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L’esperienza di Ali e Akif

Ali e Akif, giovani ragazzi turchi, rimarranno con noi fino ai primi di maggio.
Attivamente interessati alle attività di Tulime e molto motivati,
hanno mostrato una perfetta integrazione nei vari contesti in cui sono
stati coinvolti!
Leggiamo insieme il resoconto personale della loro esperienza fino ad oggi:

Hi
The day we left İstanbul we arrived to catania. After depart from airport we went to train statition and we meet a friend named Cenk who arrived before us to there. We travelled together to Palermo then he took us to home where we will stay for a month in there. And I met Betul at home. While Betul and Verastella discussed about who will stay in where. Verestella told that Ali is younger he should stay with Betül. And Akif is older than Ali and he can stay in the other home. After we left Akif’s home we came our home and we met Pierro.  We visit Project Office on call of  Verasttella. We discussed about work sharing during the week. Verestella will sen program every friday by facebook.

The first day we visit the gardenand met people in there.they teached us the work how and what to do. Another day we went to italian language course. It was my second time to visit İtaly. The first one just were 8 days. And there a lot young people in Project each one was from different culture. We communicated with english language. We did not feel to much to learn İtalian but now we are just a few and there were no much people who speaks english. Fort his reason It was really nice to go to italian course. To learn a new language and I met nice people in there. It was really very funy. We visit some museum and have small city tour in Palermo. And I met some other funy people. I enjoyed a lot. Then we met our mentor. We visit called Office 22 and also find a very nice people in there too.

The other week also continues as before Veresttela send program to us. And go on like this. I began to learn alot new things. I feel that It’s worth so much to me

Faithfully yours Ali

Ciao,
I would like to share my Evs experiences in Palermo. Briefly I have been taking part in Evs for a month the project of Tulime Onlus. The project duration is between from 3 of April to 3 of May.
This was the first time to visit to Palermo and Italy. I arrived to Palermo on 3 of April. This is the my first Evs experence,  Within the first impression i was welcomed by warm and lovely office staff of Tulime. I felt that It was seems like my second home. In the first day of arrived to Palermo, i placed to my Luxury house.  Do not get  the term of “Luxury house” as a exaggerate. It was really awesome.  Also my flatmates were very good persons. Seems like we have been knowing each other for years. It is gonna be very upset to leave from this amazing city and its people. Also i want to say something about the outcomes of project. I participated in a study on migrant issues in a high school for young people. We had gave speech and prensentation about migration and migrants routes. The main target of the project to arise the awareness on migration issues in the society. Therefore via project aims looking for an answer  how we can establish a uniqe and strong society with migrants. This project was very valuable for me.
Also I participated several garden works. It was felt so peacefull. I had experienced how to manage my money for living cost,  I establised strong networks and friendships in my Palermo days. Everthing was wonderful with my organization. No doubt, it’s gonna be unforgettable memory in my life. This is the end of the My Europe Story for now.. But I do believe with my heart, the roads will cross one day in the future..
With Best Wishes
The Volunteer Of Tulime Onlus
Akif Yilmaz

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Pubblicato da su 27/04/2017 in Diario SVE, You.Com

 

Pomerini e la terra rossa secondo Ornella

Il mio viaggio in Africa non è un sogno realizzato o un obbiettivo raggiunto, il mio viaggio in Africa è un regalo del destino, un meraviglioso regalo.

Era un momento particolare della mia vita, avevo vissuto e studiato a Madrid ed ero rientrata da pochi mesi. Quell’esperienza mi era costata cara e avevo deciso di rimanere a casa, cercare un lavoro più o meno stabile che mi consentisse di studiare e portare avanti progetti concreti che credevo fossero perfetti per me. Dopo quell’esperienza all’estero mi si erano presentate occasioni simili alle quali ho rinunciato perché da buona testarda quel lavoro l’avevo trovato e con lui il mio equilibrio. Tutto sembrava filare a meraviglia, pochi mesi dopo però il mio contratto non è stato rinnovato. Ma niente succede per caso e in quello stesso momento la mia università aveva riaperto il bando per svolgere un tirocinio formativo in un paese extraeuropeo ed io, ne ero venuta a conoscenza per pura casualità grazie ad Anna Laura, la responsabile delle mobilità all’estero del mio dipartimento, dalla quale sono solita passare per due chiacchere quando mi trovo nei paraggi dell’università. Ricordo perfettamente quella frase detta in modo ironico: “perché non vai in Africa?”, ricordo di non aver risposto, aver sorriso ed essere andata via col cuore in gola.

Era l’ennesima opportunità che bussava alla mia porta. Sono rientrata a casa quella mattina pensierosa come non mai e senza dire niente a nessuno ho ragionato per ore, dentro di me una forte diatriba tra il mio solito senso di responsabilità che mi spingeva alla scelta razionale di rimanere a casa, cercare un altro lavoro e proseguire per quella strada e l’istinto, la voglia di conoscere, la curiosità che, ovviamente, mi spingevano nella direzione opposta. Avevo pochi giorni per decidere, ma la risposta era chiara da subito e facevo fatica ad ammetterlo anche a me stessa, mi sentivo egoista, avevo paura di deludere tutti coloro ai quali avevo promesso che non sarei più partita, mi pesava abbandonare i progetti che avevo, anche perché non riguardavano solo me. Nonostante tutto, all’oscuro delle persone a me care, qualche giorno dopo ho avviato le prime pratiche burocratiche e a cose più o meno fatte ho deciso di comunicarlo. Ricordo mia madre e il suo sguardo che vale più di mille parole, la sua paura, la preoccupazione che solo una mamma può avere e quel sorriso di chi per l’ennesima volta era al mio fianco e mi supportava senza remore, ricordo mio fratello e il suo entusiasmo, per lui non potevo fare scelta migliore; mio padre e i suoi modi da interpretare che però quella volta erano chiari, era d’accordo anche lui; la mie super amiche che mi avevano già regalato una valigia e ripetuto per l’ennesima volta che la vita è una e va vissuta nel miglior modo possibile.

