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Gaza – CISS: Fermiamo il Massacro

Pubblichiamo il comunicato stampa del CISS. Siamo al settimo giorno dell’attacco più violento e brutale condotto da Israele dall’operazione Piombo Fuso.
Continua il massacro dei civili e i bombardamenti sulla popolazione di Gaza imprigionata dall’assedio illegale.
A Gaza i boati dei bombardamenti scandiscono le giornate e le notti insonni della gente rinchiusa nelle case.
Il cielo è invaso dal rumore costante dei droni e dei caccia F16 che sorvolano in continuazione tutta la Striscia
con il loro carico di distruzione, e dal mare arrivano i colpi dell’artiglieria delle navi militari.

L’aviazione israeliana ha condotto oltre 1600 bombardamenti, centinaia gli spari dalle navi della marina
militare. A Gaza, dove metà della popolazione ha meno di 14 anni, colpire i civili significa colpire i bambini.
Sono 117 le vittime del massacro dei palestinesi a Gaza, la gran parte civili, tra questi almeno 25 bambini
sotto i 16 anni. Oltre 1000 le persone ferite, tra cui più di 252 bambini.

Dal 18 novembre, quinto giorno dell’escalation, l’esercito israeliano ha intensificato gli attacchi deliberati sui
civili colpendo sempre di più le case, le moschee, i veicoli, i giornalisti e gli organi di informazione. Il numero
dei morti è aumentato in maniera esponenziale. Nei primi quattro giorni dell’offensiva le vittime erano state
circa 40, mentre negli ultimi due giorni sono già oltre 80 le persone uccise.

Nella notte del 18 novembre sono stati colpiti gli uffici dove sono concentrati i principali media palestinesi a
Gaza, con il ferimento grave di 6 giornalisti, di cui uno ha perso la gamba.
Anche ieri 19 novembre è proseguito l’attacco alla libertà di informazione. La Shuruq tower, che ospita Aqsa
TV e altre emittenti televisive straniere, ha subito due attacchi in 24 ore. Due persone sono rimaste uccise,
due cameramen e un corrispondente del canale saudita Al-Arabiya sono stati feriti.

E’ stata colpita anche un’automobile che riportava la scritta Press, per fortuna vuota al momento dell’attacco.
Queste azioni sono una evidente minaccia alla libertà di informazione e a tutti coloro che con coraggio
cercano ogni giorno di raccontare al mondo le atrocità che si stanno verificando a Gaza.

 

 
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Pubblicato da su 20/11/2012 in Segnalazioni

 

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Le OnG per la fine del massacro a Gaza

Non si arresta l’offensiva militare “Pilastro della Difesa” in atto nella Striscia di Gaza. Otto cooperanti italiani, che lavoravano all’interno della Striscia di Gaza, sono rimasti per giorni bloccati sotto i bombardamenti israeliani. Soltanto nella giornata di ieri sono stati portati in salvo a Gerusalemme. Ma continua incessante il lavoro di reporting di quanto sta avvenendo.

Ecco il Comunicato emesso proprio dai cooperanti e diffuso dalla Piattaforma delle OnG italiane in Medio oriente e Mediterraneo, che sta seguendo in prima linea l’intero evolversi del conflitto:

Gaza City, 18 Novembre 2012 – Siamo al quinto giorno di attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza. Scriviamo questo comunicato nel mezzo del suono incessante dei bombardamenti, che proseguono ininterrottamente giorno e notte, tenendoci svegli e nel terrore assieme a tutta la popolazione di Gaza. Sentiamo sulle nostre teste il rumore continuo dei droni e dei caccia F16 che sorvolano il cielo della Striscia. Ogni attacco di questa offensiva militare indiscriminata e sproporzionata riaccende i terribili ricordi di Piombo Fuso. Al momento le strade di Gaza, solitamente caotiche e affollatissime, sono surrealmente deserte, la gente non può far altro che cercare rifugio nelle proprie case.
L’esercito israeliano con l’operazione militare “Pilastro della Difesa” sta colpendo tutta la Striscia di Gaza, spesso in aree densamente popolate mettendo a rischio la vita dell’intera popolazione civile. Da mercoledì 14 novembre le forze aeree israeliane hanno condotto più di 1000 bombardamenti, decine di attacchi dalle navi militari, portando a 50 il numero dei morti, di cui 13 bambini e 4 donne. Circa 500 persone sono state ferite dagli attacchi, l’80% dei quali sono civili e molte sono in condizioni critiche. Nella notte del 18 novembre sono stati bombardati gli uffici dei principali organi di informazione palestinesi, un gravissimo attacco deliberato alla stampa e all’informazione che ha causato il ferimento grave di sei giornalisti.

