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Giornata mondiale del rifugiato: lo spazio neutro di negoziazione

Quarto appuntamento del Forum RADIC-ARSI, svoltosi a Villa Castelli il 20 giugno in occasione del Word Refugee Day: ecco come si è svolto l’incontro!

Ogni incontro del forum Radic-arsi si costruisce dopo aver scelto un tema e un protagonista. Questa volta il tema è stato doppio e i protagonisti molti.

Abbiamo scelto di partire da un contributo che il presidente di Tulime ha lanciato dal suo blog: cosa si intende per spazio neutro di negoziazione? Per rispondere a questa domanda ci siamo rivolti a una giovane e tenace psicologa del nostro territorio, Sara Ciracì. Insieme a lei, in un secondo momento, abbiamo scelto di mettere in dialogo questo primo concetto con una ricorrenza carica di significato: il 20 giugno, la data del World Refugee Day, la giornata che le Nazioni Unite hanno scelto per sensibilizzare le genti di tutto il mondo al fenomeno di esodi e migrazioni. Forse un accostamento un po’ insolito, ma a rifletterci queste due nozioni risultano più vicine di quel che si possa pensare.

A inaugurare questa giornata di riflessione ci pensano i piccoli musicisti del Laboratorio Collettivo: organetti e tamburelli diretti dal maestro Pasquale accolgono gli ospiti del forum con le ‘pizziche’ tipiche della nostra terra: un benvenuto in stile nostrano. Subito dopo si entra nel vivo della discussione con l’intervento di Sara, che sceglie di analizzare in termini semantici le parole che compongono il nostro tema: cos’è lo spazio? Cosa si intende per neutro? Cos’è la negoziazione? Tutto questo dopo aver dato uno sguardo a ciò che il presidente Picciotto scrive a proposito su adoraincertablog.wordpress.com: «[…] terra di nessuno in cui incontrarsi nudi, privi di sovrastrutture, pronti all’ascolto e all’accoglienza».

Ad esempio, ripensando al tema delle migrazioni, cosa potrebbe essere lo spazio neutro di negoziazione? Non potrebbe forse essere uno spazio in cui persone provenienti da ambienti distanti ed eterogenei si incontrano per raccontarsi? Una zona neutra in cui si preferisce cooperare piuttosto che competere? In cui una stretta di mano vale più di mille parole? Un concetto più semplice a farsi che a dirsi.

L’intervento della nostra psicologa si focalizza poi sui concetti di comunità e partecipazione, intesi come aspetti legati al senso di appartenenza al territorio. ‘Partecipare’ è nella pratica una forma di attivazione che induce l’individuo a dialogare e confrontarsi, elementi riscontrabili anche nelle esperienze dell’associazionismo locale.

Si porta gradualmente la discussione sul concetto, strettamente legato ai primi due, di benessere. Il “ben-essere”, gradino più alto nel sistema dei bisogni dell’uomo, si relaziona alle variabili personali, all’autostima e al senso di responsabilità dell’individuo: se sto bene nella mia comunità, se mi sento partecipe di quello che accade attorno a me, se sto bene con me stesso, allora mi sento realizzato.

Il dibattito viene intervallato dalla proiezione del video “Saber, una storia che viene dal mare”, realizzato in occasione della Giornata mondiale del rifugiato da Tulime, Laboratorio Collettivo e Zorobar Videoproduzioni. Le immagini del video, gentilmente concesse dall’archivio del collettivo Zorobar, sono state girate fuori dal centro di permanenza temporanea eretto tra Oria e Manduria nel 2011 per far fronte all’emergenza seguita allo scoppio della primavera araba. Tra i vari clandestini incontrati in questo viaggio, abbiamo scelto di raccontare la storia di Saber, un ragazzo tunisino partito da Gerba e giunto a Lampedusa dopo 27 ore di viaggio, con la speranza di raggiungere suo fratello a Milano per riscattare la propria vita e quella della sua famiglia. Nel video non si racconta solo di Saber, si mostrano altre storie, altre testimonianze, si guarda alla vita quotidiana nel centro di accoglienza, alla Tunisia come terra in balia di miseria e ribellione. La proiezione termina con un interrogativo: “Sono migliaia i clandestini che ogni anno arrivano sulle coste italiane. Ognuno con un sogno, ognuno con la propria storia. Ogni storia non meriterebbe forse di essere raccontata?”.