Tutti erano dalla mia parte, loro sapevano che non si può chiudere un passerotto in gabbia, altrimenti muore, ed io non sono altro che un piccolo passerotto con un’immensa voglia di volare.

I mesi prima della partenza sono passati veloci e figura fondamentale di questa parte della storia è Stefania, la mia mentore, alla quale spetta tutta la mia gratitudine e riconoscenza. Lei vive qui in Tanzania e lavora per Tulime, l’organizzazione non governativa che mi accoglie e mi consente di collaborare ai suoi progetti.

Ringrazio Stefania per aver risposto alle mie mille domande, per avermi spiegato perfettamente ogni dettaglio di questa nuova esperienza, per la sua professionalità e competenza ma soprattutto per avermi donato incondizionatamente quell’aspetto umano e personale che mi ha trasmesso serenità sin dal primo momento.

Il giorno della partenza si avvicinava ed io mi ero abituata all’idea di dover partire da sola ma, il destino ancora una volta aveva fatto il suo gioco e al mio fianco in questa esperienza è apparsa Simona, una ragazza di Ossi che aveva già fatto il tirocinio in Tanzania e aveva deciso di ritornarci per fare il servizio volontario europeo. Inizialmente l’idea di dover condividere questa esperienza con qualcuno non mi andava tanto a genio ma, dopo averla conosciuta son bastati pochi minuti per capire che sarebbe stata parte importante di questa nuova sfida. Lei ora è la mia amica, la mia ‘Pipu’. Complici da subito siamo salite sul primo aereo e il giorno dopo i nostri piedi poggiavano sulla terra tanzaniana. Ad aspettarci all’aeroporto Stefania e Geni, il suo compagno. Inizia così la mia avventura, uno zaino, due valige e quaranta gradi a Dar es Salaam.

Difficile descrivere le prime sensazioni, tutto era diverso da come l’avevo immaginato. Dar è una città caotica, un mix tra elementi moderni e degrado, un frastuono di rumori, gente che va e viene, odori forti che ti confondono e un caldo pazzesco. Dall’aeroporto ci siamo diretti a Bagamoyo, una città costiera in cui abbiamo trascorso due giorni prima di partire per il villaggio in cui vivo.

Bagamoyo è l’opposto di Dar, è una città tranquilla e la presenza del mare (che non avevo percepito a Dar) mi faceva sentire a casa. Le spiagge di Bagamoyo sono diverse da quella della mia amata Sardegna, sono decorate da palme di cocco e le maree modificano il panorama ogni sei ore. Quando la marea è bassa la spiaggia diventa infinita e l’acqua è lontana, sul fondo si notano i segni di una vita marina che pare si blocchi per poi rivivere qualche ora dopo, in lontananza si vedono le barche dei pescatori colorate dai raggi del sole che rendono il tutto meraviglioso. Nelle ore di alta marea l’acqua si riappropria del suo spazio e in quel paesaggio da cartolina appaiono i volti delle persone intente a fare il bagno in quel mare stranamente caldo. Capita inoltre di vedere greggi di capre passeggiare tranquillamente a riva, guidate da pastori Masai, altra immagine particolare che rende quel luogo speciale.

Ho avuto la fortuna di svegliarmi all’alba, di esser andata in spiaggia prima che il sole sorgesse, come posso raccontarvi quei colori? Quel silenzio, quello specchio d’acqua che brillava alle prima luci del mattino? Io ero lì, immersa nell’oceano Indiano, a godermi lo spettacolo dal vivo, voi, provate ad immaginarlo.

