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Tre giorni a Dar Es Salaam

Francesca C. ha 25 anni e svolge in questi mesi un tirocinio con Tulime Onlus nell’ambito del progetto Ulisse. Studia Comunicazione e Pubbliche Amministrazioni e, insieme ad Alessandro, si sta occupando di raccogliere materiale fotografico e video per la realizzazione di piccoli reportage.

Ecco il racconto della sua trasferta a Dar Es Saalam, in compagnia del nostro coordinatore Stefania e degli altri volontari, in occasione di un market nella turistica SlipWay per la vendita dei prodotti Mani d’Africa.

L’esperienza della vendita dei prodotti di “Mani d’Africa” merita di essere raccontata e ovviamente non so’ da dove cominciare. Partirò dalla fine, la permanenza di tre giorni a Dar Es Salaam mi è costata due bacinelle di bucato al ritorno, ma ripartirei anche subito.

Il viaggio per me, Stefania ed Elisa è iniziato venerdì 22 alle 7:00 del mattino, qui a Pomerini era ancora buio e un freddo pungente ci ha dato il “buongiorno” appena abbiamo messo piede fuori casa. Mr. Mazengo, con il suo sorriso e buon umore, ci ha accompagnate alla stazione dei bus di Iringa. Abbiamo fatto giusto in tempo a fare colazione e comprare scorte di cibo per il viaggio di minimo otto ore verso Dar, in questi casi capisci perché le persone del posto dicono “pole” quando fai sapere che devi partire.

Siamo salite sul bus alle 9:00, questa volta abbiamo preso il “Deluxe”, uno dei più veloci e comodi; avendo i posti assegnati, io sono capitata vicino ad un signore che non ha sorriso neanche un secondo, figurarsi rivolgermi la parola, ed era intento a guardare appassionatamente una telenovela africana che trasmettevano in TV il cui volume era talmente alto che non sono riuscita ad evitare pianti ed urla disperate nemmeno con le cuffie e la musica dell’Ipad. Man mano che ci si allontanava da Iringa abbiamo iniziato a sentire caldo e l’intero pullman ha tolto i vari strati di abbigliamento, onde evitare di morire squagliati. Durante una delle due soste dai tempi disumani (5 minuti la prima e 10 la seconda) ho comprato una sorta di frittella di pane e due sambusa con carne macinata e cipolle, buone da morire, specialmente se mangi carne ogni due settimane.

Siamo arrivate a Dar alle 18:00, non vedevo l’ora di scendere dal bus perché il bambino seduto dietro di me aveva fatto i bisogni un’ora prima e ho pensato che sarei morta soffocata o divorata dalle mosche.

Dopo aver recuperato un taxi siamo arrivate in hotel, questa volta non il “Safari Inn” ma un altro gestito da indiani e con il punto a favore di essere vicino al “Mamboz”, il mio ristorante preferito (approfondirò questa parte in stile Trip Advisor” fra qualche riga). Prima di cena abbiamo fatto una doccia rigenerante, con acqua calda corrente, siamo uscite nel caldo notturno della città (che apprezzi in maniera smodata dopo aver patito il freddo di Pomerini). Quindi torniamo al “Mamboz”, questo fantastico posto che la mattina è un’autofficina e la sera diventa ristorante è gestito da una famiglia di indiani molto attenta ai conti e a ciò che fa il personale (sorvegliato da mille telecamere). Il cibo viene cotto sopra delle griglie enormi in cui cucinano masala chicken, spiedini di manzo e pesce, inutile dire che ho fagocitato carne come se non ci fosse un domani.

Una volta finita la cena siamo tornate in hotel a riposare per qualche ora, la nostra sveglia ha suonato alle 2:00 del mattino, e ancora assonnate siamo andate all’aeroporto a prendere Alessandro e Nicolò. L’attesa è durata fino alle 4:30, poi siamo ritornate in hotel come degli zombie e abbiamo dormito per le restanti ore della notte.

La seconda sveglia è suonata alle 7:30, dopo una colazione abbondante abbiamo preso un taxi che ci portasse allo “Slipway”, l’hotel/centro commerciale in cui c’era la fiera. Bastano pochi chilometri per rendersi conto della differenza di ambiente: non si vedevano più persone per la strada, solo case enormi e cancelli altissimi. Lo “Slipway” era in linea con questo stile.

Abbiamo fatto tre rampe di scale ripidissime con i borsoni della merce siamo arrivate alla piazzetta in cui stavano allestendo gli stands; la nostra sistemazione è stata abbastanza travagliata perché la nostra vicina di stand non si è smossa di un millimetro, quindi è stata soprannominata “la Sfinge” per ovvie ragioni.

Dopo aver allestito abbiamo fatto i turni per ispezionare la piazzetta, mi ha ricordato vagamente quella di Porto Cervo, piena di portici e negozi di lusso, infatti anche i prezzi erano europei.