Finita la proiezione, i nostri ospiti rimangono in silenzio. Nessuno pare voler commentare né condividere le proprie emozioni. Ma il silenzio dura poco. È Janzee a parlare, uno dei sei ragazzi della cooperativa L’ala, il centro di accoglienza per minori di Villa Castelli. Janzee ci racconta del suo viaggio, di un’odissea attraverso Iran, Turchia e Balcani, di una detenzione, di un rischioso viaggio in mare. Tutto questo a soli 12 anni. Dalle sue parole capiamo che la ricerca della libertà, a volte, è più importante della vita stessa. Un racconto forte, ancora più toccante, ancora più vicino. Il protagonista è qui al nostro fianco e trova la forza di sorridere.

Questa storia ci fa tornare in mente la “resilienza”, un concetto poco prima illustrato da Sara a proposito delle variabili psicologiche attraverso cui l’uomo fronteggia lo stress. Scopriamo allora che i nostri giovani amici sono “campioni” di resilienza, capaci di reagire positivamente al trauma di abbandonare la propria terra e i propri affetti.

All’interno dei forum Radic-arsi si cerca di attivare tavoli di discussione, provando a coinvolgere tutti i presenti nel dibattito, anche solo con un cenno della testa o con un sorriso. Alcuni scelgono di riflettere in silenzio, altri si aprono e condividono le loro sensazioni. L’importante è non lasciare nell’altro indifferenza.

Questo è stato il nostro spazio, se neutro e di negoziazione non saprei, magari passo dopo passo, magari poco alla volta lo potrà diventare, l’importante è oggi aver cominciato.

Associazione di Cooperanti Tulime Onlus – Sede operativa Puglia

Via Puccini, 1 Villa Castelli BR

sedeoperativapuglia@tulime.org

Tel. 3274991550

 
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Pubblicato da su 05/07/2016 in Radic-arsi, Uncategorized

 

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World Refugee Day 2016 – appuntamento con Tulime Puglia

world refugee day prova1In occasione del World Refugee Day, evento che dal 2001 mira a sensibilizzare l’opinione pubblica delle nazioni verso la tematica delle migrazioni, i rappresentanti di Tulime Puglia propongono un’interessante riflessione. Lo spunto viene da un contributo sullo spazio neutro di negoziazione che il presidente di Tulime ha presentato sul suo blog: «Lo spazio neutro di negoziazione è alla fine una “terra di nessuno” (non è questo in fondo il nostro pianeta?) nella quale ci si incontra nudi, privi di sovrastrutture, senza risposte preconfezionate, sospendendo il giudizio, ma con una serie di domande in testa, rispettosi dei valori altrui, coscienti dei propri, aperti all’ascolto e all’accoglienza, ma inflessibili rispetto a quelli che si considerano valori non negoziabili (che sono pochi ma che ci sono)». adoraincertablog
Lo spazio neutro di negoziazione è uno spazio senza limiti, uno spazio che nega la diversità, uno spazio che caratterizza la convivenza.
Questa riflessione condurrà all’esplorazione delle buone pratiche della solidarietà, della tolleranza e della coesistenza pacifica, atteggiamenti imprescindibili per ricordare e difendere i diritti delle persone costrette a lasciare la propria terra.
 
Programma della giornata:
ore 18:30 accoglienza con i Piccoli musicisti del Laboratorio Collettivo (breve spettacolo di musica popolare);
ore 19:00 introduzione dei volontari di Tulime Onlus;
ore 19:10 intervento della Dott.ssa Sara Ciracì: lo spazio di negoziazione in termini di promozione del benessere psicosociale dell’individuo, del gruppo e della collettività;
ore 20:00 proiezione del cortometraggio “Saber: una storia che viene dal mare”.
 