Due giorni in quel paradiso sono stati sufficienti per darmi la giusta carica, ero pronta per arrivare al villaggio nel quale avrei vissuto per i prossimi tre mesi. Dall’albergo in cui alloggiavamo siamo partiti presto, abbiamo preso un bajaji, una sorta di Ape coi sedili al posto del cassone e siamo andati alla stazione per prendere il daladala, un pulmino di circa venti posti sul quale riescono a salire quasi il doppio dei passeggeri; un’ora e mezza di viaggio in cui per la prima volta ho perso il mio spazio vitale, ogni centimetro di quell’abitacolo era occupato da persone, bagagli e persino un mobile, ogni norma di sicurezza alla quale ero abituata era un lontano ricordo: la portiera dell’autista si chiudeva con un passante di ferro, le strade non asfaltate ci regalavano buche che ci scuotevano costantemente. Ero incredula e allo stesso tempo euforica. Quel daladala ci ha portate fino alla stazione dei bus dalla quale abbiamo preso il pullman per Iringa, nove ore di viaggio con due pause di cinque e dieci minuti, il pullman era vecchio, i sedili sfondati e zero aria condizionata, ma fuori dal finestrino un paesaggio incantevole. Per arrivare ad Iringa si passa attraverso un parco naturale protetto e sempre da quel finestrino sono riuscita a vedere zebre, giraffe, elefanti e scimmie, non chiusi in gabbie ma liberi nel loro habitat. Man mano che si percorrevano i chilometri la temperatura cambiava e il caldo afoso diventava aria fresca. La sera siamo arrivate ad Iringa, la città più vicina al villaggio, e sono venuti a prenderci Mr. Mazengo, un signore sulla sessantina, capelli brizzolati e una penna infilata in mezzo, sorriso perenne e modi gentili e Crenaika, una collaboratrice di Tulime. Pochi minuti per andare al mercato e comprare qualcosa da mangiare per poi ripartire sul fuoristrada verso Pomerini. Il sole intanto era tramontato e i fari del Toyota illuminavano quella strada dissestata fatta di terra rossa affiancata da una folta vegetazione che a mala pena riuscivo ad intravedere. Mr. Mazengo guidava veloce, conosce bene quella strada, ha fatto l’autista per tutta la sua vita e la sua esperienza era percepibile, ma la mia paura iniziale era tanta e non riuscivo a nasconderla. Mi guardava sorridente e mi ripeteva: “don’t worry”! Circa un’ora di viaggio e finalmente siamo arrivate a Pomerini, a casa Tulime. Ad aspettarci fuori da casa Mama Novetha, la signora che si prende cura di noi, mamma di Crenaika, Evetta, una loro lontana parente che lavora all’asilo di Pomerini e Regina, una bambina di dieci anni, nipote di Mama Novetha che vive con lei perché i suoi genitori non sono in grado di potersene occupare. Casa Tulime è un edificio a ‘U’ in un lato vivono tutte loro, nell’altro noi e al centro c’è una veranda. Salutato e ringraziato Mr. Mazengo siamo entrate nella nostra parte, Simona e Stefania mi hanno fatto fare un giro esplorativo, una sala grande comune, una piccola cucina, due bagni, una zona con lavandino e ‘docce’, quattro camere da letto al piano terra e la camera di Stefania al primo piano. Pochi minuti per capire come avrei vissuto: niente elettricità, un pannello solare è la nostra unica fonte di energia; niente doccia comune ma una stanzetta con un secchio e una brocca; niente scarico del wc ma un altro secchio da riempire; niente acqua calda se non quella riscaldata nel fuoco; niente frigo, tv e stereo; niente acqua potabile se non quella dei bidoni blu, ovvero bidoni riempiti nell’unico pozzo di acqua potabile della zona. Vietato usare l’acqua corrente per cucinare e lavarsi i denti, carica batterica troppo alta. Infine, obbligo di disinfettare piatti, posate e bicchieri con Amuchina dopo averli lavati. Tutto chiaro!

Era ora di scegliere la mia stanza, senza esitare ho scelto la prima che ho visto, ho disfatto le valige e sistemato le mie cose, inconsapevole che quella è l’unica stanza che si allaga in caso di temporale e, considerando che siamo nella stagione delle piogge tropicali, ho imparato in poco tempo a sollevare qualsiasi cosa da terra al primo accenno di maltempo.

Ora di cena, uovo fritto e insalata, due chiacchere e a letto, eravamo distrutte. La mattina seguente mentre le altre dormivano io sorseggiavo una tazza di caffè seduta nei gradini fuori casa. Galline e pulcini scorrazzavano liberi per il cortile e, inaspettatamente una mandria di mucche pascolava a pochi metri da me, ancora addormentata, tutto mi sembrava surreale. Ora è la mia quotidianità. Sveglie anche le altre, abbiamo fatto un giro intorno alla casa, ho visto l’orto, il frutteto, i maiali, la stalla delle mucche, la capra e ho preso consapevolezza che sotto la tettoia della veranda vivevano nelle loro gabbie circa una dozzina di conigli. Vivo in una sorta di fattoria!

Dopo pranzo abbiamo deciso di fare un giro al villaggio, la mia immaginazione non si era minimamente avvicinata a ciò che stavo vedendo. Pomerini è un villaggio di circa tremila abitanti ma è molto dispersivo e le case sono distribuite in una vasta area, il centro è costituito da una via principale dalla quale si diramano sentieri e piccole strade che conducono ai vari quartieri.

Niente asfalto ma terra rossa ferrosa che pullula di quarzo, abitazioni fatte di pietre e fango, tetti fatti di paglia o lamiera, non credevo ai miei occhi. È un villaggio povero, sperduto su un altopiano di 1800m ma era quello che volevo, volevo vedere coi miei occhi la vera Africa, niente resort o agiatezze, volevo capire fino in fondo la loro cultura e il loro modo di vivere. Facile capire che loro non hanno che lo stretto indispensabile per vivere, difficile paragonare la loro vita alla nostra. Ogni cosa che osservavo era uno schiaffo morale e una lezione di vita. Non hanno niente e il poco che hanno lo condividono, sono sorridenti e si danno da fare, sono un popolo affezionato alla loro terra e difficilmente espatriano.

I bambini di mattina vanno a scuola e alcuni di loro percorrono chilometri per arrivarci, li vedo camminare con la zappa in spalla perché qui sin da piccoli imparano a lavorare; di sera i più grandi portano al pascolo gli animali che appartengono alla famiglia, i piccoli danno una mano a casa o nell’orto. Per loro tutto questo è normale, non sono tristi nel farlo, anzi. Gli adulti si occupano di agricoltura, allevamento e alcuni di loro gestiscono piccoli negozietti.

Il mezzo di trasporto più diffuso è il Pikipiki, una moto a basso costo di origine cinese che utilizzano come taxi e sulla quale caricano di tutto, ancora non mi spiego come riescano a farlo.

Le donne trasportano qualsiasi cosa sulla testa, equilibrio incomprensibile contro ogni legge fisica.

A sole tramontato siamo tornate a casa ed era arrivato il momento di parlare del mio ruolo, del motivo principale del perché sono qui. In quanto studentessa di Scienze Politiche dell’amministrazione, il mio compito è quello di collaborare ai progetti di microcredito MI.FI.MA e M.A.M.B.O avviati da Tulime. Il meccanismo prevede l’erogazione di un prestito in beni materiali e non denaro, destinati a specifiche categorie della popolazione: albini, famiglie disagiate e giovani disoccupati. Coi beni ricevuti gli utenti dovrebbero avviare le loro attività che variano dall’allevamento, all’agricoltura fino alla creazione di piccole attività commerciali e una volta ottenuti i primi risultati dovrebbero restituire in denaro il valore del prestito ricevuto con un interesse irrisorio del 3%. In questo processo sono indispensabili i monitoraggi agli utenti, la raccolta di dati e l’osservazione servono per capire concretamente l’efficienza del progetto.

