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Run to Kenya… Nairobi torneremo!

01 Ott

Pochi giorni prima dell’inizio del torneo, previsto per il 26 di settembre 2013, la Federazione Africana annuncia che due squadre, la Nigeria e la Namibia, si sono ritirate a causa delle mancanza di soldi e che la competizione è stata accorciata di alcuni giorni, dal 1 al 5 di ottobre, con 4 squadre femminili: noi Tanzania, Sud Africa, Ghana e Kenya. Quando si ritirano dalle competizioni delle squadre è sempre un fatto negativo per lo sport, perché come dice il saggio, più si è, meglio è! Dopo una breve consultazione interna allo staff e con le ragazze, abbiamo comunque deciso di partire per la data stabilita di partenza, il 22 di settembre (anche perché i biglietti del bus erano già stati comprati e la guest house mezza pagata…) e di usare il tempo guadagnato prima dell’inizio del torneo per allenarci e provare il campo in erba sintetica, che noi qui in Tanzania non abbiamo e che le ragazze non hanno nemmeno mai visto. Insomma, abbiamo deciso di sfruttare la situazione che si era venuta a creare, a nostro vantaggio per poter ancora allenarci e migliorare prima dell’inizio del torneo, organizzare qualche partita amichevole con delle squadre keniote, sicuramente ad un livello più alto del nostro e quindi una buona opportunità di confronto per noi.

a RUN TO KENYA...AGAIN!

Per cui, il 22 di settembre, siamo partite alla volta di Nairobi con il mitico bus della Spider Video, che a vederlo così da fuori avevo i miei dubbi che arrivasse a Nairobi tutto intero (e infatti dopo Arusha il vecchio bolide ci ha abbandonato in mezzo alla strada, ma per fortuna ci ha pensato l’autista a rimetterlo in carreggiata in men che non si dica). Dopo solo 18 ore di viaggio, siamo arrivati in quel di Nairobi, pioggia e freddo ci hanno accolto. Iniziamo bene.. Di notizie dell’attentato però non ce né arrivata nessuna, e nemmeno abbiamo avuto percezione per quello che abbiamo visto per le strade, che la situazione fosse pericolosa. Siamo andate a dormire tranquille, stanche ma felici di essere finalmente arrivate a Nairobi e pronte per iniziare ad allenarci il giorno dopo. Quando, però, la mattina dopo ci siamo svegliate, alla tv in guest house abbiamo avuto visto quello che era successo nel frattempo a Nairobi.

Un gruppo fondamentalisti islamici provenienti dalla Somalia, con il nome di Al-Shaabab, responsabile di guerriglie ed attacchi terroristici contro il governo somalo, e affiliato ad Al-Quaeda, hanno sferrato un attacco armato nel centro commerciale di Westgate nel Westland, una delle zone più benestanti della capitale e frequentato molto da stranieri e ricchi kenyoti. La zona dove è avvenuto l’attentato è abbastanza distante dal campo e da dove alloggiamo noi, però per motivi di sicurezza il primo giorno non ci hanno fatto uscire dalla guest house e l’allenamento è stato cancellato. Subito ho ricevuto una chiamata dalla Federazione di Hockey del Kenya, che ha organizzato il torneo: “E’ meglio che state dentro oggi, c’è tensione in città, vediamo se domani la situazione migliora potete fare allenamento al campo”. Per cui il primo giorno a Nairobi lo abbiamo passato in guest house, a guardare quello che succedeva fuori, alla televisione passavano immagini di gente morta e ferita, telegiornali di tutto il mondo che parlavano dell’attacco terroristico avvenuto poche ore prima. Un fermo immagine alla tv che riprendeva il fumo che usciva dal centro commerciale, sono salita sul terrazzo della guest house, e quel fumo lo visto li, sembrava meno distante da come ce lo avevano descritto. Nelle ore successive, le notizie hanno continuato a susseguirsi , il numero di morti e feriti continuava a salire ma ancora i terroristi erano barricati nel centro e non si sapeva quante persone avessero in ostaggio.

