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Bando Servizio Civile Nazionale all’estero: ancora posizioni disponibili

servizio_civile_nazionaleUltimi posti disponibili!

Con la preghiera di massima diffusione!

Bando servizio civile nazionale all’estero

 

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Bando per il Servizio Civile Nazionale all’estero – 4 le posizioni disponibili a Tulime ONLUS

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SCADENZA BANDO: 26 giugno 2017 ore 14.00

In data 24 maggio 2017 è stato pubblicato il Bando di Servizio Civile Nazionale e all’Estero
Scarica il Bando Nazionale di Servizio Civile Nazionale e all’Estero 2017

Scarica la Scheda descrittiva del Progetto di Tulime Onlus  (Allegato 6 Schema sintesi progetto) per il quale ci sono a disposizione 4 posti di Servizio Civile.

COSA E’ IL SERVIZIO CIVILE ALL’ESTERO?
È un servizio volontario riconosciuto dallo Stato italiano aperto ai ragazzi e ragazze tra i 18 e i 28 anni. L’articolo 9 della legge 6 marzo 2001, n. 64 istitutiva del Servizio Civile Nazionale, prevede che i giovani volontari possano prestare la propria attività anche presso “enti e amministrazioni operanti all’estero, nell’ambito di iniziative assunte dall’Unione Europea, nonché in strutture per interventi di pacificazione e cooperazione fra i popoli, istituite dalla stessa UE o da organismi internazionali operanti con le medesime finalità ai quali l’Italia partecipa“. Lo svolgimento del Servizio civile all’estero offre ai giovani una occasione unica di crescita ed arricchimento personale e professionale e rappresenta uno strumento particolarmente efficace per diffondere la cultura della solidarietà e della pace tra i popoli. Il SCN è un’esperienza formativa e di crescita umana.

CHI PUO’ PRESENTARE DOMANDA?
Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:
– cittadini italiani;
– cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
– cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
– non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.
I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad esclusione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:
a) abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione diprogetti di Servizio Civile Nazionale sensi della legge n.64 del 2001, ovvero per l’attuazione del Programma europeo Garanzia Giovani
b) abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” e nell’ambito del progetto sperimentale europeo IVO4ALL  o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

COME PRESENTARE DOMANDA?
La domanda di partecipazione, deve essere indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto e deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 26 giugno 2017. Le domande pervenute oltre il termine stabilito non saranno prese in considerazione.
La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

– redatta secondo il modello riportato nell’ Allegato 2 Domanda di ammissione  debitamente compilato e firmato in originale, attenendosi scrupolosamente alle istruzioni riportate in calce al modello stesso e avendo cura di indicare la sede per la quale si intende concorrere;
– accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;
– corredata dalla scheda di cui all’ Allegato 3  contenente i dati relativi ai titoli.

E i seguenti documenti richiesti dall’ente:
1) 2 fototessere
2) 1 Cv aggiornato e firmato ed eventuali copie di titoli in possesso e documentazione significativa

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

1) con Posta Elettronica Certificata (PEC) – art.16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n.2 – di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf. L’invio andrà effettuato all’indirizzo tulime@pec.it;

2) a mezzo “raccomandata A/R”, all’indirizzo
Associazione di Cooperanti Tulime Onlus
Viale Regione Siciliana, 2156, 90135 Palermo (Italia)
Attenzione! Non fa fede il timbro postale

3) consegnate a mano, all’indirizzo
Associazione di Cooperanti Tulime Onlus
Viale Regione Siciliana, 2156, 90135 Palermo (Italia)
Sul citofono selezionare il numero 1047, l’ufficio è aperto dal Lunedi al Venerdì, orario 8,30-14,30Viale Regione Siciliana, 2156, 90135 Palermo (Italia)
Si raccomanda di anticipare con una telefonata la consegna del plico.

Per richieste specifiche sulla consegna a mano telefonare al 329 422 5722 (Giulia), 3204112838 (Verastella)

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni. La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione dalla selezione, analogamente al mancato invio della fotocopia del documento di identità.