È da sottolineare il fatto che questi non sono progetti di carità, loro hanno un orgoglio talmente profondo che li spinge ad accettare il prestito solo in vista della restituzione di questo, non sono intenzionati a perdere la loro dignità per niente al mondo. Un’altra lezione di vita.

Le giornate passavano e tra un monitoraggio e l’altro aspettavamo l’arrivo delle altre tre volontarie. La prima ad arrivare è stata Agnese, una ragazza siciliana, alcuni giorni dopo sono arrivate Valeria, di Torino ed Erica, anche lei siciliana. Il gruppo era al completo e potevano iniziare le loro attività. Loro hanno mansioni diverse dalle mie, si occupano di gestire il centro disabili di Tulime e fanno parte di un progetto, You.Com, che riguarda il riciclo. A quest’ultimo, quando mi è possibile partecipo anche io, seguo i training che organizza Stefania e ultimamente abbiamo svolto tutte insieme due giornate di formazione a Dar es Salaam. In due righe ho citato alcuni dei temi più problematici qui in Tanzania: disabili e riciclo.

I disabili, come del resto gli albini, non sempre sono ben visti dalla popolazione in generale, molto spesso i genitori si vergognano e a volte li tengono chiusi in casa, meno spesso per fortuna, li uccidono alla nascita. Il centro di Tulime ha come obbiettivi l’integrazione e la sensibilizzazione ma è un lavoro complesso che richiede tempo.

Il riciclo è invece una possibile soluzione ad un problema diffuso in tutto lo stato. La spazzatura è una piaga importante, non esistono centri di smaltimento dei rifiuti efficienti e nella maggior parte dei casi questi vengono bruciati dalle persone comuni, con tutti i rischi che ne conseguono o vengono buttati in prossimità di fiumi e mari causando un notevole inquinamento.

Un’altra attività che seguiamo tutte insieme sono le lezioni di Swahili, la lingua locale, Stefania è la nostra insegnante e, nonostante l’impegno, devo ammettere che sia una lingua veramente difficile da imparare.

Vivo qui da quasi due mesi e non passa giorno in cui non scopra qualcosa di nuovo, è un’esperienza incredibile, ho avuto la fortuna di immergermi nella loro cultura, ho provato a fare le Baagia, ottime frittelle di fagioli, i vasi di terracotta e i cestini di Milulu; ho viaggiato coi mezzi che usano loro e non con quelli che avrei usato se fossi stata una semplice turista, mangio il loro cibo, nuovi sapori per me. Ogni notte guardo il cielo, anche quello è più bello qui, le stelle sono più vicine, mi siedo nei gradini fuori casa a fissarlo e non smetto di pensare che questa sia l’esperienza più bella della mia vita.

Ornella

 

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Nuove attività per il programma You Com in Tanzania

Le attività culturali sono un importante elemento del progetto You.com a cui abbiamo il piacere di partecipare come volontari dell’organizzazione Tulime. Il loro scopo principale è quello di introdurci alla realtà locale di cui faremo parte per i prossimi mesi. Per cominciare abbiamo imparato come realizzare dei tradizionali kikapu (particolari cesti locali) con l’aiuto di Mama Novetha, Mama Friday e Theresia, membri della cooperativa che collabora associata a Tulime.

Il processo è cominciato tagliando il milulu, una pianta che cresce in prossimità dei corsi d’acqua, per poi pulirlo e lasciarlo ad essiccare al sole. Una volta asciutto, abbiamo dato inizio alla realizzazione dei nostri cesti. Non è facile descrivere l’intero processo e tutti i differenti modi di intrecciare la pianta, ma abbiamo provato a farlo con l’aiuto delle nostre speciali maestre. Possiamo distinguere due diversi step: il primo consiste nel cominciare intrecciando il bordo del nostro cesto per poi passare alla realizzazione del resto.

E’stato un lungo lavoro, sicuramente difficile da imparare dalla prima volta. Ma la cosa più divertente è stata trascorrere la nostra giornata assieme a queste donne, così piene di energia, per imparare la loro arte e tutte le loro fantastiche abilità manuali!

Uno dei differenti talenti di Mama Novetha è realizzare vasi con la creta. Noi abbiamo avuto la possibilità di vedere ed imparare con lei come riesce a modellare questo elemento naturale. Prima di utilizzarla, la creta va mescolata con l’acqua al fine di renderla più morbida. Per realizzare questa operazione abbiamo usato due strumenti già visti nelle attività precedenti (vedi bagia report): una grande pietra d’appoggio e un pestello. Mama Novetha ci ha aiutato in questa fase che richiedeva una smisurata forza fisica.

Non appena pronto, abbiamo cominciato a modellare il nostro pezzo di creta seguendo le istruzioni di Mama Novetha. E’stato davvero divertente imparare i piccoli trucchi usati da Mama Novetha per lisciare e decorare i vasi.

Mama Novetha era sorpresa dalla nostra abilità (maggiore rispetto a quella mostrata durante la realizzazione dei kikapu) e questo ci ha reso orgogliosi di noi stessi!

La terza attività culturale è stata la visita del Museo di Iringa. Iringa è l’area urbana più vicina a Pomerini e la sua è una storia recente. Infatti, è stata fondata dai tedeschi solo all’inizio del secolo scorso come difesa dalla popolazione locale chiamata Kihehe.

