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Dall’ Italia alla Tanzania, Tulime piange il suo maestro Madiba

13 Dic

Ringraziamo il Signore per gli amici e i buoni maestri. Fra questi ultimi, ne abbiamo sempre riconosciuti soprattutto due: Julius Nyerere e Nelson Mandela. Abbiamo perso il primo nel 1999, oggi commemoriamo il secondo grazie alle parole del nostro amico Giorgio che, dalla Tanzania, riesce a comunicarci le emozioni e lo stato d’animo delle comunità africane e soprattutto degli abitanti di Pomerini.

All’indomani della commemorazione di Nelson Mandela da parte dei “grandi della Terra”, infatti, ci piacerebbe ricordare anche noi Nelson Mandela con le parole ed i ricordi di chi è nato e cresciuto “accanto” a lui.

 

“Nelson Mandela, definito quale figlio della nazione e padre del popolo Sud Africano, si è spento lo scorso 5 Dicembre, alla veneranda età di 95 anni, nella sua casa di Johannesburg dove era sotto cura per un’infezione polmonare.

 

Madiba, come è stato chiamato amichevolmente dal suo popolo, è stato un strenuo oppositore del regime dell’apartheid e un fiero combattente contro le ingiustizie e le violenze perpetrate dal regime razziale dell’apartheid in Sud Africa. Durante la sua vita, Mandela non ha lottato soltanto per i diritti della maggioranza nera del suo paese ma è stato, attraverso la sua azione politica, uno dei promotori della libertà di tutti gli individui oppressi in Africa. La vita di Mandela è stata costellata da successi e da grandi delusioni. Gli ostacoli insormontabili che ha dovuto superare non hanno mai piegato la sua tenacia e forza volontà. I 27 anni che il leader dell’ ANC ha forzatamente trascorso nella prigione di Robben Island fino al 1990, anno della sua liberazione, invece di piegare la sua tenacia hanno accresciuto la sua fama di uomo dai saldi valori morali e sospinto la sua azione politica.

Nel 1994, in ragione del suo impegno, Mandela è stato infatti premiato dalla popolazione Sud Africana che lo ha eletto primo presidente Africano della nazione.

 

Il Sud Africa sta ancora piangendo e commemorando il suo leader e liberatore. Altri paesi nel mondo, in ragione dei rapporti intessuti da Mandela durante il suo iter politico, lo stanno commemorando. Tra questi la Tanzania sta ricordando Madiba. La morte del leader Sud Africano è stata compianta da uomini politici, organi ufficiali della nazione e dalle persone comuni, che ho incontrato a Pomerini e dintorni. Il presidente della Tanzania Kikwete ha dichiarato, a tal proposito, tre giorni di lutto, a partire dal 6 Dicembre e, in ricordo dell’ex leader dell’ANC e del Sud Africa, ha definito Mandela quale un fiero, coraggioso, rivoluzionario e resistente eroe. I rapporti tra Mandela e la Tanzania sono stati da sempre duraturi. Per combattere l’abolizione del regime dell’apartheid, Mandela ha infatti chiesto sin da subito l’aiuto del presidente Julius Nyerere nel 1961, quando è stato autorizzato dall’ANC a creare l’ala armata del partito. Nyerere, pur non condividendo la linea politica anti-cinese dell’ANC, ha permesso la fondazione di uffici a Dar es Salaam nel 1961 e, successivamente, nella zona di Morogoro. Aree di addestramento per i futuri combattenti dell ANC furono infatti create anche all’interno della regione di Iringa, nei pressi del villaggio di Kihesa’mgagao.

In questi giorni di lutto, molti abitanti di Pomerini, quando ho chiesto loro cosa pensassero della dipartita di Mandela, mi hanno più volte ribadito la grandezza del leader Sud Africano ricordando due episodi, che sono ormai impressi nella loro memoria. Il primo è stato il riconoscimento dell’”Order of the Torah of Kilimanjaro of the Second Class”, ricevuto da Mandela e Nyerere, in ragione delle loro pregevoli azioni. Ancora più che questo premio, molti mi hanno raccontato di quando il presidente Sud Africano ha visitato il distretto di Kilolo, quale forma di ringraziamento per il supporto che gli abitanti della zona hanno concesso ai soldati dell’ANC lì stanziati.

 

Nonostante la morte di Nelson Mandela, le parole “Let Freedom reign (in South Africa). God Bless Africa”, da lui pronunciate in più di una occasione, continuano a riecheggiare nella memoria di molti africani chissà ancora per quanto tempo.    

 

Giorgio Brocco”Immagine

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Pubblicato da su 13/12/2013 in Uncategorized

 

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