PROCEDURE SELETTIVE
La selezione dei candidati è effettuata, ai sensi dell’art. 15 del decreto legislativo n. 40 del 6 marzo 2017, dall’ente che realizza il progetto prescelto. Per informazioni più approfondite si rimanda alla Scheda descrittiva del Progetto di Tulime Onlus (Allegato 6 Schema sintesi progetto) e all’Art 5 del Bando. Le procedure selettive sono effettuate in lingua italiana. I candidati si attengono alle indicazioni fornite dall’ente medesimo in ordine ai tempi, ai luoghi e alle modalità delle procedure selettive.

PER INFORMAZIONI E CHIARIMENTI
Consultare la FAQ Risposte a domande più frequenti, debitamente predisposta dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, oppure telefonare in sede allo 091 217612 dal lunedi al venerdi.

 

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My Europe Story

Maggio è il secondo mese in cui Tulime accoglie altri due ragazzi
Turchi all’interno del progetto “My Europe story”.
Alican, esuberante e pieno di energia e Kerim, studioso e riflessivo ,
sono i nostri nuovi ospiti.
Ecco qui il loro racconto!

Hello

I’m Alican and I’m really happy to be here.

I came here two weaks ago but time moving fast in here because is really great city and I’m felling happy to be here . I have been in Italy two times but it’s my first time in Sicily . Here is very strange city people are amazing and helpful, I have just one problem in here: people don’t know english and I don’t know italian so sometimes is really hard to communicate with people in the street.

I’m going to garden two times a week and garden times are my best times in here. I also have italian course two times a week; I have just one month for italian course so it is not very helpful for my language but I’m meeting with others people in there and that is why it is okay for me.

I’m doing my work and other staff with another turkish guy Kerim and he is really cool.

In my home everything is okay, it’s really funny: my flate mates are perfect and also in office people are amazing and they are helping about everything .

I spent 2 weeks in here and i saw a lot of areas in Palermo but I will see more I hope.

Everything is okay for now thanks about it.

 

Ciao everyone!

I’m Kerim, I live in Palermo for almost 3 weeks and this is an incredible experience for me.

Since i left from Istanbul, I met a lot of people who different, nice people.

In first days there were some adaption problems but after get used to city and people of Palermo, i began to fun and like here. Before i came here the other turkish volunteers Ali and Akif were told me “you gonna like and enjoy, dont worry about it” and they were right about this opinions.

After 2 weeks I definitely feel nice and happy.

I spend time in a garden which called “Viviaio Ibervillea” and there are lots of types of cactus, that place is so beatiful and interesting. I helped people who growing that plants.

The other think which I do, I was going to help people who they need rehebilitation, in “Officina 22”, these people are so kind and helpful. So I feel so good for help them.

The other days I continued to italian language course, althought only one month not enought for learn italian, i could learn lots of think for explaine myself as italian and some basic thinks. Moreover the main benefit of these activities are to be helping us for socialize with different people from different language, nations and colors.

Finally after all these magnificant days, I can recommend all people who read this write, you should definetly visit this beaituful city and people at least one time in your life.

 
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Pubblicato da su 27/05/2017 in Diario SVE, Uncategorized

 

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5×1000 a Tulime!

volantino elettronicoCaro amico e/o socio di Tulime,

esiste una maniera molto semplice per aiutarci a portare avanti le nostre attività in Tanzania, Nepal ed Uganda: SCEGLI di sostenere i nostri progetti destinando all’Associazione parte della tua quota IRPEF.

BASTA LA TUA FIRMA E IL NOSTRO CODICE FISCALE

Compilando il modulo 730, il CUD oppure il Modello Unico potrai devolvere il tuo 5×1000 a Tulime Onlus: firma l’apposito riquadro: “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale…” e indica il codice fiscale di Tulime Onlus: 97176330823.

GRAZIE A TE potremo garantire continuità alle nostre attività e moltiplicare le nostre azioni volte a realizzare progetti sulla base di programmi di sviluppo socio-territoriale e ambientale, in cui le comunità sono attori centrali dei processi di trasformazione.

Tulime Onlus garantisce TRASPARENZA nell’uso dei fondi, dandoti sempre riscontro dei progetti realizzati.

Puoi scaricare il volantino e aiutarci a diffonderlo condividendolo on line su blog, siti e social network e coinvolgendo parenti e amici invitando anche loro a destinare il loro 5 x 1000 a Tulime Onlus!