Il Museo è vicino al centro della città ed anche se piccolo, offre una interessante esposizione che ci dà la possibilità di scoprire e apprendere di più sulla storia, la cultura e le tradizioni legate a quest’area e della sua popolazione. Abbiamo cominciato da una breve ma accurata visione generale delle principali battaglie avvenute tra colonizzatori e locali, della politica e della diffusione della religione cristiana. La cosa che ci ha più sorpreso è stato vedere le armi primitive usate in battaglie risalenti solo alla fine del XIX secolo.

Inoltre, abbiamo avuto modo di apprendere di più sul fenomeno della stregoneria all’interno della società passata e attuale. Alcuni dei più diffusi riti venivano descritti da bellissime immagini rappresentative e attraverso gli strumenti maggiormente utilizzati, ma recentemente queste pratiche (divinazione, cure mediche naturali e rituali vari) sono state vietate dal governo perché causa di contrapposizione interne alla popolazione. La visita continuava con un’esposizione di strumenti tradizionali di uso quotidiano, alcuni dei quali ancora importanti per la realizzazione di prodotti locali.

Alla fine della nostra visita fuori pioveva, ma questa non è più una novità, siamo ormai abituati a causa della stagione delle piogge!

 

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La presentazione di Erica

Mi chiamo Erica La Greca e ho diciannove anni. Ho appena concluso il mio percorso di studi al liceo scientifico, e dopo il conseguimento del diploma, ho preso la decisione di prendere un anno di tempo, per riflettere sul mio futuro, e, allo stesso tempo, per dedicarlo a un esperienza attraverso la quale io possa imparare del nuovo e conoscere realtà diverse dalla mia.

Ho da sempre avuto un interesse nelle culture dei paesi in via di sviluppo.

Vengo da Catania, una città situata nel sud dell’Europa, precisamente in Sicilia.

Il fenomeno dell’immigrazione è quindi a me molto vicino, specialmente in questo periodo storico in cui sono davvero molte le persone che, costrette a dover evadere da difficili situazioni sociali, quali la guerra o la povertà stessa, nella ricerca di qualcosa di migliore, si trovano a passare dalla Sicilia.

Ciò che ho realizzato dopo aver preso parte a diversi progetti svolti dalla mia scuola e con il mio gruppo scout, è la difficoltà che spesso queste persone incontrano nell’integrarsi in un tipo di società con molte differenze rispetto a quelle dalle quali loro provengono.

Venire in Africa è da sempre stato uno dei miei più grandi sogni, per rendermi conto in prima persona e con i miei occhi, come le cose nel mondo cambiano, in base al luogo in cui si nasce e in cui si è abituati a vivere.

Questa è la prima volta che vengo in Tanzania e in Africa in generale.

So che l’Africa è davvero grande ed estesa. Di certo i meccanismi e le realtà non sono uguali nell’intero continente, ma sentivo il bisogno e la curiosità di fare un primo passo e iniziare ad essere coinvolta direttamente, nell’imparare qualcosa da un’altra cultura.

Penso che le diversità possano sempre essere ricchezza per entrambe le parti e per questo sono davvero onorata di essere qui, e di vedere e provare a capire come tante persone sono abituate a vivere.

Ho fatto numerose ricerche al fine di trovare un modo per giungere qui e svolgere attività di volontariato. É proprio grazie a Tulime Onlus che ci sono riuscita.

Sono arrivata circa una settimana fa, e mi trovo qui, a casa Tulime, Pomerini, distretto di Kilolo con altre cinque ragazze.

Stiamo imparando a conoscerci a vicenda e ciò è davvero importante, specialmente per poter collaborare nello stesso progetto e condividere un esperienza così importante.

Anche questo, dal mio punto di vista è un arricchimento, in quanto, anche la condivisione delle proprie capacità e dei propri interessi, sono stimolo per una crescita personale e di gruppo.

Stefania è la nostra mentor; Lei vive qui a Pomerini da parecchio tempo, per questo è molto informata e conosce molte cose riguardo la cultura locale e i suoi meccanismi. 

Ci sta guidando nello svolgimento delle attività, e aiutando nell’imparare e conoscere molti aspetti di questa zona del paese.

Avere qualcuno in grado di guidare in un esperienza forte e importante, come questa, è un elemento davvero fondamentale.

Per questo sono davvero contenta di essere qui e di avere una persona competente e ricca di conoscenze come lei, a supportare me e il mio gruppo SVE.

Inoltre, stiamo anche provando a imparare la lingua locale seguendo delle lezioni di swahili. É abbastanza difficile memorizzare molte parole, ma allo stesso tempo essenziale, al fine di poter comunicare con gli abitanti e abbattere quel distacco sociale che in fondo è dato in gran parte dalla lingua.

Il riciclo è il tema principale del progetto YOU.COM, e per questo che l’obbiettivo di Tulime e Stefania, è quello di insegnare a noi volontarie a discutere riguardo diversi argomenti inerenti ad esso, quali ad esempio l’inquinamento, i problemi ambientali (in particolare modo quelli che affliggono l’Africa) e i processi di produzione di molti materiali che vengono usati da tutti noi quotidianamente.

I workshops di gruppo che regolarmente vengono svolti sono davvero interessanti e ci permettono di cogliere a fondo molti concetti da un punto di vista globale, partendo da considerazioni di tipo più ristretto.

Un punto molto importante del progetto YOU.COM viene rappresentato dalle attività culturali; per questo abbiamo già avuto la possibilità di imparare da alcune donne di Pomerini, a realizzare diversi prodotti locali artigianali. Abbiamo potuto vedere come, attraverso un lungo processo, vengono preparate le Baagia (frittelle di fagioli), e come vengono realizzati i Vikapu (cestini artigianali).

Personalmente, ho trovato fino ad ora tutto davvero molto stimolante e alquanto interessante.

