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La scuola d’italiano al Centro Astalli e Tulime

02 Ott

Nell’ambito del progetto di servizio volontario Europeo, promosso da Tulime Onlus e dal titolo WAAM- We are all migrants, abbiamo proposto ai nostri volontari di riflettere sul tema delle migrazioni e dell’accoglienza. I volontari stanno sperimentando la visita ai „luoghi dell’accoglienza” e, nello specifico, prestando i loro talenti agli utenti del Centro Astalli di Palermo.

Lilli, volontaria ungherese, ha studiato italiano per tanti anni nel suo paese e ha avuto già esperienza in Ungheria di insegnamento di italiano ad utenti stranieri del centro. Lasciamo la parola a Lilli che attraverso le sue parole ci descrive l’esperienza in termini sia pratici che umani.

Il centro di accoglienza per immigrati a Palermo, il Centro Astalli offre tanti servizi per loro che hanno bisogno. Colazione, doccia, dottore, avvocato, psicologo, sportello di lavoro, bazar (per i vestiti) e diversi corsi: corso di guida, corso d’informatica, doposcuola e la scuola d’italiano.

Quando immigrati la prima volta vengono al centro devono iscriversi per avere la tessera. Senza questa in teoria non possono usare i diversi servizi. Noi volontari dobbiamo compilare un modulo con i loro dati basilari e con una foto dopodiché vanno a fare l’ascolto. Raccontano il loro viaggio fino ad Italia, la loro storia, provenienza, se hanno lavoro e se parlano d’italiano. E poi, se voglio. Anche se non conoscono neanche una parola.

Corsi di diversi livelli ci sono: dall’alfabetizazione all’A1-A2. Più facile è la situazione nelle classi di A1-A2, però aiuta sempre quando gli studenti vengono da paesi dove parlano inglese o francese (io parlo solo inglese quindi in caso posso spiegare una cosa, una parola in inglese, ma il francese aiuta perché sono troppo simili con l’italiano visto che sono tutte e due lingue latine).

La sfida è grande. Sopratutto nella classe dell’alfabetizzazione: troppi livelli diversi, è più facile con la conoscenza di un’altra lingua – però abbiamo studenti che proprio non sanno scrivere, non conoscono le lettere. È difficile organizzare la lezione essendo attenti ai diversi livelli, sistemare i compiti e nel frattempo aiutare le persone analfabete.

Un dono però è che tutti loro sono entusiasti: vogliono seriamente imparare l’italiano. È un entusiasmo che nelle altre classi vedo molto più raro. Loro vogliono vivere veramente più felici, conoscere la lingua e la cultura del paese e trovare lavoro prima di tutto. Quindi frequentano quasi ogni giorno la scuola.

Vedere quanto sono felici e carini, ma soprattutto bravi e volenterosi: è un regalo per me!

La scuola, come sembra a me, è una storia di successo.

Lilli

 

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Pubblicato da su 02/10/2016 in Diario SVE, Uncategorized

 

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