Grazie per il TUO supporto.

Tulime Onlus

Per info:

Tulime Onlus Tel. 091.217612 info@tulime.org www.tulime.org

 
 

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CAMMINANDO CON TULIME II EDIZIONE RISERVA NATURALE ORIENTATA MONTE COFANO

camminando con tulime 2_quinta escursioneDomenica 23 APRILE – RNO MONTE COFANO

Passeggiata facile lungo il sentiero prevalentemente pianeggiante lungomare.

Luogo appuntamento: domenica ore 10.00 a Cornino (Tp) – ingresso Riserva (fine strada Lungomare Cristoforo Colombo)

È arrivata la Primavera e il tepore del sole ci porta ad anelare il primo tuffo a mare o almeno a respirarne le salutari e frizzanti brezze… È per questa ragione che per la nostra prima passeggiata di Primavera vi proponiamo un cammino semplice ed emozionante lungo il sentiero costiero della Riserva di Monte Cofano.

La Riserva si trova nel trapanese e si snoda tra il Golfo di Bonagia e il Golfo di Castelluzzo in un suggestivo percorso panoramico sul mare, in cui si trovano due antiche torri del XVI secolo, la torre di San Giovanni e la tonnara di Cofano, che avremo l’opportunità di visitare durante la nostra passeggiata.

Cammineremo lungo un sentiero caratterizzato dalla vegetazione caratteristica di questa zona della Sicilia, palme nane e ampelodesma. Avremo il privilegio di fare il nostro consueto picnic godendo della costante visione del mare blu, intenso e limpido, che si infrange sugli scogli, e i nostri bimbi potranno bagnare i piedini nelle fresche acque della piccola spiaggetta di sassolini bianchi in cui ci imbatteremo lungo la strada. Anche questa volta vi proporremo un momento di gioco coi nostri piccoli che ci farà amare ancora di più la Natura bellissima che ci circonda.

Evento facebook:

https://www.facebook.com/events/1306225462794581/

Promemoria del materiale/abbigliamento obbligatorio

  1. scarponcini da trekking a caviglia alta (meglio se impermeabili)
  2. giacca impermeabile
  3. almeno 1,5 litri di acqua
  4. un capo caldo per la sosta
  5. cappellino, sciarpa

Materiale/abbigliamento consigliato

  1. bastoncini da trekking
  2. indumenti e scarpe di ricambio da tenere in auto

Info e costi

Costo escursione: € 10,00*

Per i soci di Tulime Onlus regolarmente tesserati per l’anno in corso il costo di ogni singola escursione è di € 6,00. Per i nuovi tesserati, la prima escursione è gratuita. Il costo della tessera annuale a Tulime Onlus è di € 25,00.  Bambini 0-10 anni gratuiti; 10-15 anni € 3,00*.

* Tutti i proventi di Camminando con Tulime sono donati all’associazione Tulime Onlus per lo svolgimento dei progetti di cooperazione in Tanzania e Nepal.

Il costo include la copertura assicurativa e la guida.

* Il costo NON include il costo del biglietto di ingresso alla Riserva pari a € 1,00 (biglietto speciale, riduzione gruppo).

Pranzo a sacco a carico dei partecipanti. Arrivo al luogo d’incontro è con auto propria.

L’adesione all’escursione dovrà essere confermata entro le ore 12.00 di sabato 22 aprile.

L’escursione potrà essere annullata da Tulime Onlus senza alcuna responsabilità nei confronti delle persone che hanno manifestato interesse ad aderire. Tulime Onlus si impegna a dare tempestiva comunicazione dell’eventuale annullamento dell’escursione.

Come arrivare

Autostrada Palermo Trapani E90, uscita Castellammare del Golfo. Proseguire su SS731 (direzione San Vito lo Capo) fino a Cornino.

Contatti

Marina Ruisi – M. 328 4611576

Vi ricordiamo che potete seguirci anche su facebook seguendo il Gruppo CAMMINANDO CON TULIME per consultare il calendario, gli aggiornamenti sugli eventi, scriverci e vedere le foto delle escursioni precedenti.

