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Si inizia!

Ecco un’altra testimonianza da Casa Tulime.

Questa volta sono le parole di Enrico Cau, un tirocinante. Grazie alle sue parole possiamo scoprire qualcosa di più sul progetto Mi.Fi.Ma, i suoi beneficiari e lo stato di avanzamento.

Non nego di sentirmi come uno scolaro al suo primo giorno di scuola, collaborare ad un progetto di cui son stato finanziatore l’anno precedente, poter vedere da vicino il suo sviluppo e il lavoro che vi è dietro è un qualcosa di entusiasmante.

Per questo motivo appena ho avuto l’occasione son arrivato in Tanzania tramite il programma Ulisse e ho deciso di basare la mia tesi di laurea sul progetto MI.FI.MA e del suo impatto sui beneficiari.

Al momento, siamo nella fase iniziale del progetto, la quale consiste nel rilevare e selezionare i beneficiari, compito reso arduo dalle difficoltà nel reperire le informazioni e dalle piogge incessanti,  ma con un po’ di pazienza e buona volontà si riesce a risolverle tutte.

Ma ritorniamo al mio primo giorno, aspettiamo la macchina che dovrebbe arrivare alle 9:30 ( scrivo “dovrebbe” perché qua in Africa non si ha la frenesia di esser puntuali o di correre da una parte all’altra come da noi, qua si fanno le cose con calma con molto più relax, non ci si stressa per via del  tempo),  appena arrivata trovo dentro ad accogliermi i due giovani collaboratori locali, Abisai e Rachel, e l’autista Joseph, li saluto e salgo, prima destinazione il Sindaco del villaggio di Kihesa Mgagao.

Dopo una decina di minuti e qualche scossone in macchina ( le strade sono in sterrato e le piogge non le hanno lasciate in buone condizioni) arriviamo dal Sindaco, il quale, dopo avergli esposto il nostro progetto grazie alla nostra front Woman Rachel, ci fornisce alcuni nomi di persone facenti parte dell’utente target e si offre di accompagnarci.

Raggiunto il luogo del primo beneficiario scendiamo e ci dirigiamo verso un campo di cavoli, li troviamo la capo area del villaggio con altre due donne impegnate a lavorare nel campo, dopo un breve colloquio per avere le informazioni del beneficiario inerenti all’età, componenti del nucleo familiare, quale lavoro svolge ed altre, salutiamo e partiamo per il prossimo.

Il beneficiario successivo è una giovane ragazza sulla ventina, appena Rachel ha iniziato ad esporle il progetto, sembrava molto entusiasta, sorrideva in continuazione, ed è in queste situazioni in cui ti accorgi che questo progetto può cambiare la vita di una persona, aiutarla a raggiungere un benessere sociale difficilmente raggiungibile con un entrata mensile di 20.000 shellini, circa 8 €, di cui la maggior parte serve per il sostentamento del nucleo familiare e la rimanenza, se vi è, la si reinveste nell’attività produttiva. Concluso il colloquio la salutiamo e saliamo in macchina per dirigerci verso il successivo beneficiario.

Compito reso difficile da un pulmino fermo che blocca la strada, il Sindaco ci suggerisce allora una “strada alternativa”, bene, questa alternativa, di “strada” non aveva niente, era solo un passaggio stretto ed in mezzo alla vegetazione, ma grazie alle ottime abilità di guida del nostro autista Joseph ne siamo usciti indenni e abbiamo raggiunto il beneficiario successivo dopo una breve camminata.

Anche in questo caso si tratta di una giovane ragazza ( si preferisce avere beneficiari donne poiché vi è una maggiore fedeltà nella promessa di restituzione del prestito), anche lei molto felice di poter partecipare al progetto e dopo aver recuperato tutte le informazioni necessarie, ci dirigiamo a Casa Tulime a Pomerini per il pranzo, non prima di essersi dato appuntamento con i collaboratori per un briefing sull’andamento del progetto e sulle successive azioni da compiere.

Finisce così il mio primo ed entusiasmante giorno di lavoro, il quale mi è servito per rendermi conto della realtà locale, dei vari problemi e necessità presenti, ma anche della volontà di non mollare e andare avanti delle persone, le quali hanno sempre un sorriso da mostrare e dell’enorme utilità e beneficio che il progetto MI.FI.MA può portare a queste persone.

Enrico

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Pubblicato da su 23/04/2016 in Dalla Terra Rossa

 

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L’esperienza di Fabrizio a Casa Tulime

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Fabrizio è un ragazzo sardo che è stato ospite a Casa Tulime in Tanzania nelle scorse settimane. Ecco una sua riflessione e delle bellissime foto che testimoniano la sua esperienza.

