca siamo partite assieme dalla Sardegna, mentre a Dar abbiamo incontrato Martina e Alice  rispettivamente veneta e romagnola. Altri due ragazzi ci raggiungeranno tra qualche giorno.  Dopo esserci sistemate nelle stanze ceniamo tutte assieme; Mama Novetha cucina per noi, la rendiamo felice perché ogni pasto che cucina (pane, patate, omelette, riso, sughetti con piselli e carote, verdure varie) è sempre squisito e ci accontenta sempre tutte.  La mattina dopo il nostro arrivo a casa Tulime facciamo una passeggiata al villaggio di Pomerini, ci spostiamo con Stefania, la nostra ‘Mama’, anche qui non sento alcun disagio, vorrei imparare più swahili per poter chiacchierare con le persone, per ora ci salutiamo e chiediamo come va infinite volte, ma ogni volta c’è qualcosa di diverso e finiamo col ridere anche senza aver detto niente di particolare. C’è un buon feeling.  Tutto questo penso sia merito della fiducia che l’organizzazione ha conquistato all’interno del villaggio e non solo. Al nostro arrivo abbiamo trovato la strada spianata e questo ci semplifica notevolmente la maniera di affrontare il tirocinio e la nostra permanenza qui.  Il sesto giorno siamo andati a fare la spesa al mercato di Iringa e a comprare ‘kitenge’ ed altro materiale per il progetto di sartoria di Tulime, Mani d’Africa. 

Oggi, il settimo giorno, è stato per noi il primo giorno di tirocinio. Ognuna di noi ha scelto di occuparsi di attività diverse: Alice e Martina studiano antropologia sociale e hanno scelto di fare uno studio sulla condizione sociale delle persone con albinismo; Raffaela che studia filosofia e scienze dell’educazione si occupa di affiancare le insegnanti e anche di seguire direttamente i bambini della scuola d’infanzia; Francesca studia comunicazione e si occupa di fare un reportage sui vari programmi dell’organizzazione.  Io invece studio scienze politiche e relazioni internazionali e mi occupo all’interno del progetto Mi.Fi.Ma., la cui coordinarice è Stefania Ceruso, del programma microcredito.  Lo scopo del progetto è quello di aiutare gli individui che economicamente hanno più necessità, attraverso strumenti quali: training, seminari e micro prestiti svolgendo dei monitoraggi giornalieri e settimanali delle loro attività.  

Oggi mi sono stati affidati da Stefania alcuni compiti da svolgere. Dopo avere accompagnato Raffaela per il suo primo giorno con i bambini, insieme alla corresponsabile locale Tecla e il responsabile per le attività modello Abisai Kikoti siamo andati in sartoria per portare ai sarti gli abbinamenti con cui preparare i vestiti e gli altri prodotti che andranno poi venduti nei mercati in varie città (il prossimo evento è programmato per il 23 Luglio a Dar Es Salaam) e allo shop di Pomerini; facciamo poi un salto in falegnameria per avere informazioni sui jenga che sono stati ordinati da Stefania, andiamo poi nella scuola secondaria, ci da il benvenuto il preside Haran Emanuel Mghede e gli chiediamo se è possibile avere un appuntamento con Esta, una ragazza albina che abita in un villaggio vicino a Pomerini. Alice e Martina hanno incontrato Esta questo pomeriggio e hanno iniziato a conoscersi, nonostante fosse molto timida è stata molto disponibile a rispondere alle loro domande.  

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14-7-16, Raffaela, incontro con preside della scuola d’infanzia, Pomerini, Tanzania

Stefania non ha potuto accompagnarci di persona in questo primo giorno di tirocinio perché Francesca non è stata bene e sono andate assieme a Fra Paolo in ospedale di Ipamba, ed è stata impegnata tutta la mattina, ma è stata comunque presente tramite telefono per chiedere come stavamo procedendo. Sono contenta di come si è svolto il mio primo giorno di tirocinio e di aver avuto la responsabilità nel mio piccolo di portare a termine vari compiti, ciò mi fa sentire più parte dell’organizzazione Tulime. Augurandovi una ‘Usiku Mwema’ io vado a cenare insieme alle altre e poi a dormire, aspettando il canto del gallo e il nuovo giorno.

