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Lo schiocco di Rosa: stamattina intrecciamo Milulu

 

 

Da Casa Tulime, una buona mattina di sole, davanti a Casa Tulime a intrecciare Milulu e creare cestiniIMG_0432 Milulu Tulime

 
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Pubblicato da su 24/06/2013 in Dalla Terra Rossa

 

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Lo schiocco dalla Tanzania – That’s Africa

È Africa quando improvvisamente ti accorgi che il dalla dalla sul quale viaggi ha lì,proprio al posto dell’accendisigari un caricabatterie per cellulari e te non puoi non approfittarne considerando che a Pomerini se non c’è sole , non c’è energia per i pannelli solari.
È Africa quando arrivati al lago Nyasa ti metti a copiare le donne del posto e approfitti anche te di quell’acqua così trasparente per lavare i tuoi panni.
È Africa quando mia madre dopo un pò che siam partiti si ricorda di non aver riconsegnato la chiave della stanza al matema e MrMazengo ferma i primi due passanti in moto che andavano esattamente in direzione lago e affida a loro la riconsegna delle nostre chiavi

-Rosa

 
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Pubblicato da su 27/08/2012 in Segnalazioni

 

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Zambia: il viaggio è iniziato

Dopo 20 anni ecco il cambiamento che molti si auguravano: il PF al potere, l’MMD sconfitto

Da Rosa Spalatro (volontaria di Tulime), Sara Rovati e Tatiana Abbonizio – “caschi bianchi” in Servizio Civile Internazionale.

Il 23 settembre 2011 M. Sata è stato dichiarato il vincitore delle dal giudice supremo Ernest Sakala: ha ottenuto il 43% dei voti contro il 36.1% del candidato avversario R. Banda. Insieme alle prime dichiarazioni non ufficiali sull’esito delle elezioni, sui quotidiani zambiani compaiono nuovamente continui appelli a mantenere la calma e l’ordine pubblico: solo in questo clima l’ECZ (Commissione Elettorale Zambiana) è in grado di completare il conteggio dei voti con trasparenza e tranquillità.

Gli osservatori dell’Unione Europea, e in particolare M. Muniz De Urquiza a capo della commissione, dichiarano che “il ritardo nell’annunciare i risultati ufficiali non è un problema se viene comunque garantita la trasparenza”; infatti questo è ciò che si è verificato finora, l’ECZ ha lavorato in modo accurato ed imparziale. Viene anche sottolineato che l’entusiasmo dimostrato dagli zambiani per queste elezioni è una prova evidente del desiderio di consolidare maggiormente la democrazia nel Paese ed è proprio per questo che lo spirito deve rimanere lo stesso all’uscita dei dati ufficiali e nei giorni successivi.

A pochi giorni dalle elezioni e dall’insediamento del nuovo Presidente l’opinione sull’andamento di questa importante prova per la nazione è unanime da parte di tutte le commissioni e gli enti nazionali e internazionali che hanno controllato e monitorato la situazione: le elezioni sono state condotte in un modo che ha permesso agli elettori di esprimere liberamente la propria scelta e tutto ciò evidenzia il fatto che l’atteggiamento democratico si sta rafforzando in Zambia; bisogna riconoscere l’impegno dei cittadini e congratularsi con loro per il buon esempio che hanno dato all’Africa e al mondo intero.

In questo clima globalmente disteso, l’uscente Presidente Rupia Banda ha dimostrato rispetto e lealtà politica: non ha insinuato nessun dubbio sull’attendibilità dei risultati, anzi si è complimentato con l’avversario Sata riconoscendolo come nuovo Presidente zambiano, ed ha assunto un atteggiamento coerente con le sue dichiarazioni durante la campagna elettorale sul rispetto, sulla correttezza e sul rifiuto di qualsiasi forma di violenza.

Nel suo discorso inaugurale ufficiale del 23 settembre Michael Sata ringrazia prima di tutto Rupiah Banda per l’atteggiamento dimostrato nella transizione della carica presidenziale e nel mantenimento di un clima disteso e pacifico; non manca però di sottolineare anche i meriti della popolazione zambiana che ha avuto un comportamento di grande responsabilità civile e umana, respingendo e limitando gli episodi di violenza.

