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Giornata mondiale del rifugiato: lo spazio neutro di negoziazione

05 Lug

Quarto appuntamento del Forum RADIC-ARSI, svoltosi a Villa Castelli il 20 giugno in occasione del Word Refugee Day: ecco come si è svolto l’incontro!

Ogni incontro del forum Radic-arsi si costruisce dopo aver scelto un tema e un protagonista. Questa volta il tema è stato doppio e i protagonisti molti.

Abbiamo scelto di partire da un contributo che il presidente di Tulime ha lanciato dal suo blog: cosa si intende per spazio neutro di negoziazione? Per rispondere a questa domanda ci siamo rivolti a una giovane e tenace psicologa del nostro territorio, Sara Ciracì. Insieme a lei, in un secondo momento, abbiamo scelto di mettere in dialogo questo primo concetto con una ricorrenza carica di significato: il 20 giugno, la data del World Refugee Day, la giornata che le Nazioni Unite hanno scelto per sensibilizzare le genti di tutto il mondo al fenomeno di esodi e migrazioni. Forse un accostamento un po’ insolito, ma a rifletterci queste due nozioni risultano più vicine di quel che si possa pensare.

A inaugurare questa giornata di riflessione ci pensano i piccoli musicisti del Laboratorio Collettivo: organetti e tamburelli diretti dal maestro Pasquale accolgono gli ospiti del forum con le ‘pizziche’ tipiche della nostra terra: un benvenuto in stile nostrano. Subito dopo si entra nel vivo della discussione con l’intervento di Sara, che sceglie di analizzare in termini semantici le parole che compongono il nostro tema: cos’è lo spazio? Cosa si intende per neutro? Cos’è la negoziazione? Tutto questo dopo aver dato uno sguardo a ciò che il presidente Picciotto scrive a proposito su adoraincertablog.wordpress.com: «[…] terra di nessuno in cui incontrarsi nudi, privi di sovrastrutture, pronti all’ascolto e all’accoglienza».

Ad esempio, ripensando al tema delle migrazioni, cosa potrebbe essere lo spazio neutro di negoziazione? Non potrebbe forse essere uno spazio in cui persone provenienti da ambienti distanti ed eterogenei si incontrano per raccontarsi? Una zona neutra in cui si preferisce cooperare piuttosto che competere? In cui una stretta di mano vale più di mille parole? Un concetto più semplice a farsi che a dirsi.

L’intervento della nostra psicologa si focalizza poi sui concetti di comunità e partecipazione, intesi come aspetti legati al senso di appartenenza al territorio. ‘Partecipare’ è nella pratica una forma di attivazione che induce l’individuo a dialogare e confrontarsi, elementi riscontrabili anche nelle esperienze dell’associazionismo locale.

Si porta gradualmente la discussione sul concetto, strettamente legato ai primi due, di benessere. Il “ben-essere”, gradino più alto nel sistema dei bisogni dell’uomo, si relaziona alle variabili personali, all’autostima e al senso di responsabilità dell’individuo: se sto bene nella mia comunità, se mi sento partecipe di quello che accade attorno a me, se sto bene con me stesso, allora mi sento realizzato.

Il dibattito viene intervallato dalla proiezione del video “Saber, una storia che viene dal mare”, realizzato in occasione della Giornata mondiale del rifugiato da Tulime, Laboratorio Collettivo e Zorobar Videoproduzioni. Le immagini del video, gentilmente concesse dall’archivio del collettivo Zorobar, sono state girate fuori dal centro di permanenza temporanea eretto tra Oria e Manduria nel 2011 per far fronte all’emergenza seguita allo scoppio della primavera araba. Tra i vari clandestini incontrati in questo viaggio, abbiamo scelto di raccontare la storia di Saber, un ragazzo tunisino partito da Gerba e giunto a Lampedusa dopo 27 ore di viaggio, con la speranza di raggiungere suo fratello a Milano per riscattare la propria vita e quella della sua famiglia. Nel video non si racconta solo di Saber, si mostrano altre storie, altre testimonianze, si guarda alla vita quotidiana nel centro di accoglienza, alla Tunisia come terra in balia di miseria e ribellione. La proiezione termina con un interrogativo: “Sono migliaia i clandestini che ogni anno arrivano sulle coste italiane. Ognuno con un sogno, ognuno con la propria storia. Ogni storia non meriterebbe forse di essere raccontata?”.

Finita la proiezione, i nostri ospiti rimangono in silenzio. Nessuno pare voler commentare né condividere le proprie emozioni. Ma il silenzio dura poco. È Janzee a parlare, uno dei sei ragazzi della cooperativa L’ala, il centro di accoglienza per minori di Villa Castelli. Janzee ci racconta del suo viaggio, di un’odissea attraverso Iran, Turchia e Balcani, di una detenzione, di un rischioso viaggio in mare. Tutto questo a soli 12 anni. Dalle sue parole capiamo che la ricerca della libertà, a volte, è più importante della vita stessa. Un racconto forte, ancora più toccante, ancora più vicino. Il protagonista è qui al nostro fianco e trova la forza di sorridere.

Questa storia ci fa tornare in mente la “resilienza”, un concetto poco prima illustrato da Sara a proposito delle variabili psicologiche attraverso cui l’uomo fronteggia lo stress. Scopriamo allora che i nostri giovani amici sono “campioni” di resilienza, capaci di reagire positivamente al trauma di abbandonare la propria terra e i propri affetti.

All’interno dei forum Radic-arsi si cerca di attivare tavoli di discussione, provando a coinvolgere tutti i presenti nel dibattito, anche solo con un cenno della testa o con un sorriso. Alcuni scelgono di riflettere in silenzio, altri si aprono e condividono le loro sensazioni. L’importante è non lasciare nell’altro indifferenza.

Questo è stato il nostro spazio, se neutro e di negoziazione non saprei, magari passo dopo passo, magari poco alla volta lo potrà diventare, l’importante è oggi aver cominciato.

Associazione di Cooperanti Tulime Onlus – Sede operativa Puglia

Via Puccini, 1 Villa Castelli BR

sedeoperativapuglia@tulime.org

Tel. 3274991550

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Pubblicato da su 05/07/2016 in Radic-arsi, Uncategorized

 

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