Sostieni i progetti di Tulime Onlus donando il tuo 5×1000! Codice Fiscale 97176330823

 

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Pomerini e la terra rossa secondo Ornella

Il mio viaggio in Africa non è un sogno realizzato o un obbiettivo raggiunto, il mio viaggio in Africa è un regalo del destino, un meraviglioso regalo.

Era un momento particolare della mia vita, avevo vissuto e studiato a Madrid ed ero rientrata da pochi mesi. Quell’esperienza mi era costata cara e avevo deciso di rimanere a casa, cercare un lavoro più o meno stabile che mi consentisse di studiare e portare avanti progetti concreti che credevo fossero perfetti per me. Dopo quell’esperienza all’estero mi si erano presentate occasioni simili alle quali ho rinunciato perché da buona testarda quel lavoro l’avevo trovato e con lui il mio equilibrio. Tutto sembrava filare a meraviglia, pochi mesi dopo però il mio contratto non è stato rinnovato. Ma niente succede per caso e in quello stesso momento la mia università aveva riaperto il bando per svolgere un tirocinio formativo in un paese extraeuropeo ed io, ne ero venuta a conoscenza per pura casualità grazie ad Anna Laura, la responsabile delle mobilità all’estero del mio dipartimento, dalla quale sono solita passare per due chiacchere quando mi trovo nei paraggi dell’università. Ricordo perfettamente quella frase detta in modo ironico: “perché non vai in Africa?”, ricordo di non aver risposto, aver sorriso ed essere andata via col cuore in gola.

Era l’ennesima opportunità che bussava alla mia porta. Sono rientrata a casa quella mattina pensierosa come non mai e senza dire niente a nessuno ho ragionato per ore, dentro di me una forte diatriba tra il mio solito senso di responsabilità che mi spingeva alla scelta razionale di rimanere a casa, cercare un altro lavoro e proseguire per quella strada e l’istinto, la voglia di conoscere, la curiosità che, ovviamente, mi spingevano nella direzione opposta. Avevo pochi giorni per decidere, ma la risposta era chiara da subito e facevo fatica ad ammetterlo anche a me stessa, mi sentivo egoista, avevo paura di deludere tutti coloro ai quali avevo promesso che non sarei più partita, mi pesava abbandonare i progetti che avevo, anche perché non riguardavano solo me. Nonostante tutto, all’oscuro delle persone a me care, qualche giorno dopo ho avviato le prime pratiche burocratiche e a cose più o meno fatte ho deciso di comunicarlo. Ricordo mia madre e il suo sguardo che vale più di mille parole, la sua paura, la preoccupazione che solo una mamma può avere e quel sorriso di chi per l’ennesima volta era al mio fianco e mi supportava senza remore, ricordo mio fratello e il suo entusiasmo, per lui non potevo fare scelta migliore; mio padre e i suoi modi da interpretare che però quella volta erano chiari, era d’accordo anche lui; la mie super amiche che mi avevano già regalato una valigia e ripetuto per l’ennesima volta che la vita è una e va vissuta nel miglior modo possibile.

Tutti erano dalla mia parte, loro sapevano che non si può chiudere un passerotto in gabbia, altrimenti muore, ed io non sono altro che un piccolo passerotto con un’immensa voglia di volare.

I mesi prima della partenza sono passati veloci e figura fondamentale di questa parte della storia è Stefania, la mia mentore, alla quale spetta tutta la mia gratitudine e riconoscenza. Lei vive qui in Tanzania e lavora per Tulime, l’organizzazione non governativa che mi accoglie e mi consente di collaborare ai suoi progetti.

Ringrazio Stefania per aver risposto alle mie mille domande, per avermi spiegato perfettamente ogni dettaglio di questa nuova esperienza, per la sua professionalità e competenza ma soprattutto per avermi donato incondizionatamente quell’aspetto umano e personale che mi ha trasmesso serenità sin dal primo momento.