I problemi che il nuovo Governo dovrà affrontare nel breve termine sono molti e urgenti: prima di tutto colmare il divario sempre più profondo tra benestanti (una stretta minoranza) e chi vive sotto la soglia della povertà (la maggioranza della popolazione), per questo sono necessari cambiamenti drastici in campo economico e sociale. La lotta alla corruzione è il secondo punto fondamentale: nessuna tolleranza per nessuna tipologia di corruzione e soprattutto la promessa di gestire in maniera giusta e tracciabile le risorse nazionali. Il terzo punto di grande importanza è assicurare un giusto ed equo accesso ai servizi, alla protezione, ai diritti fondamentali, proprio come ci si aspetterebbe dal governo del proprio Paese. Si sofferma poi anche sulla questione che riguarda gli investimenti provenienti dall’estero: sono molto importanti per lo Zambia, afferma Sata, perché creano nuovi posti di lavoro e contribuiscono a rafforzare l’economia del Paese, per questo il Governo continuerà le collaborazioni già in atto e ne accoglierà di nuove purché gli investitori si impegnino al rispetto delle leggi per la tutela dei lavoratori e non creino una situazione di svantaggio per la popolazione zambiana.

A tal proposito è opportuno sottolineare l’incontro che il nuovo presidente zambiano ha avuto a Lusaka con l’ambasciatore di Pechino Zhou Yuxiao. Sata ha denunciato Pechino di avere un trattamento poco rispettoso dei diritti dei minatori e ha rimproverato gli stessi cinesi di dare incarichi di responsabilità solo ai loro connazionali, “in questo modo la popolazione zambiana non potrà beneficiare degli investimenti” ha dichiarato Sata.

L’anno scorso il Paese ha registrato una crescita economica del 7% proprio grazie alle esportazioni minerarie, peccato però che due terzi della popolazione zambiana vive con meno di due dollari al giorno.

Sottolinea quindi le sue intenzioni in materia di relazioni internazionali: il Governo intende rafforzare e onorare le relazioni diplomatiche e l’appartenenza del Paese ad organizzazioni mondiali, questo sarà possibile solo impegnandosi insieme per raggiungere fondamentali obiettivi quali la riduzione della povertà, la possibilità di accesso per tutti ai servizi primari e una rinnovata lotta contro la corruzione. Riserva l’appello ultimo agli zambiani augurandosi che vogliano lavorare insieme al Governo e contribuire alla costruzione di una nazione basata sui diritti umani e su uno sviluppo equamente distribuito. Il momento è ora, il viaggio è iniziato!

FONTI ARTICOLO:

  • “Times of Zambia” , 23 settembre 2011
  • “The Post”, 23 settembre 2011
  • “Sunday Mail”, 25 settembre 2011
  • “Sunday Post”, 25 settembre 2011

Leggi anche: Zambiani! Si vota! e Per un voto pacifico in Zambia

 
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Pubblicato da su 03/10/2011 in Dalla Terra Rossa

 

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Zambiani! Si vota!

Lunghe code ai seggi confermano la  risposta democratica del popolo zambiano

 

Il 20 settembre 2011 hanno avuto luogo in Zambia le elezioni tripartitiche per la nomina del nuovo presidente, dei rappresentati del parlamento e dei governi locali.

Il numero degli aventi diritto al voto registrati nelle liste ufficiali e certificati della Electoral Commission of Zambia  (ECZ), è di 5.167.154, dei quali 2.590.821 donne e 2.573.333 maschi, su una popolazione di 12.935.000. Il diritto di voto in questa nazione si ottiene con la maggior età, 18 anni, ed è  necessario registrarsi in delle apposite liste, per ottenere la tessera elettorale. Al contrario di quanto accade in Italia dove la tessera può essere ritirata anche durante il giorno delle votazioni, in Zambia, per le elezioni 2011, il termine ultimo è stato il 31 marzo 2011.

L’apertura dei seggi è avvenuta alle 6.00 del mattino ma in quasi tutti si sono formate code già dalla notte poichè i seggi sono rimasti aperti solo fino alle 18.00 dello stesso giorno. Inoltre si sono verificati dei ritardi nell’apertura di alcune postazioni (due per il parlamento e quindici per i governi locali) dovuti ad errori nella stampa dei candidati sulle tessere elettorali, all’improvvisa morte di quattro candidati iscritti nelle liste dei partiti e a dei ritardi nella consegna del materiale elettorale. Proprio per questo è stato deciso di posporre la chiusura dei seggi interessati dai malfunzionamenti in modo che fosse garantita, a tutti gli elettori, la stessa possibilità, in termini di tempo, per esprimere il proprio voto.