Non so se mai realizzerò quanto un esperienza come questa possa essere importante; ciò che so, è che in questo momento io sto scoprendo nuove realtà e nuove persone.

Credo in questa esperienza e spero di poter iniziare un percorso di studi nel quale inserire ciò che ora sto imparando, al fine di acquisire e sviluppare competenze utili alla cooperazione e alle sue condivisioni culturali.

Erica

 

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4 VOLONTARI SVE: 2 PER L’UGANDA E 2 PER IL TOGO NELL’AMBITO DEL PROGETTO YOU.COM (Ka2 Erasmus+)

UGANDA

Luogo: Kiwangala, Lwengo District

Periodo Mobilità: 1 Febbraio – 31 Luglio 2017 (6 mesi)

Numero dei volontari: 2

Introduzione al progetto:

Il progetto mira ad integrare know-how, esperienze e risorse maturate da diverse organizzazioni nel campo della cooperazione internazionale, ambiente, animazione socioeducativa e apprendimento non formale. Il progetto mira a promuovere un approccio che mette al centro relazioni comunitarie create nel tempo e che intende superare la visione classica della Cooperazione allo Sviluppo, spesso mirante ad interventi isolati che ripropongono relazioni non paritarie tra il “beneficiario” e il promotore. Tale approccio, di tipo inclusivo ed improntato al dialogo interculturale e alla solidarietà, in Italia è stato oggetto di elaborazione in: Mauro Cereghini e Michele Nardelli “Darsi il tempoIdee e pratiche per un’altra cooperazione internazionale” (ed. EMI, 2008). Il metodo proposto, intrecciato al tema dei rifiuti e del riciclo, è innovativo perché prevede la strutturazione di un percorso che intende far emergere bisogni/opportunità di ciascuna comunità locale, garantendo il coinvolgimento proattivo di organizzazioni e giovani.

Il ricorso allo strumento della mobilità non si limita ad offrire ai giovani l’opportunità di fare un’esperienza in un Paese diverso ma è funzionale a contribuire attivamente al percorso di condivisione di conoscenze, competenze, abilità pregresse e maturate in corso di progetto, di scambio, di definizione di nuove pratiche.

Attività:

YOU.COM Activities

  • Participate in mapping informal solid waste reuse initiatives from urban informal settlements
  • Conducting creative workshops on recycling in schools and communities for enterprise development and environmental conservation
  • Promote community (families, schools, entrepreneurs, urban centres) participation in waste separation activities.
  • Increase environmental awareness and a sense of responsibility among students, youth and their families particularly in handling waste.

Other Optional Activities while at COTFONE

Community Schools: Volunteers will  be  encouraged  to  spend  time  at  COTFONE Partner schools  and  can  get  involved  in  any  particular activity/project that may interest them, or they have skills in. Running activities, such as handcraft making; school gardening; sports and games; music, dance and drama will enable volunteers to interact with children in educative and fun way.

Community Health Clinics: You are very welcome to help out in the COTFONE partner health clinics during your stay at COTFONE. Whether you are medical practitioner or not; you might like to run health related workshops, assist in the administration area, or simply wish to spend time with the staff and/or patients, we will be happy to have you at COTFONE Partner Health Clinics.

Community Women Craft Groups: You are more than welcome to join the ladies and share skills and ideas for additional items they can make and sell. Or you may be interested in participating in workshops with the ladies to show you how to make paper beads. We  are  thrilled  to  see  this  project  bringing  the  ladies  together;  it  enables  them  to  not  only share knowledge and skills but also provides great friendship as they have fun, while they learn and earn.

Community Libraries: This is an ideal opportunity for you spend time reading stories to the children and helping them with their reading. In the past some volunteers have bought story books from their own country to share, which we really  appreciate,  but  local  books  provide  more  relevant  information  and  knowledge  so  please include these when you are reading with the children. Regarding Computer training, you  may  wish  to  help  out  in  the  classes and library or alternatively you may have a particular skill (e.g. video and photo editing or book keeping) which you can share with various members of the community.

Community Poultry & Animal Project: Volunteers are  welcome  to  visit  the  families  where animals and birds  have  been  distributed  and  share  any knowledge you may have about poultry keeping and animal rearing.

Indigenous Food Gardens: Volunteers are welcome to visit the COTFONE partner schools and Communities to check out their gardens and work with the school children, teachers, and community members. In addition to this the garden at COTFONE Secretariat (Masaka) is used for demonstration purposes so we are very grateful for any work you do in it to improve the standard. We also appreciate any maintenance work you do around the Secretariat and compound during your stay.

Performing Arts: During your  stay  you  will  be  bound  to  see  various  groups  participating  in  a  variety  of music, dance and drama. Please feel free to join in and be part of the fun! Or perhaps you may have specific skills, e.g. guitar,  keyboard,  community  theatre  or  art/painting  skills  which  you  may  like  to share.

Sports for Development: Perhaps you have a particular sporting skill you would like to share with some of the local youth, or you can just spend time kicking a ball or playing with the children around the Secretariat/Lwengo Office – always lots of fun!

Community Micro-finance: During your  stay  you  will  be  bound  to  see  various  community groups  especially women participating  in Village Saving and Loan Model. Please feel free to join in and be part of the financial development! Or perhaps you may have specific skills, e.g. book keeping,  management,  community  mobilization  or  business development skills  which  you  may  like  to share.

Meeting Online among all the EVS within YOU. COM project

Ci saranno occasioni di incontro virtuale tra gli tutti gli sve in Nepal, Togo, Uganda, Tanzania che saranno impegnati nella mobilità prevista dal progetto YOU.COM per le quali è richiesta una partecipazione attiva e propositiva

Informazioni sulla Hosting Organization:

Cotfone was funded in Uganda to respond to the needs of young orphans living in the rural areas of the country. Young people are considered vulnerable groups due to socio-economic obstacles, health problems (e.g. HIV) and school drop-out. Cotfone implements project in the field of young development and training and about environmental protection and awareness raising. It collaborates with different stakeholders (NGOs, civil society’s organizations, ministries and so on).