Il giorno della partenza si avvicinava ed io mi ero abituata all’idea di dover partire da sola ma, il destino ancora una volta aveva fatto il suo gioco e al mio fianco in questa esperienza è apparsa Simona, una ragazza di Ossi che aveva già fatto il tirocinio in Tanzania e aveva deciso di ritornarci per fare il servizio volontario europeo. Inizialmente l’idea di dover condividere questa esperienza con qualcuno non mi andava tanto a genio ma, dopo averla conosciuta son bastati pochi minuti per capire che sarebbe stata parte importante di questa nuova sfida. Lei ora è la mia amica, la mia ‘Pipu’. Complici da subito siamo salite sul primo aereo e il giorno dopo i nostri piedi poggiavano sulla terra tanzaniana. Ad aspettarci all’aeroporto Stefania e Geni, il suo compagno. Inizia così la mia avventura, uno zaino, due valige e quaranta gradi a Dar es Salaam.

Difficile descrivere le prime sensazioni, tutto era diverso da come l’avevo immaginato. Dar è una città caotica, un mix tra elementi moderni e degrado, un frastuono di rumori, gente che va e viene, odori forti che ti confondono e un caldo pazzesco. Dall’aeroporto ci siamo diretti a Bagamoyo, una città costiera in cui abbiamo trascorso due giorni prima di partire per il villaggio in cui vivo.

Bagamoyo è l’opposto di Dar, è una città tranquilla e la presenza del mare (che non avevo percepito a Dar) mi faceva sentire a casa. Le spiagge di Bagamoyo sono diverse da quella della mia amata Sardegna, sono decorate da palme di cocco e le maree modificano il panorama ogni sei ore. Quando la marea è bassa la spiaggia diventa infinita e l’acqua è lontana, sul fondo si notano i segni di una vita marina che pare si blocchi per poi rivivere qualche ora dopo, in lontananza si vedono le barche dei pescatori colorate dai raggi del sole che rendono il tutto meraviglioso. Nelle ore di alta marea l’acqua si riappropria del suo spazio e in quel paesaggio da cartolina appaiono i volti delle persone intente a fare il bagno in quel mare stranamente caldo. Capita inoltre di vedere greggi di capre passeggiare tranquillamente a riva, guidate da pastori Masai, altra immagine particolare che rende quel luogo speciale.

Ho avuto la fortuna di svegliarmi all’alba, di esser andata in spiaggia prima che il sole sorgesse, come posso raccontarvi quei colori? Quel silenzio, quello specchio d’acqua che brillava alle prima luci del mattino? Io ero lì, immersa nell’oceano Indiano, a godermi lo spettacolo dal vivo, voi, provate ad immaginarlo.