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14-7-16, Raffaela e Stefania, il ritorno a Casa Tulime

Ps: un pensiero e ringraziamento va a tutti i miei capi scout, in particolare Ivana e Franz. È grazie a loro e alle esperienze fatte col gruppo scout Olbia 1 (attività, uscite, campi e route) se posso oggi affrontare questi mesi di tirocinio con meno fatica e in maniera più consapevole.

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Gruppo scout Olbia1

Elisa

 
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Pubblicato da su 22/07/2016 in Dalla Terra Rossa

 

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Chi ben comincia…

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A Pomerini siamo nel vivo di Mi.Fi.Ma, ieri abbiamo erogato il primo prestito, la beneficiaria è Leuda, ha 21 anni ed è madre di una bimba di 2. Leuda è una delle poche, fra le 60 persone coinvolte nel programma di prestiti, ad aver scelto di avviare un’attività di piccola imprenditoria; venderà zuppa di pollo al centro del villaggio. Oggi è stata la prima giornata di attività e noi abbiamo passato un po’ di tempo con lei per supportarla nel suo nuovo lavoro e monitorare i primi guadagni.

Rachel ha aiutato Leuda, all’alba, a preparare la zuppa, poi hanno scelto una piccola tettoia, fra le tante in disuso nel cuore del villaggio e hanno iniziato a vendere. Noi siamo arrivati qualche ora dopo e la zuppa era quasi finita. L’entusiasmo di Leuda e Rachel ci ha presto contagiati ed Enrico, il nostro tirocinante di economia proveniente dall’Università di Sassari, ha preso così seriamente il monitoraggio che alla fine la zuppa ha voluto mangiarla pure lui.

Leuda si è detta soddisfatta della prima giornata di lavoro anche se ammette, ci sono degli accorgimenti da prendere, le porzioni erano troppo abbondanti e sarebbe stato utile avere dei chapati da servire con la zuppa, aggiunge che rimedierà ad entrambe le cose domani utilizzando parte del capitale guadagnato per acquistare quanto necessario.

Nei prossimi giorni continueremo ad erogare i prestiti ed a svolgere i primi monitoraggi con la certezza che questo primo successo sia di buon auspicio per la riuscita di un progetto che ogni giorno si rivela più stimolante, utile e ben disegnato sulle esigenze delle comunità che lo ospitano.

 

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Si inizia!

Ecco un’altra testimonianza da Casa Tulime.

Questa volta sono le parole di Enrico Cau, un tirocinante. Grazie alle sue parole possiamo scoprire qualcosa di più sul progetto Mi.Fi.Ma, i suoi beneficiari e lo stato di avanzamento.

Non nego di sentirmi come uno scolaro al suo primo giorno di scuola, collaborare ad un progetto di cui son stato finanziatore l’anno precedente, poter vedere da vicino il suo sviluppo e il lavoro che vi è dietro è un qualcosa di entusiasmante.

Per questo motivo appena ho avuto l’occasione son arrivato in Tanzania tramite il programma Ulisse e ho deciso di basare la mia tesi di laurea sul progetto MI.FI.MA e del suo impatto sui beneficiari.

Al momento, siamo nella fase iniziale del progetto, la quale consiste nel rilevare e selezionare i beneficiari, compito reso arduo dalle difficoltà nel reperire le informazioni e dalle piogge incessanti,  ma con un po’ di pazienza e buona volontà si riesce a risolverle tutte.

Ma ritorniamo al mio primo giorno, aspettiamo la macchina che dovrebbe arrivare alle 9:30 ( scrivo “dovrebbe” perché qua in Africa non si ha la frenesia di esser puntuali o di correre da una parte all’altra come da noi, qua si fanno le cose con calma con molto più relax, non ci si stressa per via del  tempo),  appena arrivata trovo dentro ad accogliermi i due giovani collaboratori locali, Abisai e Rachel, e l’autista Joseph, li saluto e salgo, prima destinazione il Sindaco del villaggio di Kihesa Mgagao.