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Io tifo Lecce

Sabato 7 maggio 2016 Tulime Sede operativa Puglia e l’associazione sportiva Villa Castelli Calcio sono stati ospiti dello staff di Passione Lecce, l’associazione dei tifosi giallorossi, per l’iniziativa “Io Tifo Lecce”, nata con lo scopo di avvicinare i giovanissimi al mondo del calcio. Grazie a questo progetto, nell’ultimo anno, circa un migliaio di bambini delle scuole calcistiche e degli istituti scolastici hanno potuto visitare l’impianto sportivo leccese e incontrare giocatori e tecnici dell’U.S. Lecce.

Per suggellare questo intenso pomeriggio di sport e emozioni, i volontari di Tulime hanno voluto omaggiare i referenti dell’associazione salentina con un gagliardetto raffigurante il logo di Tulime Onlus, quello dell’a.s.d. Villa Castelli Calcio e quello della squadra tanzaniana Udzungwa Heroes. È proprio dall’esempio di questi “heroes”, protagonisti del secondo appuntamento del nostro forum Radic-arsi, che è scaturita la volontà della onlus di interfacciarsi con i ragazzi delle scuole calcio, in un ideale gemellaggio sportivo tra giocatori della Tanzania e dell’Italia, alla ricerca della tanto agognata “uguaglianza” (non a caso il nostro slogan per la giornata, stampato su un grande striscione, è stato: “tra essere uguali e uguaglianza c’è una bella differenza”!).

La manifestazione conclusiva del progetto “Io tifo Lecce” ha permesso a circa 800 ragazzi di passare un pomeriggio nel tempio del tifo giallorosso: lo stadio di Via del Mare. L’incontro è avvenuto in occorrenza della partita Lecce – Lupa Castelli Romani, l’ultima della stagione regolare.

Per l’occasione il Comune di Villa Castelli e l’assessore allo sport, Mirella Carlucci, hanno messo a nostra disposizione due grandi pullman turistici che ci hanno permesso di raggiungere la meta agevolmente e in poco tempo. La nostra delegazione, composta dai volontari Tulime, dagli allenatori e dai dirigenti dell’a.s.d., dalle mamme e dai papà dei più piccini, ha accompagnato circa 100 bambini alle porte delle stadio, distribuendo ad ognuno il proprio biglietto (probabilmente per molti il primo biglietto di una vera partita di calcio!). Tra tanta euforia e voglia di scoprire, a tre piccoli fortunati è toccata in sorte un’entrata speciale: mentre il gruppo veniva fatto accomodare nella tribuna centrale inferiore, loro scendevano le scale degli spogliatoi per poi risalire accompagnando i giocatori di entrambe le squadre in campo. Che bel colpo per un piccolo alle prese con i primi calci! In totale 25 bambini hanno fatto il loro ingresso indossando la maglietta rossa di Passione Lecce, con tanto orgoglio per i genitori e qualche visetto imbronciato tra gli allievi rimasti seduti in tribuna (sarebbe troppo appellarsi allo spirito sportivo quando si parla di bimbi così piccoli!).

Ma non per questo in tribuna ci si è annoiati: oltre Woolfy la mascotte della squadra, presto una gruppetto di calciatori, tra cui Perrucchini, Surraco e Freddi, è sceso dalle gradinate venendo a conoscere i bambini. E tra cori (da stadio), fotografie e autografi, il buon umore ha investito tutti, grandi e piccini, accompagnatori e accompagnati. Il Villa Castelli (calcio e non) si è fatto riconoscere anche qui, ma con allegra simpatia.

Inizia la partita. Lo stadio è gremito dei colori giallorossi: giallo come il sole che illumina il Salento, rosso come il cuore e la passione dei tifosi. Sostenitori di tutte le età riempiono le sedute, nonni con le sciarpe avvolte al collo, nipotini con le maglie lunghe fino alle ginocchia. Il coro degli ultras è una litania incessante, le bandiere sventolano dall’alto.