Due giorni in quel paradiso sono stati sufficienti per darmi la giusta carica, ero pronta per arrivare al villaggio nel quale avrei vissuto per i prossimi tre mesi. Dall’albergo in cui alloggiavamo siamo partiti presto, abbiamo preso un bajaji, una sorta di Ape coi sedili al posto del cassone e siamo andati alla stazione per prendere il daladala, un pulmino di circa venti posti sul quale riescono a salire quasi il doppio dei passeggeri; un’ora e mezza di viaggio in cui per la prima volta ho perso il mio spazio vitale, ogni centimetro di quell’abitacolo era occupato da persone, bagagli e persino un mobile, ogni norma di sicurezza alla quale ero abituata era un lontano ricordo: la portiera dell’autista si chiudeva con un passante di ferro, le strade non asfaltate ci regalavano buche che ci scuotevano costantemente. Ero incredula e allo stesso tempo euforica. Quel daladala ci ha portate fino alla stazione dei bus dalla quale abbiamo preso il pullman per Iringa, nove ore di viaggio con due pause di cinque e dieci minuti, il pullman era vecchio, i sedili sfondati e zero aria condizionata, ma fuori dal finestrino un paesaggio incantevole. Per arrivare ad Iringa si passa attraverso un parco naturale protetto e sempre da quel finestrino sono riuscita a vedere zebre, giraffe, elefanti e scimmie, non chiusi in gabbie ma liberi nel loro habitat. Man mano che si percorrevano i chilometri la temperatura cambiava e il caldo afoso diventava aria fresca. La sera siamo arrivate ad Iringa, la città più vicina al villaggio, e sono venuti a prenderci Mr. Mazengo, un signore sulla sessantina, capelli brizzolati e una penna infilata in mezzo, sorriso perenne e modi gentili e Crenaika, una collaboratrice di Tulime. Pochi minuti per andare al mercato e comprare qualcosa da mangiare per poi ripartire sul fuoristrada verso Pomerini. Il sole intanto era tramontato e i fari del Toyota illuminavano quella strada dissestata fatta di terra rossa affiancata da una folta vegetazione che a mala pena riuscivo ad intravedere. Mr. Mazengo guidava veloce, conosce bene quella strada, ha fatto l’autista per tutta la sua vita e la sua esperienza era percepibile, ma la mia paura iniziale era tanta e non riuscivo a nasconderla. Mi guardava sorridente e mi ripeteva: “don’t worry”! Circa un’ora di viaggio e finalmente siamo arrivate a Pomerini, a casa Tulime. Ad aspettarci fuori da casa Mama Novetha, la signora che si prende cura di noi, mamma di Crenaika, Evetta, una loro lontana parente che lavora all’asilo di Pomerini e Regina, una bambina di dieci anni, nipote di Mama Novetha che vive con lei perché i suoi genitori non sono in grado di potersene occupare. Casa Tulime è un edificio a ‘U’ in un lato vivono tutte loro, nell’altro noi e al centro c’è una veranda. Salutato e ringraziato Mr. Mazengo siamo entrate nella nostra parte, Simona e Stefania mi hanno fatto fare un giro esplorativo, una sala grande comune, una piccola cucina, due bagni, una zona con lavandino e ‘docce’, quattro camere da letto al piano terra e la camera di Stefania al primo piano. Pochi minuti per capire come avrei vissuto: niente elettricità, un pannello solare è la nostra unica fonte di energia; niente doccia comune ma una stanzetta con un secchio e una brocca; niente scarico del wc ma un altro secchio da riempire; niente acqua calda se non quella riscaldata nel fuoco; niente frigo, tv e stereo; niente acqua potabile se non quella dei bidoni blu, ovvero bidoni riempiti nell’unico pozzo di acqua potabile della zona. Vietato usare l’acqua corrente per cucinare e lavarsi i denti, carica batterica troppo alta. Infine, obbligo di disinfettare piatti, posate e bicchieri con Amuchina dopo averli lavati. Tutto chiaro!

Era ora di scegliere la mia stanza, senza esitare ho scelto la prima che ho visto, ho disfatto le valige e sistemato le mie cose, inconsapevole che quella è l’unica stanza che si allaga in caso di temporale e, considerando che siamo nella stagione delle piogge tropicali, ho imparato in poco tempo a sollevare qualsiasi cosa da terra al primo accenno di maltempo.

Ora di cena, uovo fritto e insalata, due chiacchere e a letto, eravamo distrutte. La mattina seguente mentre le altre dormivano io sorseggiavo una tazza di caffè seduta nei gradini fuori casa. Galline e pulcini scorrazzavano liberi per il cortile e, inaspettatamente una mandria di mucche pascolava a pochi metri da me, ancora addormentata, tutto mi sembrava surreale. Ora è la mia quotidianità. Sveglie anche le altre, abbiamo fatto un giro intorno alla casa, ho visto l’orto, il frutteto, i maiali, la stalla delle mucche, la capra e ho preso consapevolezza che sotto la tettoia della veranda vivevano nelle loro gabbie circa una dozzina di conigli. Vivo in una sorta di fattoria!

Dopo pranzo abbiamo deciso di fare un giro al villaggio, la mia immaginazione non si era minimamente avvicinata a ciò che stavo vedendo. Pomerini è un villaggio di circa tremila abitanti ma è molto dispersivo e le case sono distribuite in una vasta area, il centro è costituito da una via principale dalla quale si diramano sentieri e piccole strade che conducono ai vari quartieri.

Niente asfalto ma terra rossa ferrosa che pullula di quarzo, abitazioni fatte di pietre e fango, tetti fatti di paglia o lamiera, non credevo ai miei occhi. È un villaggio povero, sperduto su un altopiano di 1800m ma era quello che volevo, volevo vedere coi miei occhi la vera Africa, niente resort o agiatezze, volevo capire fino in fondo la loro cultura e il loro modo di vivere. Facile capire che loro non hanno che lo stretto indispensabile per vivere, difficile paragonare la loro vita alla nostra. Ogni cosa che osservavo era uno schiaffo morale e una lezione di vita. Non hanno niente e il poco che hanno lo condividono, sono sorridenti e si danno da fare, sono un popolo affezionato alla loro terra e difficilmente espatriano.