I ragazzi ci hanno raggiunte a metà mattinata perché erano sfiniti dalla notte precedente, così siamo potute andare a mangiare nel ristorante lì vicino.

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Le vendite non sono state molto soddisfacenti, ma credo che questo sia da mettere in relazione con il caldo afoso e gli orari di apertura/chiusura del mercatino: dalle 9:00 alle 18:00, improponibili per lo shopping estivo.

L’articolo più venduto è stato il jenga. Verso l’ora di chiusura è arrivata una famiglia delle Mauritius a risollevare le nostre sorti economiche e sono riuscita vendere un top ad incrocio ad una delle ragazze, il che non è stato affatto semplice visto il mio inglese italianizzato, la soddisfazione è stata alle stelle.

Siamo rientrati in hotel al tramonto, infatti le persone che vivono sulla strada si stavano organizzando per la cena. Dopo una meritata doccia abbiamo raggiunto Stefania che era in riunione con Noveta, la nottata si è conclusa al “Mamboz” con una cena poderosa.

La domenica è iniziata prestissimo, siamo arrivati alle 7:00 alla stazione dei bus e dopo aver scansato vari porta valige improvvisati ci siamo rimessi in viaggio per Iringa.

Il secondo “viaggio della speranza” è stato peggiore del primo, i sedili erano di marmo e la mia schiena ha iniziato a chiedere pietà dopo sei ore in cui l’autista non ha superato i 50 km/h.

Siamo arrivati ad Iringa alle 18:00, qui ci ha accolte Mr Mazengo con il suo sorriso smagliante e il suo modo di fare stile “Take it easy” o “hakuna matata”; abbiamo fatto un po’ di spesa al mercato e poi siamo finalmente tornati a casa Tulime.

Il fine settimana si è concluso con una pizza squisita offerta dai frati, non l’ho fotografata perché la fame ha preso il sopravvento.

In conclusione sono crollata appena la mia testa ha preso contatto con il cuscino, sazia ed estremamente soddisfatta dalla mia gita in città e dal ritorno alla vita bucolica

Francesca C.

 

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LADHA NZURI – FASHION FOOD EQUO E SOLIDALE Aperitivo bio + sfilata afro + laboratorio per bambini

sfilataMercoledì 13 luglio, alle ore 19.00, presso i locali di Qbio in via Camillo Randazzo 28 a Palermo (traversa di via Terrasanta), si terrà la sfilata dei nuovi modelli della collezione Mani d’Africa, prodotti artigianali creati dall’incontro tra stilisti italiani e tanzani, e realizzati nella sartoria sociale di Pomerini in Tanzania nell’ambito dell’omonimo progetto di Tulime Onlus.

In occasione della presentazione della nuova collezione Mani d’Africa potremo gustare insieme un delizioso aperitivo realizzato coi prodotti biologici di Qbio dall’ottima Cucina di Alù.

Una serata in cui la qualità e il buon gusto, che contraddistinguono le creazioni moda Mani d’Africa e la bontà e genuinità dei cibi Qbio, incontrano la solidarietà: parte dell’incasso della serata contribuirà al finanziamento del progetto della sartoria sociale in Tanzania. Inoltre, durante la serata sarà possibile conoscere da vicino le attività di Tulime Onlus, promotrice del progetto Mani d’Africa, e i numerosi progetti realizzati in Tanzania e Nepal.

Per i più piccoli è previsto la partecipazione a un laboratorio “goloso” gratuito dalle ore 17,30 alle ore 19,00 per viaggiare attraverso il senso del “gusto” di tutto il mondo.

Mani d’Africa è un progetto che nasce nel 2006 con il fine primo di produrre prodotti artigianali e creare una rete commerciale sostenibile ed equa, fatta di saperi, esperienze, contatti, relazioni, in un’economia rispettosa della cultura e dei valori locali. Dalla collaborazione tra artigiani tanzani e italiani, dall’incontro di mani e colori diversi vengono creati prodotti unici, di qualità e sostenibili per l’uomo e per l’ambiente. Tutti i prodotti racchiudono il senso del lavoro manuale in Africa, del tempo ad esso dedicati, della concentrazione nella sua produzione. Mani d’Africa offre alla popolazione locale un lavoro autonomo e a Tulime Onlus di raccogliere fondi da destinare alla sostenibilità del progetto stesso e alla promozione di altre attività nei paesi Terzi in cui opera, generando una crescita economica a breve e lungo termine. Dal 2014 è attivo anche un corso che mira alla formazione di futuri sarti, rivolto alle giovani generazioni del villaggio di Pomerini, offrendo loro la possibilità di accrescere le loro competenze e possibilità.