Il pallone cattura l’attenzione dei bambini, non si smette mai di gridare “Forza! Lecce!”. È una bella gara, ricca di suspense. Al primo tiro in porta standing ovation e esultazione collettiva, la curva Nord canta: «Tutta l’Italia attraverserò, per seguire i miei colori/ magica Lecce batti il cuore degli ultras, facci vedere cosa sai fa’ ». L’incontro si conclude con un 3-1 per il Lecce; la rete del barbuto Moscardelli, attaccante di punta della squadra, è quella che suscita il tifo più grande. I ragazzi del Villa Castelli gioiscono, si alzano e corrono verso il campo.

Come volevasi dimostrare, lo sport è un momento che avvicina, che unisce e abbatte le differenze. Tutti uniti per tifare Lecce oggi, tutti con lo stesso sogno per il futuro: in bocca al lupo ragazzi, ricordate che il mondo ha bisogno di “heroes” anche qui!

Sede operativa Puglia, via Puccini 1 – 72029 Villa Castelli (BR)

Info: +39 327 4991550 – sedeoperativapuglia@tulime.org

 

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III Incontro: Hortocultural Therapy

Per il terzo appuntamento del forum Radic-arsi, la Sede operativa Puglia di Tulime Onlus ha ospitato la cooperativa L’infinito raggio di Ceglie Messapica. L’incontro si è svolto il 22 aprile 2016.

Il forum Radic-arsi nasce a Villa Castelli come momento aggregativo tra comunità e associazioni del luogo, con l’obiettivo di formare cittadini e cittadine partecipi di una società ideale in cui individualismo e sopraffazione lasciano spazio a una democrazia basata sulle pratiche della cooperazione. Dopo due incontri conoscitivi, all’interno dei quali si è illustrata la storia di Tulime attraverso i progetti finora realizzati, la sede operativa Puglia invita una realtà limitrofa a raccontare se stessa.

L’infinito raggio è una società cooperativa sociale onlus costituitasi nel 2015, impegnata nella gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e nello svolgimento di attività produttive finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati. Da ottobre la cooperativa ha intrapreso il progetto Hortocultural therapy con il contributo del Comune di Ceglie Messapica e del GAL Alto Salento. L’iniziativa mira al reinserimento terapeutico delle categorie deboli mediante il lavoro manuale su terreni coltivati, seguendo le modalità dell’agricoltura sociale.

All’incontro, accompagnati dall’amministratore e dallo psicoterapeuta della società cooperativa, sono presenti tre ragazzi del progetto Hortocultural Therapy. Nell’intento di iniziare un dialogo ragionato sull’argomento, sono poste loro alcune domande.

Vengono così spiegati i dettagli del lavoro della terra, i tempi della semina e del raccolto, l’origine del progetto, gli obiettivi finali. Nell’ascoltare queste risposte i volontari di Tulime colgono l’occasione per confrontare e mettere in comunicazione due realtà lavorative, quella messapica de L’infinito raggio e quella tanzaniana di Casa Tulime, attraverso diapositive e citazioni ad hoc.

Questo incontro, in linea con gli obiettivi del format Radic-arsi, muove il primo passo nella direzione della creazione di una rete tra realtà sociali legate da interessi comuni, mediante collaborazione attiva e interscambio conoscitivo.

La terra è bella, «bella da vedere e nostra», ci dicono. Ed effettivamente questo luogo un po’ loro lo sta diventando. Chi partecipa a Hortocultural Therapy si dona con dedizione e meticolosità al lavoro agricolo nel proprio angolo di felicità. L’entusiasmo è molto e la voglia di apprendere fa presto a diventare passione.