La testimonianza da Gaza di Salvo, cooperante del CISS – leggi

 
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Pubblicato da su 19/11/2012 in Segnalazioni

 

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GAZA. UN’ALTRA NOTTE NELLA STRISCIA PER I TRE COOPERANTI DEL CISS. DOMENICA LA SOLIDARIETÀ DEGLI ATTIVISTI ALLA MARATONA DI PALERMO

Si apprestano a passare un’altra notte nella Striscia i tre cooperanti del Ciss ancora a Gaza insieme ad operatori di altre cinque Ong italiane. Fanno sapere che stanno tutti bene e che sono in costante contatto con il consolato italiano, che ha predisposto un piano di uscita assistita in coordinamento con le Nazioni Unite, che verrà attuato quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno. “Noi siamo in un posto relativamente sicuro”, dicono: pensiamo invece alla popolazione di Gaza: i bambini, gli amici con cui lavoriamo. Per loro non ci sono posti veramente sicuri in cui rifugiarsi. L’unica cosa che possiamo fare è continuare a raccontare e a chiedere con fermezza che la comunità internazionale si mobiliti per porre fine all’attacco e all’assedio di Gaza”.

Domani, domenica 20 novembre, alla XVIII edizione della maratona di Palermo in partenza alle 9.15 dal Giardino Inglese, il vicepresidente del Ciss Nino Rocca e Attilio Licciardi, membri del Coordinamento di solidarietà con la Palestina, correranno per la pace a Gaza indossando delle magliette che invocano il cessate il fuoco sulla Striscia. Stop alla guerra: questo il messaggio che i due attivisti vogliono lanciare dalla maratona. Un modo per accendere i riflettori su quanto sta accadendo in queste ore drammatiche per la popolazione palestinese e per i tre volontari del Ciss a Gaza e fare eco a tutte le forze pacifiste che oggi nel mondo gridano pace

 
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Pubblicato da su 17/11/2012 in Segnalazioni

 

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CISS – Fermiamo il massacro a Gaza!

Tre operatori del CISS nella Striscia, si trovavano lì per aiutare donne e bambini a superare i traumi dopo “piombo fuso”. Un appello al governo italiano e alla comunità internazionale: fermiamo immediatamente il massacro di civili a Gaza.

Tre operatori della Ong Ciss si trovano in questo momento nella striscia di Gaza, sotto i bombardamenti. I tre operatori, due cooperanti e una socia volontaria, si trovano a Gaza per svolgere attività di supporto, in campo educativo e psicologico, per le donne e i bambini che non riescono ancora a superare lo stress e il trauma provocati dalla violenza della precedente campagna militare dell’esercito israeliano, denominata “piombo fuso”. Al momento non sembra vi sia la possibilità di una evacuazione: auspichiamo che la situazione torni presto alla normalità e che loro – sani e salvi – possano continuare nel loro lavoro. Il Ciss non abbandonerà la striscia di Gaza: è’ il senso del nostro impegno collaborare con i civili e le organizzazioni della società civile in un opera di ricostruzione e sviluppo, là dove guerre e povertà fanno terra bruciata. Con questo spirito siamo presenti in Palestina dal 1988 e vi abbiamo realizzato importanti programmi di sviluppo, nel settore idrico, dei beni culturali e dell’educazione.

Ora chiediamo fermamente che i bombardamenti sulla striscia cessino e facciamo appello al governo italiano e alla comunità internazionale tutta affinché si adoperino per fermare immediatamente il massacro di civili a Gaza.