Dopo una decina di minuti e qualche scossone in macchina ( le strade sono in sterrato e le piogge non le hanno lasciate in buone condizioni) arriviamo dal Sindaco, il quale, dopo avergli esposto il nostro progetto grazie alla nostra front Woman Rachel, ci fornisce alcuni nomi di persone facenti parte dell’utente target e si offre di accompagnarci.

Raggiunto il luogo del primo beneficiario scendiamo e ci dirigiamo verso un campo di cavoli, li troviamo la capo area del villaggio con altre due donne impegnate a lavorare nel campo, dopo un breve colloquio per avere le informazioni del beneficiario inerenti all’età, componenti del nucleo familiare, quale lavoro svolge ed altre, salutiamo e partiamo per il prossimo.

Il beneficiario successivo è una giovane ragazza sulla ventina, appena Rachel ha iniziato ad esporle il progetto, sembrava molto entusiasta, sorrideva in continuazione, ed è in queste situazioni in cui ti accorgi che questo progetto può cambiare la vita di una persona, aiutarla a raggiungere un benessere sociale difficilmente raggiungibile con un entrata mensile di 20.000 shellini, circa 8 €, di cui la maggior parte serve per il sostentamento del nucleo familiare e la rimanenza, se vi è, la si reinveste nell’attività produttiva. Concluso il colloquio la salutiamo e saliamo in macchina per dirigerci verso il successivo beneficiario.

Compito reso difficile da un pulmino fermo che blocca la strada, il Sindaco ci suggerisce allora una “strada alternativa”, bene, questa alternativa, di “strada” non aveva niente, era solo un passaggio stretto ed in mezzo alla vegetazione, ma grazie alle ottime abilità di guida del nostro autista Joseph ne siamo usciti indenni e abbiamo raggiunto il beneficiario successivo dopo una breve camminata.

Anche in questo caso si tratta di una giovane ragazza ( si preferisce avere beneficiari donne poiché vi è una maggiore fedeltà nella promessa di restituzione del prestito), anche lei molto felice di poter partecipare al progetto e dopo aver recuperato tutte le informazioni necessarie, ci dirigiamo a Casa Tulime a Pomerini per il pranzo, non prima di essersi dato appuntamento con i collaboratori per un briefing sull’andamento del progetto e sulle successive azioni da compiere.

Finisce così il mio primo ed entusiasmante giorno di lavoro, il quale mi è servito per rendermi conto della realtà locale, dei vari problemi e necessità presenti, ma anche della volontà di non mollare e andare avanti delle persone, le quali hanno sempre un sorriso da mostrare e dell’enorme utilità e beneficio che il progetto MI.FI.MA può portare a queste persone.

Enrico

 
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Pubblicato da su 23/04/2016 in Dalla Terra Rossa

 

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Dalla terra rossa: le prime impressioni di Stefano

Ecco le prime impressioni di Stefano. Stefano ha deciso di svolgere un periodo di tirocinio con Tulime, nel villaggio di Pomerini in Tanzania. Ha iniziato le sue attività al dispensario luterano e a quello del complesso Tabasamu ed ha accompagnato i bimbi sieropositivo dell’Associazione Smile to Africa a fare dei controlli.

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Pomerini 04.11.2015

Dopo 10 giorni di mare siamo finalmente arrivati a Pomerini sani e salvi.

Ieri notte arrivando in tarda serata non avevo visto molto tranne casa Tulime, una casa di campagna che mi è sembrata subito accogliente. Credo di abituarmi in fretta alle poche “comodità” che ci sono.

Questa mattina siamo andati al centro di Pomerini e posso dire che la prima impressione  del villaggio è stata sicuramente positiva, completamente diversa da Bagamojo e Dar es Salam, molto più piccola e più concentrata.