Come si svolge una giornata tipo? I ragazzi vengono accompagnati nell’orto dall’equipe della cooperativa  e a ognuno viene affidato un compito giornaliero: c’è chi pianta, chi innaffia, chi pulisce il territorio dalle erbacce, chi governa gli animali, chi accudisce i cani e chi le papere (c’erano anche delle galline, ma a quanto pare la triste favola della volpe si è ripetuta anche in quest’isola felice). Ai lavori di cosiddetto mantenimento si affiancano di volta in volta lavori nuovi, ad esempio la preparazione delle olive in salamoia, il lavoro in serra, il raccolto, la costruzione delle “sciaij” (i ripiani di canne usati per l’essicazione dei fichi o dei pomodori). Ognuno ha il suo pezzettino di terra e lo delimita come meglio crede, con pietre, asticelle o altro, ognuno ha il proprio spazio dove coltivare ciò che più desidera, ortaggi o fiori. Tra tanto entusiasmo sorge anche qualche piccolo malumore, legato perlopiù allo svolgimento dei compiti ingrati della campagna (come si dice, è uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo!).

Ma di chi è questa terra? Si tratta di un appezzamento confiscato alla mafia e inserito in un progetto di riqualificazione mediante il Comune di Ceglie Messapica. Una terra arida e abbandonata «sottratta alle mani sporche per darla a quelle pulite», sottolineano i ragazzi. I lavori sono iniziati in ottobre con la costruzione degli impianti idrici ed elettrici di cui il luogo era sprovvisto, necessari a renderlo agibile. Il terreno è stato preventivamente pulito, poi, grazie all’aiuto di un agronomo, si sono valutati gli spazi e si è passati alla semina. Sono state piantate circa tremila piantine, tra pomodori, legumi, melanzane e grano del Senatore Cappelli, tutto seguendo il ciclo naturale delle stagioni. I risultati sono eccellenti e la terra è fertile, l’orto è una piccola oasi, un luogo piacevole alla vista, non distante dalla cittadina e facile da individuare (a circa tre kilometri dal centro abitato, sulla provinciale che collega Ceglie a Cisternino).

E chiediamo allora, cos’è l’orto? È il luogo in cui si perpetua il ciclo della vita e dove l’uomo raccoglie i frutti del suo lavoro. In un senso più profondo, l’orto è il luogo in cui il soggetto recupera la sua autostima. L’uomo nasce dalla terra, attraverso il contatto diretto con essa egli recupera un elemento primordiale, recupera antiche tradizioni, si sente utile a sé e agli altri. Al di là del progetto di inclusione e recupero di soggetti “deboli”, Hortocultural Therapy mira soprattutto a un recupero interiore, allo stare bene con se stessi. Chi crede in questa azione crede anche che il lavoro sia utile a riacquisire la dignità di cittadino autonomo e ben pensante, a combattere lo stigma, il pregiudizio sociale radicato nell’uomo.

L’orto è anche un viaggio emozionale attraverso i colori, un susseguirsi di sensazioni e stati d’animo. Lo psicoterapeuta che accompagna i ragazzi si sofferma in questa descrizione: all’inizio del progetto la terra era brulla, secca, ora è viva, produttiva, ha assunto il tipico colore rosso della terra di Puglia. Il rosso è intervallato dal verde delle piantine che iniziano a germogliare, dal giallo del grano già alto nei campi. La gioia di vedere che la terra accudita inizia a dare i suoi primi frutti è essa stessa un colore.

Si chiede infine, qual è la pozione magica che usate? La risposta è unanime: l’amore, la passione, nessun pesticida.

Non a caso (o forse sì, solo per un caso) si sceglie la Giornata mondiale della terra per questo incontro, nella ferma convinzione che l’impegno e la devozione verso Madre Natura aiutino a essere uomini liberi, “Non costretti a lasciare la propria terra”.

Sede operativa Puglia, via Puccini 1 – 72029 Villa Castelli (BR)

Info: +39 327 4991550 – sedeoperativapuglia@tulime.org

 
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Pubblicato da su 12/05/2016 in Radic-arsi, Uncategorized

 

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