E’ stato un viaggio intenso e vissuto dove ho scoperto una terra fiera e amichevole, dove ho dato il giusto valore a tutti quei piacevoli confort che mi hanno accompagnato quotidianamente nella vita e alla quale non ho mai dato il giusto valore. La mia attività celebrale notturna è raddoppiata, ho sognato tantissimo, ho camminato al buio illuminato dalle stelle più grandi che io abbia mai visto, ho ricevuto i sorrisi più grezzi e più reali di sempre, mi son sentito davvero vivo. Casa Tulime è un vero e proprio paradiso dove ho ricaricato la mente, dove ho letto un sacco e imparato realmente a vivere di cose semplici. Mamma Novetha è una forza della natura, l’ho spiata diverse volte dalle finestre mentre sbrigava tutte le sue faccende, mentre scacciava le galline che cercavano di mangiare il grano messo al sole per asciugare.
Son stato guardato come un diverso, un bianco in una terra di neri, mi son sentito una debole minoranza, probabilmente è cosi che ci si sente quando tutto il mondo che ti circonda ha un colore diverso, quando sei a chilometri di distanza da casa sei una brava persona ma non sai come fare a dimostrarlo a chi ti giudica solo dal colore della tua pelle, non mi sono mai sentito offeso, ho sempre risposto con un sorriso anche a chi mi chiamava “Nzungu”, ho sempre cercato di far capire con i miei occhi che non ci può essere diversità tra esseri viventi. Ho visto un sacco di felicità contornata da povertà e ho capito che forse è proprio questo il segreto: bastarsi, rendere un tesoro ciò che si ha anche se si tratta della cosa più banale del mondo.
Abbasso la testa e saluto una grande nazione con un grande popolo, saluto la Tanzania con la speranza di tornare quanto prima.
Grazie ai miei compagni di viaggio Stefania, Roberta e Enrico, Grazie a Voi di Tulime per avermi permesso di vivere questa fantastica esperienza e sopratutto grazie a te Francesco per avermi fatto sentire a casa già dalla prima mail, te ne sarò grato a vita, e se ci sarà occasione mi piacerebbe incontrarti. Non basterebbe sicuramente una mail per descrivere tutta la mia permanenza, ho cercato di essere sintetico e di descriverti in breve le mie sensazioni.Puoi condividere tranquillamente il materiale che ti ho inviato sui Vostri canali. Grazie ancora.

Fabrizio 

 

Grazie Fabrizio per queste belle parole che a tutti richiamano piacevoli ricordi e una terra meravigliosa solo apparentemente lontana.

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La Casa sul confine della sera

Il titolo è quello dato dall’autore, Francesco Picciotto, nonché presidente di Tulime.

Casa ha la lettera maiuscola: non è una casa qualunque.

Indica un luogo specifico, uno spazio fisico preciso, ma che ha assunto, nel corso degli anni, una valenza sempre più simbolica.

Francesco rievoca immagini, azioni e volti con grande semplicità ed estrema profondità.

Sono parole sincere, che raccontano una realtà lontana solo sulla carta geografica. Una realtà che non tutti hanno conosciuto, ma che è aperta a chiunque voglia intraprendere una viaggio dentro e fuori di sè.

Vi auguriamo buona lettura!

Questo post è scritto a quattro mani con Veronica. Temevo infatti di dimenticare cose importanti e poi ci sono argomenti difficili da trattare senza di lei. In Tanzania c’è un villaggio che si chia…

Continua a leggere sul Blog di Francesco:

La Casa sul confine della sera

 
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Pubblicato da su 10/03/2016 in Tulimiamo, Uncategorized

 

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Una mattina nell’orto

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Mentre in Italia si parla di Nepal e delle attività di Tulime con i suoi volontari, in Tanzania, come ogni sabato, si innaffia, si coltiva e si colgono gli ortaggi ormai maturi.
Le carote sono quasi pronte; basilico, prezzemolo, rabarbaro, mboga sono sempre in crescita.
La sorpresa di questi giorni sono le zucchine e i bellissimi fiori di zucca che con il loro arancione acceso spuntano tra le foglie dell’orto.
Anche le rose, originariamente piantate dalla nostra volontaria Filipa, sono sempre più belle.
Ed ecco il risultato della nostra raccolta. Chi dice che in Africa non si mangia bene?!
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Pubblicato da su 25/07/2015 in Dalla Terra Rossa

 

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schiocco da Pomerini: il restyling di Casa Tulime

Dopo lunghe giornate a camminare, imparare cose, incontrare sconosciuti e amici si torna sempre a casa, e’ il nostro nido, porta le tracce di tutte le persone che ci hanno vissuto. Casa Tulime ha un fascino tutto suo e giorno per giorno impariamo sempre di più ad amarla e anche a coccolarla: ecco il nostro restyling parte prima!

stefania

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Pubblicato da su 09/06/2014 in Uncategorized

 

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Vita che nasce in casa Tulime – uno schiocco dalla Tanzania

In diretta da Casa Tulime, a Pomerini (Tanzania), la vita che nasce. Le foto sono di Rosa, che è lì

 
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Pubblicato da su 05/09/2012 in Uncategorized

 

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