Accomodation:

Volunteers will be accommodated in a shared room at a rented hostel near COTFONE Lwengo Office located in Kiwangala, Lwengo District OR at COTFONE Guest Wing located at COTFONE Secretariat in Kyabakuza, Masaka Municipality. All volunteers will be provided with 4 meals a day including breakfast, lunch, evening tea and dinner. Purified/Boiled drinking water will be provided daily.

Requisiti necessari per partecipare:

– Avere tra i 18 e i 26 anni

– non aver già avuto un’esperienza sve (fatta eccezione per uno short term di 2 mesi)

– Essere legalmente residenti in Italia

– Avere una conoscenza di base della lingua inglese – abilità comunicative e creative, iniziativa ed entusiasmo

– capacità di adattamento e interesse per il tema del riciclo e della cooperazione internazionale.

– Essere molto motivati a svolgere un servizio di volontariato all’estero

– Essere curiosi e aperti all’incontro con altre culture e tradizioni

– Disponibilità a seguire un programma di formazione che prevede anche la preparazione prima della partenza e delle attività di follow up e diffusione dei risultati

Informazioni aggiuntive:

– Verrà tenuto in considerazione l’equilibrio tra i generi dei partecipanti.

Nella scelta dei partecipanti si cercherà inoltre di creare un gruppo eterogeneo, di modo che i partecipanti possano aiutarsi a vicenda ed il gruppo diventi una risorsa.

– Potrà essere data priorità ai partecipanti con minori opportunità

– In base al numero delle candidature ricevute, gli organizzatori si riservano di effettuare un primo livello di pre-selezione sulla base esclusiva delle lettere di motivazione e delle conoscenze linguistiche.

– Successivamente all’esperienza all’estero, è previsto un ciclo di valutazione con Tulime Onlus quale organizzazione di invio.

– I volontari selezionati riceveranno una formazione pre-partenza in Italia sul Servizio Volontario Europeo, sui valori e i fondamenti del Programma Erasmus+ ed un’introduzione sulla cultura e storia del Paese ospitante e le misure per la sicurezza e prevenzione dei rischi.

– In loco riceveranno formazione linguistica e formazione specifica in relazione alle attività previste dal progetto.

I costi di vitto e alloggio, viaggio di andata e ritorno dal Paese, visto, quota per spostamenti interni e piccolo pocket money (55 €) sarà coperto dal programma.

To apply:

  1. inviare Cv (in inglese) alla mail info@tulime.org .Indicare in oggetto “EVS in Uganda – You.com project”.
  2. Compilare l’Application Form appositamente predisposto dal partner: cotfone-experience-application-2-0

Deadline per la presentazione delle domande: 05/12/16

Per maggiori informazioni scrivere a info@tulime.org o chiama il numero 091.217612.

 

TOGO

Luogo: piccola cittadina di Kara, nella omonima regione di KARA (a circa 400 km di distanza dalla capitale del Togo Lomè)

Periodo Mobilità: 1 Febbraio – 31 Luglio 2017 (6 mesi)

Numero dei volontari: 2

Introduzione al progetto:

Il progetto mira ad integrare know-how, esperienze e risorse maturate da diverse organizzazioni nel campo della cooperazione internazionale, ambiente, animazione socioeducativa e apprendimento non formale. Il progetto mira a promuovere un approccio che mette al centro relazioni comunitarie create nel tempo e che intende superare la visione classica della Cooperazione allo Sviluppo, spesso mirante ad interventi isolati che ripropongono relazioni non paritarie tra il “beneficiario” e il promotore. Tale approccio, di tipo inclusivo ed improntato al dialogo interculturale e alla solidarietà, in Italia è stato oggetto di elaborazione in: Mauro Cereghini e Michele Nardelli “Darsi il tempoIdee e pratiche per un’altra cooperazione internazionale” (ed. EMI, 2008). Il metodo proposto, intrecciato al tema dei rifiuti e del riciclo, è innovativo perché prevede la strutturazione di un percorso che intende far emergere bisogni/opportunità di ciascuna comunità locale, garantendo il coinvolgimento proattivo di organizzazioni e giovani.

Il ricorso allo strumento della mobilità non si limita ad offrire ai giovani l’opportunità di fare un’esperienza in un Paese diverso ma è funzionale a contribuire attivamente al percorso di condivisione di conoscenze, competenze, abilità pregresse e maturate in corso di progetto, di scambio, di definizione di nuove pratiche.

Attività:

  • Attività YOU.COM
  • Partecipare alla pianificazione di iniziative di riciclaggio di materiale solido da insediamenti urbani;
  • Tenere workshop creativi sul riciclaggio nelle scuole e nelle comunità, al fine di promuovere lo sviluppo delle imprese e la conservazione ambientale;
  • Promuovere la partecipazione della comunità (famiglie, scuole, imprenditori e centri urbani) nelle attività di raccolta differenziata;
  • Incentivare l’educazione ambientale e il senso di responsabilità tra studenti, giovani e famiglie, specialmente nel corretto smaltimento dei rifiuti;

 

