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“Devo gettare tutti i semi? Proprio strano questo fico d’india..”. Volontari in arrivo, culture a confronto

12 Nov

Qualche giorno fa sono arrivati a Palermo i quattro volontari che Tulime Onlus ospiterà nei prossimi nove mesi, nell’ambito del progetto SVE “Social Environment & Natural Environment… a European comparision”. Hanno viaggiato con bagagli che parlano dei loro paesi e della loro vite, e altrettanto ne hanno con loro da esser riempiti con pezzi di una nuova esperienza. Siamo curiosi di conoscerli, di accompagnarli e farci accompagnare lungo questo percorso di novità e cambiamento: si sentono voci nuove in sede, risate diverse, lingue diverse. Diversi ma uniti da una voglia di scoperta, di confronto e di impegno che sembra poter esser percepita già dai primi incontri e dagli abbracci che già si scambiano, dopo pochi giorni di convivenza. Ho avuto il piacere di iniziare ad ascoltare le loro storie, le motivazioni che li hanno spinti a partire, le loro paure, le loro passioni, le loro diversità. C’è chi già girovaga per la città, chi tiene a “personalizzare” la propria stanza, chi prova a pronunciare le prime parole in italiano, chi si è già appassionato allo street food palermitano e torna a casa con fumanti arancine, chi non ha perso tempo per andar a gettar una prima occhiata al mare. C’è qualcosa di estremamente magico e divertente in ogni nuovo incontro culturale, nei viaggi che uniscono uomini e donne: come quando c’è chi è già entrato in panico non sapendo che farne dei semini incontrati mangiando un fico d’india che gli viene offerto. Ti accorgi ad un certo punto che c’è chi li tiene silenziosamente in una mano, scartandoli pazientemente uno per uno… chi rumorosamente tenta di sminuzzarli con i denti…

Sono ragazzi nei quali mi rispecchio, non solo in quanto miei coetanei, ma per l’esperienza comune del Servizio Volontario Europeo che, per loro, è appena iniziata. In quanto loro mentore, mi auguro che essi possano sempre sentirsi quanto più liberi da timori, carichi di spirito di iniziativa, che possano imparare molto di nuovo e condividere quanto già sanno, che riescano sempre a ricercare la bellezza in tutto quello che fanno, che possano riconoscere un valore in ogni scontro e ogni confronto, in ogni fallimento e ogni traguardo raggiunto. Spero che possano accettare le proprie paure, trasformandole in potenzialità, in trampolini di lancio, in simpatici sprazzi di autoironia.

La cosa più importante che auguro loro, e a me in quanto tutor, di non aver timore delle proprie fragilità ma di presentarsi a tutti coloro che incontreranno (e incontreremo) lungo questa esperienza in tutta la genuinità e umanità che ogni uomo e donna porta come un dono da scoprire e riscoprire. Vi lascio alle loro di parole; il primo dono che ci fanno sono i loro pensieri. Fanny, Eray, Felix e Elena ci raccontano così l’inizio della loro avventura, anzi, delle loro avventure..

Giulia

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Sono venuta a Palermo perché mi sentivo persa nella mia stessa vita, perché ci sono tanti modi per vivere la nostra vita. Quindi, come devo scegliere il mio? Sono venuta qui per sperimentare un altro stile di vita (uno dei molti possibili) […]. Le persone qui sono rumorose, pronunciano frasi con una melodia che sembra canzone: se gli parli in inglese, loro rispondono in italiano. Guidano come matti … ma ad essere onesta, mi piacciono già. Sono sempre gentili con me, mi aiutano se ho bisogno di qualcosa e mi sento sicura quando attraverso la strada. Perché dietro questo caos c’è un sistema che si basa sulle persone, sulle loro relazioni.

Fanny (Ungheria)

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La vita ha sempre nuovi inizi e finali diversi. Le persone che hanno questa consapevolezza cercano sempre nuovi inizi. Palermo, è il mio inizio. Sono arrivato il 2 novembre […]. Osservando ogni istante, a tutte le ore. Al mio arrivo ero solo un po’ confuso, perché sapevo di star per iniziare una nuova vita. Questo non è facile, soprattutto per me: è davvero difficile andare all’estero per un cittadino non europeo. Nonostante tutto, eccomi qui! […] Ho alcune aspettative da questa magnifica esperienza SVE. Voglio conoscermi meglio, mi piacerebbe migliorare le mie capacità, imparare l’italiano, migliorare il mio inglese. Uno dei significati dello SVE è quello di sentirci più forti di prima nell’affrontare le difficoltà della vita. Mi auguro di condividere tanto con gli altri e di conservare tanti bei ricordi insieme a loro.

Eray (Turchia)

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Arrivato a Palermo. Affascinato e risvegliato guardo tutto dall’aereo; poi il rumore dell’atterraggio  e l’invito a scendere. Sono felice: provo una sensazione di piena soddisfazione che si evince anche dal mio volto. Sono entusiasta […] non credo di esser a Palermo! Lo stile è talmente diverso! Sono tanto stupito da non riuscire nemmeno a parlare. […]. Visito la Vucciria: non ho mai visto così tante persone in un posto solo.. è stupefacente…  e la città risplende di luci meravigliose! Le strade sono piene di cani randagi, tra il caos del traffico: un’immagine crudele. A Palermo ognuno guida come vuole, suonando il clacson nel  caos del traffico. Le case povere e le strade sporche si ergono  accanto a splendidi edifici storici: che strano che mi è sembrato tutto questo!

Felix- Levin (Germania)

La mia vita, il mio modo. Quando ho ricevuto la notizia di esser stata selezionata come volontaria in una organizzazione in Sicilia, non potevo crederci! Ho deciso di intraprendere questa avventura, ho sentito che dovevo riprendere il controllo della mia vita. E così ho fatto. I primi giorni a Palermo, avevo paura! Qui tutti guidano come folli, sembra non esista un limite di velocità. […] Sono così tante le cose diverse dal mio paese. Non posso crederci: ho sempre pensato che l’Italia e la Spagna fossero simili, come sorelle.
Dopo il caotico primo giorno, camminando per la strada, ho cominciato a notare delle diversità preziose. Gli italiani non ti negano mai il loro aiuto, e hanno sempre un sorriso sul volto: è una città dove c’è sempre calore. Dovunque cammino trovo sempre una foto perfetta per Instagram, per non parlare della storia enorme che ti avvolge! Ogni giorno questa città caotica mi piace sempre più: sento di aver fatto la scelta giusta  a venir qui. Sono sulla mia strada.

Elena (Spagna)

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Pubblicato da su 12/11/2014 in Diario SVE

 

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