Inizierò domani con il mio “tirocinio”. Andrò infatti con i bambini affetti da HIV per la regolare visita a Iringa, la città più vicina al villaggio. 

Lavoro da più di sette anni nell’ambito ospedaliero e vedere che dei bambini devono periodicamente fare un viaggio di circa 70 Km per ricevere le cure più appropriate fa strano. Abituato in un mondo dove queste cure vengono erogate tranquillamente e gratuitamente in un qualsiasi ospedale, città o paese fa molto strano.

Cercherò di fare il possibile per rendermi utile, mettendo a disposizione tutte le mie capacità e competenze.

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Pomerini 18.11.2015

Sono passate più di 2 settimane dal mio arrivo a Pomerini, posso dire che ormai mi sono abituato alla tranquillità e ai ritmi “lenti” del posto. Sto lavorando ogni giorno nel dispensario Luterano a stretto contatto con Patrischa, un infermiera che da più di 11 anni lavora qui a Pomerini. Ce ne sono 2 di dispensari a Pomerini, uno luterano e uno gestito dai frati.

L’impatto non è stato dei migliori. Abituato ad altri standard, faccio fatica ad abituarmi alla mancanza di servizi e alla carenza di igiene e che c’è qui nei dispensari.

Ho visto tante donne venire con i loro bambini per fare i test sulla malaria o HIV e questo mi ha fatto pensare. Vedere uomini che vengono per curare o ricevere farmaci per delle malattie (TBC) ormai debellate in Europa fa riflettere.

Molto spesso diamo per scontato tante cose, troppe. Si sa, in Africa la sanità, almeno in alcune zone, è molto carente, in alcuni posti molti uomini donne e bambini muoiono o si ammalano per delle malattie banali che per carenza di fondi e medicinali non riescono a curare, ma un conto e saperlo e un conto e vederlo.

Consiglierò sicuramente questa esperienza ai mie colleghi. Tornerò a lavorare in Germania sicuramente con uno spirito diverso.

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Una giornata alla Primary school

Alessandro, tirocinante molto simpatico e competente della facoltà di Economia di Sassari, è al secondo mese di permanenza nel villaggio di Pomerini.

Non è niente di speciale, particolare o innovativo ma da quando sono arrivato a Pomerini un misto di curiosità e necessità mi spingevano a dover vedere con i miei occhi la situazione scolastica tanzaniana. In più lavorare con i bambini è sempre qualcosa di stimolante e soddisfacente, la creatività non manca di certo così come la voglia costante d’imparare. 