Il tutto è avvenuto sotto l’occhio vigile di 9.000 tra osservatori nazionali ed internazionali, facenti capo ad organizzazioni ed enti più o meno grandi: dalla The African Union Election Observation Mission, all’Europian Union Observer,dalla Caristas alle associazioni su base ecclesiale. Il loro lavoro è partito mesi prima delle elezioni con campagne di sensibilizzazione al diritto di voto, all’anti corruzione fino ad arrivare alle giornate del voto dove, senza poter interferire in alcun modo, hanno supervisionato la preparazione dei seggi, lo svolgimento del voto, il corretto conteggio e trasferimento dei risultati.

Oltre a continuare gli appelli a mantenere un comportamento pacifico anche durante le elezioni, particolare rilievo merita l’invito ad accettare il risultato delle elezioni, qualsiasi esso sia in quanto frutto della decisione legittima del popolo zambiano.

“I membri di nessun partito politico hanno il potere di intervenire in nessuna parte del processo elettorale” (articolo di opinione, Times of Zambia 22/09/11).

Nonostante i continui appelli alla non violenza e ad un voto quanto mai pacifico non sono mancati disordini in alcune cittadine dovuti ai ritardi nell’annunciare i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali; questo ha generato, in una parte dell’elettorato il timore di brogli elettorali. Nello specifico a Kitwe alcuni negozi sono stati saccheggiati, pietre sono state lanciate contro la polizia e i veicoli in transito ed un giovane è rimasto ferito; a Ndola le manifestazioni violente sono state più contenute anche se i manifestanti hanno bloccato molte strade bruciando copertoni delle macchine e altro materiale. Per ragioni di sicurezza la polizia ha presidiato entrambe le città per tutta la giornata in assetto antisommossa e tutti gli esercizi commerciali sono stati chiusi per l’intera giornata. Va sottolineato che la gestione dell’ordine pubblico e la conseguente risposta dei cittadini è stata d’esempio per un Paese africano confinante con nazioni socio politicamente “calde” come la Repubblica Democratica del Congo, il Malawi (da poco interessato da alcuni disordini), lo Zimbabwe, l’Angola (uscita recentemente dalla guerra civile ma ancora in una situazione di instabilità). I disordini non hanno portato ad un escalation di violenza ma sono rimasti circoscritti ad alcune zone e soprattutto limitati ai giorni del 20 e 21 settembre.

Accuse reciproche tra i due partiti che maggiormente si contendevano la vittoria sono state riportate dai principali quotidiani nazionali. La polizia nel distretto di Lukulu ha confiscato materiale elettorale del partito MMD (del presidente uscente) poiché veniva distribuito dopo la chiusura del periodo di campagna elettorale autorizzata. Inoltre lo stesso giorno delle elezioni circa cento persone hanno ritirato la tessera elettorale nell’ufficio di Lusaka. Si tratta di una grave irregolarità in quanto, come specificato sopra, la scadenza era la fine di marzo. L’MMD invece ribatte accusando il PF e il quotidiano “The Post”, che ha sostenuto la candidatura di Sata per tutto il periodo elettorale, di aver continuato la campagna elettorale anche nelle quarantotto ore precedenti le votazioni. E’ esemplificativo di quanto detto il titolo in prima pagina nell’edizione di lunedì 19 Settembre dello stesso “The Post” che riportava un invito esplicito di Sata: “wake up early and vote, time is up for Rupiah” (svegliati presto e vota, il tempo per Rupiah è scaduto).

Caratteristiche sono le previsioni sulla vittoria delle elezioni riportate il giorno seguente, mercoledì 21 settembre, dai due principali giornali nazionali. Il “Times of Zambia” citando il “Wall Street Journal” prevede una riconferma di Banda come presidente a causa del fallimento dell’alleanza tra PF e UPND (i due partiti hanno presentato due differenti candidature). Al contrario il “The Post” preannuncia la vittoria di Sata poiché dai sondaggi elettorali è emerso un forte sostegno al suo partito soprattutto nelle zone del Copperbelt e di Lusaka (capitale) che sono le più densamente popolate.

 

FONTI ARTICOLO:

  • “Times of Zambia”, 20 settembre 2011
  • “Zambia Daily Mail”, 20 settembre 2011
  • “”The Post”, 21 settembre 2011
  • “Times of Zambia”, 21 settembre 2011
  • “Times of Zambia”, 22 settembre 2011
 
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Pubblicato da su 20/09/2011 in Dalla Terra Rossa

 

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