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“Guarda con attenzione: una suola di scarpa e un piede nudo…”

24 Nov

La parola che penso meglio descriva il primo periodo dei volontari Sve qui in Tanzania, presso il villaggio di Pomerini, è “scoperta”. Affinchè tutto ciò che è Africa possa entrarti dentro è necessario un approccio quasi “infantile”, come un bambino che per la prima volta esce alla scoperta di ciò che lo circonda. Scoperta delle strade del villaggio, scoperta di coloro che ogni giorno le percorrono, scoperta dei luoghi di incontro, scoperta del tempo variabile, scoperta di coloro che vivono più vicini alla casa che ci ospita, scoperta dei tanti modi in cui si può comunicare.

"Guarda con attenzione: una suola di scarpa e un piede nudo..."

Le nostre prime attività riguardano quindi una prima comprensione di tutto quello che ci circonda. Allo stesso tempo si iniziano a fare i primi passi verso l’apprendimento della lingua: credo che lo sforzo nel comprendere e farsi comprendere nella lingua locale possa essere un buon mezzo di mediazione e vero incontro… si farà certo un pò di fatica, ma la soddisfazione di vedere un sorriso alle prime frasi incerte in swahili conferisce un senso a questo stesso impegno.

Al fine di pianificare le nostre prime attività, riguardo il tema albinismo-disabilità, abbiamo incontrato i ragazzi della Secondary School di Pomerini, al fine di somministrar loro dei questionari (in inglese e swahili) sui suddetti temi. Misurare e riflettere sulla percezione e la conoscenza di queste problematiche significa portare avanti un lavoro di pre-fattibilità, al fine di individuare i temi sui quali ci si deve maggiormente concetrare nel momento in cui, al momento della riapertura delle scuole secondarie, porteremo avanti la nostra campagna di awareness raising.
Al contempo, i volontari Sve si stanno concentrando nell’organizzazione di un evento che avrà luogo il 3 Dicembre presso la stessa Secondary School di Pomerini, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità. I volontari sono stati inseriti così nelle attività logistico-organizzative, dato i temi delle attività nelle quali sono stati inseriti (sostegno alle attività del centro disabili Nyumba Ali e nelle attività riguardanti il progetto albini). Durante l’evento tre albini provenienti da Ilula prenderanno parte all’evento: ad essi verranno consegnati dei regali quali occhiali da sole, creme solari, cappelli e generi alimentari. I volontari sono stati inoltre coinvolti nelle attività di pubblicizzazione dell’evento, attraverso visite alla Primary School dei villaggi di Pomerini, Msengela, Masege, Ukumbi, Kitowo e Ngongwa, poichè 35 bambini per ogni scuola saranno invitati alla Giornata della Disabilità e vi contribuiranno con canzoni e recite riguardanti i temi dell’inclusione dei soggetti affetti da disabilità fisica e mentale e la lotta alla discriminazione di quest’ultimi e degli albini in quanto considerati nel paese, veri e propri disabili.
Al momento presente i volontari Sve si stanno concentrando sull’organizzazione del contributo che i bambini della Primary School di Pomerini offriranno; i volontari stanno nel frattempo lavorando all’analisi dei suddetti questionari, oltre che alla pianificazione delle prime attività riguardanti il progetto Mani d’Africa.
Questo è quanto sta succedendo a Pomerini al momento. Aspettiamo di mandarvi altre foto, altre notizie, altri aggiornamenti, altri scatti di vita.

"Guarda con attenzione: una suola di scarpa e un piede nudo..."

Anche io, Giulia, mi trovo qui e adesso. E’ la prima volta che visito la Tanzania, e l’Africa Sub-Sahariana in generale. L’Africa ti spiazza, ti mette a nudo: hai bisogno di tempo per poterla comprenderla e sopprattutto per potere comprendere come tu stesso, personalmente e intimamente, ti poni nel rapporto con essa. Ognuno vi trova molto della propria vita passata e presente, ognuno con la propria diversità la vive a suo modo. Guardando le donne pensi al tuo essere donna, guardandole portare quei grandi pesi sulla testa, in equilibrio, per una lunga strada, pensi a tutte quelle volte che ti sei lamentato perchè le cose non andavano secondo i tuoi piani; giocando con i bambini portatori di disabilità pensi all’importanza che un sostegno continuativo ricopre in un contesto tanto differente; guardando continui sorrisi e saluti gentili pensi a tutte quelle volte che hai risposto con un grugnito per un niente; vivendo il tempo che passa, molte volte lentamente, ripensi a tutte quelle volte che non hai nemmeno fatto caso al tempo che passava, perchè solo il pensiero ti dava ansia. Semplicemente fluendo con la vita che passa, scandita da luce e buio, si potrebbe anche pensare di mettere da parte il nostro delirio di onnipotenza; riscoprendo la pazienza. Io sto trovando così un altro modo di vita: c’è molto di misterioso nel modo in cui il tempo passa, molto di curioso nel modo in cui gli altri ti guardano passare per le strade del loro villaggio. Mi chiedo ancora, ogni volta, cosa stiano pensando. Poi, all’improvviso una delle mie compagne di esperienza mi fa notare che sulla strada, vicine, sono presenti due impronte: una suola di scarpa e un piede nudo. Questo conferisce un pezzetto di quel significato, di quei significati, che sto ancora costruendo. Il tempo di vera comprensione non sarà breve, e in fondo non voglio nemmeno che lo sia.

– Giulia

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Pubblicato da su 24/11/2013 in Diario SVE

 

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