L’ennesima offensiva israeliana sulla Striscia ha già provocato troppe vittime civili e noi come organizzazione umanitaria non possiamo e non vogliamo fare distinzioni tra le vittime di un popolo o di un altro: ma, allo stesso tempo, non possiamo accettare che sulla stampa e i media, sia nazionali che internazionali, si pratichi una contabilità a senso unico, sottolineando il numero (esecrabile, anche fosse pari a uno) delle vittime civili israeliane e tacendo su ciò che in questo momento si abbatte su una popolazione terrorizzata dagli attacchi di droni, dai bombardamenti, dal fuoco navale di una offensiva militare indiscriminata e sproporzionata. Una popolazione, lo ricordiamo, imprigionata all’interno della Striscia di Gaza, un territorio minuscolo dal quale non si può entrare né uscire, un obiettivo facile nell’ambito di una guerra condotta con un totale squilibrio di mezzi, in cui una delle parti in campo eccelle nell’uso di strumenti tecnologicamente avanzati e controllati a distanza.

Sembra siano già 15 le vittime civili a Gaza. E’ necessaria la mobilitazione e la sensibilizzazione di tutti, per informare su quanto sta accadendo in queste ore e chiedere l’immediato cessato il fuoco.
Come sempre in tutte le guerre le vere vittime sono i popoli. Manifestiamo la nostra solidarietà concretamente, facciamo sentire la nostra voce e chiediamo al governo italiano e alla comunità internazionale di attivarsi per fermare la violenza e il massacro a Gaza e riprendere il lavoro di pace.
Ciss – Cooperazione Internazionale Sud Sud,

 
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Pubblicato da su 15/11/2012 in Segnalazioni

 

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Operazione Pillar of defence a Gaza: aggiornamenti sui collaboratori CISS nella Striscia

In seguito a questo attacco, una serie di bombardamenti è stata lanciata in tutta la Striscia di Gaza, colpendo aree abitate a Khan Younis, Tel Al Hawa, Sheikh Zayed Square e At Twan nel nord di  Gaza, Al Sabra a Gaza City, Rafah, Beit Lahia, Khuza’a, al Bureij. Dopo le dichiarazioni e le ipotesi di ieri del Primo Ministro israeliano di essere pronti a espandere l’operazione, si è passati ai fatti.

Già ieri gli attacchi erano stati lanciati da Israele sia dal mare di Gaza che attraverso bombardamenti aerei.

Da questa mattina prestissimo i bombardamenti si sono ripetuti e intensificati, e la maggior parte delle vittime sono state civili. Si contano al momento 13 vittime di cui alcuni bambini anche molto piccoli. La popolazione di Gaza si è rifugiata nelle case e il personale della maggior parte delle organizzazioni internazionali è sotto coprifuoco.

In questo momento si trovano nella stessa condizione 2 collaboratori del CISS e una neuropsichiatra infantile che erano a Gaza per partecipare all’International Conference on Education (11/13 novembre 2012 presso l’Università di Gaza) a sostegno ai bambini vittime di disordine da stress post traumatico, nell’ambito del progetto del CISS ‘Iniziativa di sostegno psicosociale ed educativo a tutela dei gruppi vulnerabili nella Striscia di Gaza’.

Tulime e CISS sono amiche e collaborano nella rete CONGASS

 
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Pubblicato da su 15/11/2012 in Segnalazioni

 

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Restiamo umani… un anno dopo

E’ passato un anno dall’assassinio di Vittorio Arrigoni: 4 palestinesi sono sotto processo a Gaza. Quattordici udienze, ma ancora non si è arrivati a trovare i responsabili della sua uccisione.

Domani a Gaza è prevista l’inaugurazione di un pozzo dedicato alla memoria di Vittorio a Jabalya el-Nazla. L’appuntamento principale è atteso per le 16 italiane all’Avenue, un locale pubblico dove Gaza sarà collegata in video conferenza con l’Italia per il “Reading Movie Stay Human”.

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Pubblicato da su 14/04/2012 in Segnalazioni

 

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