Il giorno seguente, martedì 23 settembre, e mercoledi 24 abbiamo avuto il permesso di uscire dalla guest house e abbiamo fatto allenamento regolarmente, senza particolari problemi ne senza la sensazione di essere in pericolo o che la situazione per le strade fosse pericolosa.

volta nella loto vita le ragazze hanno visto un campo di hockey in erba sintetica, e nemmeno ci hanno mai giocato sopra. Il campo che c’è a Dar es Salaam è in pietra e sabbia, un campo difficile che rende praticamente impossibile utilizzare tutte le tecniche di tiro e di passaggio dell’hockey. E’ per questo che le ragazze non sanno utilizzare molti colpi e il loro livello tecnico è molto basso. Per cui i primi due allenamenti li abbiamo dedicati all’apprendimento di tecniche base dell’hockey e sulla preparazione di aspetti anche tattici. L’approccio al campo nuovo è stato abbastanza disastroso, non essendo abituate, è come se avessimo dovuto iniziare un po’ d’accapo partendo dall’ ABC dell’hockey. Pole pole le cose sono migliorate, anche le ragazze hanno iniziato a prendere fiducia con il nuovo contesto e qualche miglioramento si è iniziato a vedere già dopo i primi allenamenti.

Nel frattempo l’attacco terroristico continuava ad andare avanti, con notizie più o meno chiare sulle dinamiche; alla tv hanno continuavano a trasmettere le immagini dell’attacco, i terroristi sono rimasti blindati dentro il centro commerciale facendo saltare in aria delle macchine nel parcheggio fino a mercoledi 24, quando l’esercito ha fatto irruzione e li ha uccisi. Molte persone sono morte o rimaste ferite nell’attacco, tra cui anche alcuni bambini, e il numero ancora non si è stabilizzato.

Proprio mentre arrivava la notizia che i terroristi erano stati uccisi e sembrava che tutto fosse finito, è arrivata la notizia che non ci aspettavamo e che ci ha lasciato di stucco: LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE E LA FEDERAZIONE AFRICANA DI HOCKEY HANNO DECISO DI POSTICIPARE IL TORNEO A DATA INDEFINITA (PROBABILMENTE A FINE OTTOBRE)IN SEGUITO ALL’ATTACCO TERRORISTICO AVVENUTO A NAIROBI INQUANTO IL LIVELLO DI SICUREZZA DELLA CITTA’ E DEL PAESE NON è ABBASTANZA ALTO PER PERMETTERE LO SVOLGIMENTO DEL TORNEO. INOLTRE LA NAZIONE INTERA E’ IN LUTTO, OGNI MANIFESTAZIONE SPORTIVA E’ STATA SOSPESA.

E’ stata una batosta, in quel momento è stato come se tutto il lavoro fatto finora fosse andato perso, come se il sogno si fosse infranto. Sono stati pochi minuti però, poi il pensiero è stato al dopo. Tutto sommato la competizione è stata rimandata, mica cancellata, per cui nulla tutto è ancora da giocare. Certo, la stanchezza di mesi di lavoro, sul campo e fuori, alla ricerca di soldi per portare la squadra a Nairobi, si fa sentire. Ma non è questo il momento di mollare, questo evento non ci voleva, ci ha fatto cadere, ma ci dobbiamo rialzare e andare avanti, e guardare al nostro obiettivo, che è partecipare all’Africa Cupo f Nation. Questo è quello che ci siamo detti io e Magan, assistente allenatore e team manager (in due ricopriamo tutti i ruoli cercando di aiutarci e dividerci il lavoro di allenatore, team manager, dottore, fisioterapista, addetto stampa etc..). Ed è quello che abbiamo detto alle ragazze quando abbiamo dato loro la notizia. Alla loro domanda “ma ci torniamo veramente a Nairobi a giocare? Adesso che succederà?” quello che ho risposto loro è che continueremo ad allenarci e la Tanzania ci sarà al torneo, sarà difficile perché nel frattempo i soldi che abbiamo usato per la trasferta a Nairobi li abbiamo “persi”, però ho dato loro la mia parola che ci avrei provato, di nuovo, a cercare aiuto per la squadra. A loro ho chiesto di continuare ad impegnarsi sul campo, e di continuare a credere al nostro sogno, che tutto si sistemerà. Due giorni dopo abbiamo preso il pulman per tornare a Dar, prima abbiamo ancora avuto il tempo di fare un paio di partite amichevoli con delle squadre locali che ci ha permesso di testare il nostro livello di gioco.

Le partite le abbiamo perse, ma le ragazze si sono impegnate e hanno visto quanta strada dobbiamo ancora fare per poter giocare ad un buon livello. Alla fine, la trasferta è servita a noi per allenarci e giocare, anche questa esperienza ci ha insegnato ha vedere il buono in tutte le cose che succedono. Alla fine non tutto il male vien per nuocere, no? Per cui, noi non molliamo e a Nairobi ci ritorniamo!

RUN TO KENYA...AGAIN!

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