I bambini di mattina vanno a scuola e alcuni di loro percorrono chilometri per arrivarci, li vedo camminare con la zappa in spalla perché qui sin da piccoli imparano a lavorare; di sera i più grandi portano al pascolo gli animali che appartengono alla famiglia, i piccoli danno una mano a casa o nell’orto. Per loro tutto questo è normale, non sono tristi nel farlo, anzi. Gli adulti si occupano di agricoltura, allevamento e alcuni di loro gestiscono piccoli negozietti.

Il mezzo di trasporto più diffuso è il Pikipiki, una moto a basso costo di origine cinese che utilizzano come taxi e sulla quale caricano di tutto, ancora non mi spiego come riescano a farlo.

Le donne trasportano qualsiasi cosa sulla testa, equilibrio incomprensibile contro ogni legge fisica.

A sole tramontato siamo tornate a casa ed era arrivato il momento di parlare del mio ruolo, del motivo principale del perché sono qui. In quanto studentessa di Scienze Politiche dell’amministrazione, il mio compito è quello di collaborare ai progetti di microcredito MI.FI.MA e M.A.M.B.O avviati da Tulime. Il meccanismo prevede l’erogazione di un prestito in beni materiali e non denaro, destinati a specifiche categorie della popolazione: albini, famiglie disagiate e giovani disoccupati. Coi beni ricevuti gli utenti dovrebbero avviare le loro attività che variano dall’allevamento, all’agricoltura fino alla creazione di piccole attività commerciali e una volta ottenuti i primi risultati dovrebbero restituire in denaro il valore del prestito ricevuto con un interesse irrisorio del 3%. In questo processo sono indispensabili i monitoraggi agli utenti, la raccolta di dati e l’osservazione servono per capire concretamente l’efficienza del progetto.

È da sottolineare il fatto che questi non sono progetti di carità, loro hanno un orgoglio talmente profondo che li spinge ad accettare il prestito solo in vista della restituzione di questo, non sono intenzionati a perdere la loro dignità per niente al mondo. Un’altra lezione di vita.

Le giornate passavano e tra un monitoraggio e l’altro aspettavamo l’arrivo delle altre tre volontarie. La prima ad arrivare è stata Agnese, una ragazza siciliana, alcuni giorni dopo sono arrivate Valeria, di Torino ed Erica, anche lei siciliana. Il gruppo era al completo e potevano iniziare le loro attività. Loro hanno mansioni diverse dalle mie, si occupano di gestire il centro disabili di Tulime e fanno parte di un progetto, You.Com, che riguarda il riciclo. A quest’ultimo, quando mi è possibile partecipo anche io, seguo i training che organizza Stefania e ultimamente abbiamo svolto tutte insieme due giornate di formazione a Dar es Salaam. In due righe ho citato alcuni dei temi più problematici qui in Tanzania: disabili e riciclo.

I disabili, come del resto gli albini, non sempre sono ben visti dalla popolazione in generale, molto spesso i genitori si vergognano e a volte li tengono chiusi in casa, meno spesso per fortuna, li uccidono alla nascita. Il centro di Tulime ha come obbiettivi l’integrazione e la sensibilizzazione ma è un lavoro complesso che richiede tempo.

Il riciclo è invece una possibile soluzione ad un problema diffuso in tutto lo stato. La spazzatura è una piaga importante, non esistono centri di smaltimento dei rifiuti efficienti e nella maggior parte dei casi questi vengono bruciati dalle persone comuni, con tutti i rischi che ne conseguono o vengono buttati in prossimità di fiumi e mari causando un notevole inquinamento.

Un’altra attività che seguiamo tutte insieme sono le lezioni di Swahili, la lingua locale, Stefania è la nostra insegnante e, nonostante l’impegno, devo ammettere che sia una lingua veramente difficile da imparare.

