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III Incontro: Hortocultural Therapy

12 Mag

Per il terzo appuntamento del forum Radic-arsi, la Sede operativa Puglia di Tulime Onlus ha ospitato la cooperativa L’infinito raggio di Ceglie Messapica. L’incontro si è svolto il 22 aprile 2016.

Il forum Radic-arsi nasce a Villa Castelli come momento aggregativo tra comunità e associazioni del luogo, con l’obiettivo di formare cittadini e cittadine partecipi di una società ideale in cui individualismo e sopraffazione lasciano spazio a una democrazia basata sulle pratiche della cooperazione. Dopo due incontri conoscitivi, all’interno dei quali si è illustrata la storia di Tulime attraverso i progetti finora realizzati, la sede operativa Puglia invita una realtà limitrofa a raccontare se stessa.

L’infinito raggio è una società cooperativa sociale onlus costituitasi nel 2015, impegnata nella gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e nello svolgimento di attività produttive finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati. Da ottobre la cooperativa ha intrapreso il progetto Hortocultural therapy con il contributo del Comune di Ceglie Messapica e del GAL Alto Salento. L’iniziativa mira al reinserimento terapeutico delle categorie deboli mediante il lavoro manuale su terreni coltivati, seguendo le modalità dell’agricoltura sociale.

All’incontro, accompagnati dall’amministratore e dallo psicoterapeuta della società cooperativa, sono presenti tre ragazzi del progetto Hortocultural Therapy. Nell’intento di iniziare un dialogo ragionato sull’argomento, sono poste loro alcune domande.

Vengono così spiegati i dettagli del lavoro della terra, i tempi della semina e del raccolto, l’origine del progetto, gli obiettivi finali. Nell’ascoltare queste risposte i volontari di Tulime colgono l’occasione per confrontare e mettere in comunicazione due realtà lavorative, quella messapica de L’infinito raggio e quella tanzaniana di Casa Tulime, attraverso diapositive e citazioni ad hoc.

Questo incontro, in linea con gli obiettivi del format Radic-arsi, muove il primo passo nella direzione della creazione di una rete tra realtà sociali legate da interessi comuni, mediante collaborazione attiva e interscambio conoscitivo.

La terra è bella, «bella da vedere e nostra», ci dicono. Ed effettivamente questo luogo un po’ loro lo sta diventando. Chi partecipa a Hortocultural Therapy si dona con dedizione e meticolosità al lavoro agricolo nel proprio angolo di felicità. L’entusiasmo è molto e la voglia di apprendere fa presto a diventare passione.

Come si svolge una giornata tipo? I ragazzi vengono accompagnati nell’orto dall’equipe della cooperativa  e a ognuno viene affidato un compito giornaliero: c’è chi pianta, chi innaffia, chi pulisce il territorio dalle erbacce, chi governa gli animali, chi accudisce i cani e chi le papere (c’erano anche delle galline, ma a quanto pare la triste favola della volpe si è ripetuta anche in quest’isola felice). Ai lavori di cosiddetto mantenimento si affiancano di volta in volta lavori nuovi, ad esempio la preparazione delle olive in salamoia, il lavoro in serra, il raccolto, la costruzione delle “sciaij” (i ripiani di canne usati per l’essicazione dei fichi o dei pomodori). Ognuno ha il suo pezzettino di terra e lo delimita come meglio crede, con pietre, asticelle o altro, ognuno ha il proprio spazio dove coltivare ciò che più desidera, ortaggi o fiori. Tra tanto entusiasmo sorge anche qualche piccolo malumore, legato perlopiù allo svolgimento dei compiti ingrati della campagna (come si dice, è uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo!).

Ma di chi è questa terra? Si tratta di un appezzamento confiscato alla mafia e inserito in un progetto di riqualificazione mediante il Comune di Ceglie Messapica. Una terra arida e abbandonata «sottratta alle mani sporche per darla a quelle pulite», sottolineano i ragazzi. I lavori sono iniziati in ottobre con la costruzione degli impianti idrici ed elettrici di cui il luogo era sprovvisto, necessari a renderlo agibile. Il terreno è stato preventivamente pulito, poi, grazie all’aiuto di un agronomo, si sono valutati gli spazi e si è passati alla semina. Sono state piantate circa tremila piantine, tra pomodori, legumi, melanzane e grano del Senatore Cappelli, tutto seguendo il ciclo naturale delle stagioni. I risultati sono eccellenti e la terra è fertile, l’orto è una piccola oasi, un luogo piacevole alla vista, non distante dalla cittadina e facile da individuare (a circa tre kilometri dal centro abitato, sulla provinciale che collega Ceglie a Cisternino).

E chiediamo allora, cos’è l’orto? È il luogo in cui si perpetua il ciclo della vita e dove l’uomo raccoglie i frutti del suo lavoro. In un senso più profondo, l’orto è il luogo in cui il soggetto recupera la sua autostima. L’uomo nasce dalla terra, attraverso il contatto diretto con essa egli recupera un elemento primordiale, recupera antiche tradizioni, si sente utile a sé e agli altri. Al di là del progetto di inclusione e recupero di soggetti “deboli”, Hortocultural Therapy mira soprattutto a un recupero interiore, allo stare bene con se stessi. Chi crede in questa azione crede anche che il lavoro sia utile a riacquisire la dignità di cittadino autonomo e ben pensante, a combattere lo stigma, il pregiudizio sociale radicato nell’uomo.

L’orto è anche un viaggio emozionale attraverso i colori, un susseguirsi di sensazioni e stati d’animo. Lo psicoterapeuta che accompagna i ragazzi si sofferma in questa descrizione: all’inizio del progetto la terra era brulla, secca, ora è viva, produttiva, ha assunto il tipico colore rosso della terra di Puglia. Il rosso è intervallato dal verde delle piantine che iniziano a germogliare, dal giallo del grano già alto nei campi. La gioia di vedere che la terra accudita inizia a dare i suoi primi frutti è essa stessa un colore.

Si chiede infine, qual è la pozione magica che usate? La risposta è unanime: l’amore, la passione, nessun pesticida.

Non a caso (o forse sì, solo per un caso) si sceglie la Giornata mondiale della terra per questo incontro, nella ferma convinzione che l’impegno e la devozione verso Madre Natura aiutino a essere uomini liberi, “Non costretti a lasciare la propria terra”.

Sede operativa Puglia, via Puccini 1 – 72029 Villa Castelli (BR)

Info: +39 327 4991550 – sedeoperativapuglia@tulime.org

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Pubblicato da su 12/05/2016 in Radic-arsi, Uncategorized

 

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