Qbio è una start-up nata dall’idea di avvicinare la città alla campagna, attraverso produzioni agricole sostenibili, artigianato alimentare e prodotti ecologici. Una rete nella quale far confluire le relazioni tra chi produce e chi consuma, creando una vera e propria community del biologico. Tutto questo grazie a una bottega e a una piattaforma web “costruita” su misura, dove è possibile:

  • offrire e promuovere prodotti biologici di alta qualità, strettamente connessi al territorio da cui provengono, ottenuti nel rispetto del lavoro umano e dei ritmi della natura;
  • scegliere e prenotare ceste bio con consegna a casa propria;
  • avere in tempo reale notifiche dei prodotti in arrivo direttamente sui propri smartphone.

Una sinergia, dunque, tra agroalimentare e tecnologia per rendere un servizio efficace a chi crede che quel che mangiamo è un po’ quel che siamo.

Info e contatti

Contributo partecipazione aperitivo+sfilata € 6,00

Tulime Onlus: info@tulime.org

QBIO: www.qbio.it | 0917790336 – 3896239614 | bottega@qbio.it

 

 

 

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2 giugno: la sfilata di Mani d’Africa a Dar es Salaam

Anche quest’anno, nell’ambito dei festeggiamenti del 2 giugno, si svolgerà all’interno dell’Ambasciata Italiana di Dar es Salaam (a partire dalle 18,30) un evento promosso dall’Ambasciatore e dal suo staff.

Questa volta però la nostra associazione ha un ruolo di spicco: siamo stati chiamati per una presentazione dei nostri prodotti del Progetto “Mani d’Africa”.

Da diverse settimane infatti Roberta e il gruppo dei sarti di Pomerini sono a lavoro per arricchire il nostro catalogo con nuove creazioni, sempre attente a coniugare la tradizione africana con il gusto europeo.

Questa sera non solo si potranno scoprire ed acquistare alcune delle creazioni Mani d’Africa, tra cui: vestiti, top, gonne, Gilet, accessori vari, ma sarà organizzata una vera e propria sfilata, con modelli di ambo i sessi. Tra le modelle c’è anche Priscilla, vincitrice della competizione Miss Albino 2015.

In questa occasione di festa e divertimento, vogliamo comunque sottolineare l’impegno di Tulime in Tanzania a favore dell’inclusione di genere e dei diritti umani.

All’evento saranno ospiti anche i nostri amici e partner di Tulime Organization, Deo e Novetha.

Ecco due modelli di vestiti in anteprima:

In attesa di stasera, noi ci prepariamo ascoltando la colonna sonora scelta per la sfilata: African Zulu Drum Music

 

 

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Non dimenticate l’appuntamento a Festambiente

Non dimenticate l’appuntamento a Festambiente

Anche quest’anno puoi scegliere i tuoi regali solidali con Tulime. Vieni a trovarci a FestAmbiente Mediterraneo allo spazio Tre Navate ai Cantieri Culturali della Zisa dal 17 al 20 dicembre.

Troverete la nuova collezione Mani d’Africa e la grande novità Mani d’Asia, con prodotti dal Nepal.
Tulime
 
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Pubblicato da su 15/12/2015 in Segnalazioni, Tulimiamo

 

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Swahili Fashion Week: ci siamo anche noi!

DSC_0019Sabato 28 novembre Tulime ha partecipato ad un evento di moda ospitato nella residenza dell’ambasciatore italiano in Tanzania. L’evento era parte della Swahili Fashion Week, una manifestazione volta a pubblicizzare gli stilisti emergenti, organizzata da Mr. Hassanali, giovane fashion designer.

I partecipanti hanno esposto le loro creazioni e i numerosi visitatori hanno potuto acquistare prodotti artigianali di qualità che spaziavano dai gioielli all’abbigliamento, ai dipinti.

L’iniziativa, oltre ad essere un’ottima vetrina per le creazioni di Mani d’Africa, ci ha permesso di incontrare persone creative ed interessanti e di gettare le basi per nuove stimolanti collaborazioni.

Oltre ai nostri tirocinanti, Laura e Nicola, e Novetha, ha partecipato all’evento anche Regina, la più giovane fra le nostre sarte. La sua presenza e l’aiuto che ci ha fornito nella descrizione dei prodotti hanno permesso di far comprende ai visitatori quale fossero lo spirito del progetto e le particolarità dei manufatti.

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Inaugurazione Coworking Quarto Tempo…Tulime c’è!

Inaugurazione Coworking Quarto Tempo…Tulime c’è!

Venerdì 11 dalle 19 alle 22 e domenica 13 dalle 10 alle 13 saremo presenti con i nostri progetti e con i prodotti di artigianato di Mani D’Africa e di Mani D’Asia all’inaugurazione del coworking di Quarto Tempo, in via Bara all’Olivella 67. Potete avere maggiori dettagli sul programma nella pagina fb di Quarto Tempo

 

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