Vivo qui da quasi due mesi e non passa giorno in cui non scopra qualcosa di nuovo, è un’esperienza incredibile, ho avuto la fortuna di immergermi nella loro cultura, ho provato a fare le Baagia, ottime frittelle di fagioli, i vasi di terracotta e i cestini di Milulu; ho viaggiato coi mezzi che usano loro e non con quelli che avrei usato se fossi stata una semplice turista, mangio il loro cibo, nuovi sapori per me. Ogni notte guardo il cielo, anche quello è più bello qui, le stelle sono più vicine, mi siedo nei gradini fuori casa a fissarlo e non smetto di pensare che questa sia l’esperienza più bella della mia vita.

Ornella

 

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Nuove attività per il programma You Com in Tanzania

Le attività culturali sono un importante elemento del progetto You.com a cui abbiamo il piacere di partecipare come volontari dell’organizzazione Tulime. Il loro scopo principale è quello di introdurci alla realtà locale di cui faremo parte per i prossimi mesi. Per cominciare abbiamo imparato come realizzare dei tradizionali kikapu (particolari cesti locali) con l’aiuto di Mama Novetha, Mama Friday e Theresia, membri della cooperativa che collabora associata a Tulime.

Il processo è cominciato tagliando il milulu, una pianta che cresce in prossimità dei corsi d’acqua, per poi pulirlo e lasciarlo ad essiccare al sole. Una volta asciutto, abbiamo dato inizio alla realizzazione dei nostri cesti. Non è facile descrivere l’intero processo e tutti i differenti modi di intrecciare la pianta, ma abbiamo provato a farlo con l’aiuto delle nostre speciali maestre. Possiamo distinguere due diversi step: il primo consiste nel cominciare intrecciando il bordo del nostro cesto per poi passare alla realizzazione del resto.

E’stato un lungo lavoro, sicuramente difficile da imparare dalla prima volta. Ma la cosa più divertente è stata trascorrere la nostra giornata assieme a queste donne, così piene di energia, per imparare la loro arte e tutte le loro fantastiche abilità manuali!

Uno dei differenti talenti di Mama Novetha è realizzare vasi con la creta. Noi abbiamo avuto la possibilità di vedere ed imparare con lei come riesce a modellare questo elemento naturale. Prima di utilizzarla, la creta va mescolata con l’acqua al fine di renderla più morbida. Per realizzare questa operazione abbiamo usato due strumenti già visti nelle attività precedenti (vedi bagia report): una grande pietra d’appoggio e un pestello. Mama Novetha ci ha aiutato in questa fase che richiedeva una smisurata forza fisica.

Non appena pronto, abbiamo cominciato a modellare il nostro pezzo di creta seguendo le istruzioni di Mama Novetha. E’stato davvero divertente imparare i piccoli trucchi usati da Mama Novetha per lisciare e decorare i vasi.

Mama Novetha era sorpresa dalla nostra abilità (maggiore rispetto a quella mostrata durante la realizzazione dei kikapu) e questo ci ha reso orgogliosi di noi stessi!

La terza attività culturale è stata la visita del Museo di Iringa. Iringa è l’area urbana più vicina a Pomerini e la sua è una storia recente. Infatti, è stata fondata dai tedeschi solo all’inizio del secolo scorso come difesa dalla popolazione locale chiamata Kihehe.

Il Museo è vicino al centro della città ed anche se piccolo, offre una interessante esposizione che ci dà la possibilità di scoprire e apprendere di più sulla storia, la cultura e le tradizioni legate a quest’area e della sua popolazione. Abbiamo cominciato da una breve ma accurata visione generale delle principali battaglie avvenute tra colonizzatori e locali, della politica e della diffusione della religione cristiana. La cosa che ci ha più sorpreso è stato vedere le armi primitive usate in battaglie risalenti solo alla fine del XIX secolo.

Inoltre, abbiamo avuto modo di apprendere di più sul fenomeno della stregoneria all’interno della società passata e attuale. Alcuni dei più diffusi riti venivano descritti da bellissime immagini rappresentative e attraverso gli strumenti maggiormente utilizzati, ma recentemente queste pratiche (divinazione, cure mediche naturali e rituali vari) sono state vietate dal governo perché causa di contrapposizione interne alla popolazione. La visita continuava con un’esposizione di strumenti tradizionali di uso quotidiano, alcuni dei quali ancora importanti per la realizzazione di prodotti locali.

Alla fine della nostra visita fuori pioveva, ma questa non è più una novità, siamo ormai abituati a causa della stagione delle piogge!

 

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