Così con Simona e Abisai ci siamo recati per la prima volta alla Primary School (7 classi che coincidono più o meno con le nostre elementari e medie), a circa 10 minuti a piedi dal centro. Già nella strada che porta alla scuola si incontrano un’infinità di bambini con le loro immancabili uniformi verdi e blu. Ci salutano sorridenti. Iniziano le lezioni alle 8 ogni mattina, dopo aver lavorato nei campi o portato a casa l’acqua, eppure il sorriso non manca mai. 
Veniamo presentati al Preside che sin da subito è molto gentile e disponibile e ci mostra per intero tutto il complesso. Le aule, i dormitori per i ragazzi sordomuti, la falegnameria, i campi da gioco. Rimaniamo d’accordo per rivederci la settimana dopo in modo da conoscere il maestro d’inglese, mwalimu Kamlika, e assistere alla lezione.
Il giorno stabilito ci ripresentiamo. Al nostro ingresso in classe veniamo accolti da un fragoroso saluto in coro da parte dei bambini “Wellcome Teachers!”. Contro ogni nostra aspettativa ci ritroviamo davanti alla lavagna con il gessetto in mano a dover fare la lezione a 45 bambini. Il momento iniziale è caratterizzato dal panico totale, non sapendo assolutamente come comportarci, ma superato l’imbarazzo e lo stupore iniziale si prova a buttare giù qualcosa. Spieghiamo per quale motivo siamo in Tanzania, il ruolo di Tulime, qualche cenno sull’Italia e sulla Sardegna.
Proviamo a fargli fare delle semplici presentazioni personali. L’idea è quella di una sorta di scambio di lettere con alcuni studenti delle scuole medie del Nord Sardegna, in particolare della provincia di Sassari, dove mia madre insegna inglese.
L’intento è quello di riuscire a capire le differenze tra i gusti e le abitudini, quali sono le attività nel tempo libero, quale è il sogno nel cassetto. 
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Ci scontriamo però al primo ostacolo: la carenza di penne e quaderni per scrivere. Ci impegnamo a ritornare qualche settimana con del materiale scolastico.
Quando ritorno con i “gifts” ottengo un riscontro che non mi sarei mai aspettato. Quasi non credono ai loro occhi: la felicità che emanano per aver qualche penna, matita e quaderno è impagabile. Tutto ciò che noi diamo per scontato e che non siamo in grado di apprezzare qua fa un effetto completamente diverso. Mi ringraziano in coro e iniziano a scrivere e disegnare ciò che gli avevo chiesto. Essendo però giornata di attività all’aperto a metà lavoro devono bloccarsi e, uscendo dalla classe, si pavoneggiano di fronte agli studenti delle altre classi per i loro nuovo materiale.
Fra qualche giorno ritornerò per vedere i risultati e leggere i loro termini, osservare i disegni che molto spesso riescono a racchiudere nel migliore dei modi i pensieri di un bambino. Ma ancora di più mi incuriosisce sapere quale è la loro visione del futuro, per loro che vivono giorno per giorno, dove il futuro non può essere considerato una certezza.
Per un giorno mi sono ritrovato a fare il maestro ma, paradossalmente, ero io l’unico che aveva qualcosa da imparare.
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Alessandro
 
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Pubblicato da su 24/05/2015 in Dalla Terra Rossa

 

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Un incontro a Trieste parlando di Tulime Onlus e dei progetti di tesi e tirocinio

Il 4 giugno 2014 a Trieste, Fulvio e Linda hanno tenuto a Trieste un seminario presso la Facoltà di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione (IUSLIT): nello specifico hanno incontrato gli studenti della laurea specialistica di cooperazione internazionale.

Nella medesima giornata, è stato formalizzato il protocollo di scambio tra Tulime Organization e la IUSLIT, che consentirà agli studenti di quest’ultima di poter svolgere tirocini e tesi in Tanzania: il primo tirocinante di questo ateneo, Alessandro Dario Greco, partirà il 13 Agosto 2014 al fine di svolgere una tesi di laurea sui Crediti di Carbonio che possono essere generati dai campi forestali di Tulime sull’altopiano di Iringa.

Oggetto del seminario sono state in generale le attività internazionali di Tulime Onlus: sono stati descritti un po tutti i progetti di Tulime (che si svolgono in Africa e in Asia), entrando nello specifico in due dei più impegnativi: Distretto Frutticolo e Mani d’Africa. Al seminario hanno partecipato, oltre Alessandro, circa 15 ragazzi dei circa 50 dell’intera laurea specialistica. Al termine del seminario, Fulvio e Linda hanno risposto alle domande dei ragazzi.

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Pubblicato da su 17/06/2014 in Uncategorized

 

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CiC – Coltivatori italiani Cercansi

La Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo, in collaborazione con Tulime, ha emesso un bando per l’assegnazione di 2 borse di studio per due laureandi per svolgere un tirocinio in Tanzania per un periodo di non meno di due mesi
Le richieste dovranno essere consegnate presso la Presidenza della Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo entro le ore 12 del giorno 6 luglio 2009.

Qui il Bando Tirocinio Tanzania-1 per avere ulteriori informazioni.

Il sito della Facoltà di Agraria –http://www.agrariaunipa.it/it/bacheca/news.jsp?a=471

 
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Pubblicato da su 16/06/2009 in Tulimiamo

 

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