  • Altre attività opzionali all’interno del JEVOSP
  • È possibile prendere parte alle diverse attività organizzate dai vari partner dell’associazione JEVOSP, a seconda delle abilità e degli interessi dei volontari. Le attività sono basate principalmente su:
  • Sport e musica. Le attività di sensibilizzazione all’interno di JEVOSP constano di tornei di pallavolo o piccoli concerti. Grazie all’interesse generale verso queste attività, l’associazione riesce a raggiungere un ampio numero di partecipanti;
  • Collaborazione con le scuole;
  • Collaborazione con ospedali e centri per le persone cieche;
  • Collaborazione con Radio Tabala (stazione radio privata) e Radio Kara (stazione radio nazionale);
  • Attività di formazione e tirocinio (ambiente, turismo, ecoturismo, teatro);
  • Possibilità di partecipare ad alcuni corsi di danza e musica africana. Gli allievi impareranno le principali danze e musiche africane con il gruppo”Blitzkinder”, oltre ad insegnare o imparare l’arte del teatro. “Blitzkinder” (bambini lampo) è un gruppo di danza africana e teatro della nostra associazione. È composta per la maggior parte da bambini orfani e senzatetto.
  • Incontri Online con tutti gli SVE all’interno di YOU.COM

Ci saranno occasioni di incontro virtuale tra gli tutti gli sve in Nepal, Togo, Uganda, Tanzania che saranno impegnati nella mobilità prevista dal progetto YOU.COM per le quali è richiesta una partecipazione attiva e propositiva

Informazioni sulla Hosting Organization:

JEVOSP è un’associazione no-profit sita in Togo. Opera in diversi campi: riduzione della povertà, pari opportunità, tutela dei minori, assistenza sanitaria, formazione professionale per i giovani, promozione della cultura africana a livello nazionale e internazionale, tutela dell’ambiente, promozione dell’ecoturismo.

Alloggio:

I due volontari italiani e i due volontari polacchi convivranno nella stessa abitazione a Kara, nei pressi di Rue Du Nouveau Marché. Alloggeranno in un appartamento arredato, affittato appositamente per loro al fine di promuovere lo scambio culturale e l’accoglienza reciproca. Per ovviare ad eventuali difficoltà comunicative (il Togo è una nazione francofona), un volontario togolese vivrà con loro per aiutarli nelle faccende quotidiane e nell’interazione con la popolazione togolese.

Requisiti necessari per partecipare:

– Avere tra i 18 e i 26 anni

– non aver già avuto un’esperienza sve (fatta eccezione per uno short term di 2 mesi)

– Essere legalmente residenti in Italia

– Avere una conoscenza di base della lingua francese ed inglese

– abilità comunicative e creative, iniziativa ed entusiasmo

– capacità di adattamento e interesse per il tema del riciclo e della cooperazione internazionale.

– Essere molto motivati a svolgere un servizio di volontariato all’estero

– Essere curiosi e aperti all’incontro con altre culture e tradizioni

– Disponibilità a seguire un programma di formazione che prevede anche la preparazione prima della partenza e delle attività di follow up e diffusione dei risultati

Informazioni aggiuntive:

– Verrà tenuto in considerazione l’equilibrio tra i generi dei partecipanti.

Nella scelta dei partecipanti si cercherà inoltre di creare un gruppo eterogeneo, di modo che i partecipanti possano aiutarsi a vicenda ed il gruppo diventi una risorsa.

– Potrà essere data priorità ai partecipanti con minori opportunità

– In base al numero delle candidature ricevute, gli organizzatori si riservano di effettuare un primo livello di pre-selezione sulla base esclusiva delle lettere di motivazione e delle conoscenze linguistiche.

– Successivamente all’esperienza all’estero, è previsto un ciclo di valutazione con Tulime Onlus quale organizzazione di invio.

– I volontari selezionati riceveranno una formazione pre-partenza in Italia sul Servizio Volontario Europeo, sui valori e i fondamenti del Programma Erasmus+ ed un’introduzione sulla cultura e storia del Paese ospitante e le misure per la sicurezza e prevenzione dei rischi.

– In loco riceveranno formazione linguistica e formazione specifica in relazione alle attività previste dal progetto.

I costi di vitto e alloggio, viaggio di andata e ritorno dal Paese, visto, quota per spostamenti interni e piccolo pocket money (55 €) sarà coperto dal programma.

To apply:

  1. inviare Cv e lettera motivazionale (in francese ) alla mail info@tulime.org. Indicare in oggetto “EVS in Togo – You.com project”.

Deadline per la presentazione delle domande: 05/12/16

Per maggiori informazioni scrivere a info@tulime.org o chiama il numero 091.217612.

 
 

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Progetto You.Com, Erasmus+, Azione KA2: il meeting di avvio

you-com-logo

Dal 17 al 21 ottobre 2016 i rappresentanti di alcune organizzazioni giovanili verranno dalla Tanzania, dall’Uganda, dal Nepal, dal Togo, dalla Polonia, dal Belgio, dalla Romania, dalla Turchia e dall’Italia per incontrarsi ad Alcamo (Sicilia).

Il Meeting è uan delle attività previste nell’ambito del Progetto You.Com (Young Communities in the (Re)cycle of matter) finanziato da Erasmus+ con la misura KA2, Capacity Building in the field of youth.

Sarà l’occasione per condividere idee e metodologie fra i partner per poi potere andare avanti con gli altri spet di progetto.
Noi pensiamo che la vera cooperazione nasca dalla condivisione!

From 17 to 21 October 2016 the representatives of youth organizations coming from Tanzania, Uganda, Nepal, Togo, Poland, Belgium, Romania, Turkey and Italy will meet in Alcamo (Sicily).

The meeting is one of the activities of the Erasmus Plus Project You.Com. (Young Communities in the (Re)cycle of matter), under the Key Action 2, Capacity Building in the field of youth.

It will be the occasion to share ideas and methodologies among the
partners to go ahead with the following steps of this project.

We think that true cooperation comes from sharing!

youcom-meeting

 
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Pubblicato da su 14/10/2016 in You.Com

 

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