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Essere albini in Tanzania, la storia di Vitus

23 Apr

Questo post è dedicato alla memoria di Vitus, un uomo tanzaniano di 44 anni, affetto da albinismo, che era entrato, a partire dal novembre 2012, all’interno del progetto albini, promosso da Tulime nel distretto di Kilolo. Quando i volontari di Tulime lo hanno incontrato per la prima volta, Vitus già recava sul proprio volto i segni di un male incurabile.

Vitus e il progetto Albini di Tulime

Il tumore alla pelle di cui era affetto era stato, sicuramente, causato dall’esposizione continuativa ai raggi del cocente sole africano a cui Vitus era costretto a sottoporre la sua pelle quando andava a lavorare nei campi nei pressi di Magome, villaggio in cui risiedeva. L’agricoltura, infatti, era l’unica fonte di sostentamento per lui e per la sua famiglia, composta da sua moglie e da sei figli. A rendere purulenta la ferita, che copriva metà del lobo
destro, erano inoltre state le cattive condizioni igieniche in cui viveva e il berretto di lana con cui cercava
di proteggere la lesione. Nonostante avesse bisogno di indossare gli occhiali da sole, era impossibilitato ad
usarli per il lancinante dolore che provava quando la stanghetta laterale degli occhiali entrava in contatto con
la ferita.

La vita di Vitus è stata segnata dalla povertà, dalla mancanza di lavoro e dalla fame. Ciò che però la rendeva
ancora più difficile era la consapevolezza di non essere stato in grado, malgrado gli enormi sforzi, di donare
ai suoi giovani figli e a sua moglie una esistenza migliore della sua. E’ indelebile ancora il ricordo di quando
ci ha raccontato tutte le passate traversie per ottenere delle cure. Mai domo e con l’unico pensiero rivolto
alla sua famiglia, questo uomo si era barcamenato fra i luoghi del servizio sanitario tanzaniano al fine di
trovare un rimedio in grado di poter alleviare le sue sofferenze e per potere continuare a lavorare nei campi.
Prima si era recato alla Diocesi di Iringa, inseguito all’ospedale Muhimbili di Dar es Salaam in cui lo staff
medico, pur avendolo classificato con un paziente affetto da cancro alla pelle, gli aveva proposto di rimanere
in città per un’altra settimana in attesa del ritorno del capo reparto. La mancanza di denaro non gli aveva
però permesso si prolungare il costoso soggiorno in città. Dopo questo tentativo, si era rivolto all’ospedale
regionale di Iringa per essere inserito all’interno di una speciale lista di persone albine, affette da cancro alla
pelle l quali avrebbero ricevuto cure farmacologiche all’interno del reparto di dermatologia dell’ospedale
KCMC (Kilimanjaro Christian Medical Centre) di Moshi.

Quando i volontari di Tulime e Frà Paolo hanno incontrato Vitus per la prima volta subito si sono adoperati,
data la gravità della situazione, a far ricoverare l’uomo in un ospedale di Dar es Salaam, chiamato Ocean
Road Cancer Hospital, specializzato nelle cure oncologiche. A nulla sono serviti, purtroppo, i cicli di
chemioterapia a cui i dottori dell’Ocean Road hanno sottoposto Vitus. Alla fine, e’ deceduto tra l’affetto dei
suoi cari nel suo villaggio natale.

E’ doveroso adesso assicurare ai suoi figli il sostentamento e un’istruzione adeguata, alcune delle ragioni per
cui Vitus, non curante della sua pelle bianca, andava tutti i giorni a coltivare la terra.

di Giorgio Brocco

Il progetto Albini di Tulime onlus: cerchiamo oculisti per la Tanzania

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2 commenti

Pubblicato da su 23/04/2013 in Dalla Terra Rossa

 

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2 risposte a “Essere albini in Tanzania, la storia di Vitus

  1. Rosa

    03/05/2013 at 09:07

    Per me lui è stato il chiaro esempio di “forza di VIVERE”, sopportazione del dolore inconcepibile… Kwhaeri Vitus
    Asante
    Rosa

     
  2. Francesco

    08/05/2013 at 14:07

    Non l’ho conosciuto personalmente. Il suo esempio mi illumina e mi mortifica nello stesso tempo.

     

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