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Tanzania, la disabilità non è una barriera, abbatti la discriminazione

03 Dic

A distanza di qualche mese dalla mia precedente esperienza africana, venerdì 23 Novembre mi sono ritrovata a rivendicare il diritto, per persone affette da disabilità, a non essere discriminati (tutta la fotogallery QUI)

I compagni in questo caso erano i nostri volontari SVE (Servizio Volontario Europeo) mentre ad organizzare l’evento ci hanno pensato gli amici di Call Africa, un’organizzazione italiana che lavora con servizi ai disabili, anche nella zona dove siamo noi, a Iringa.

Luca e Silvia sono qui con Call Africa e, insieme ad operatori locali, hanno avviato e gestiscono il centro Sambamba, un centro diurno per bambini disabili con programmi di fisioterapia individuali oltre poi a organizzare interventi di sensibilizzazione e integrazione, come quello al quale siamo stati invitati a partecipare noi di Tulime. L’albinismo essendo considerato in Tanzania una disabilità, Call Africa ci ha invitato a dare testimonianza del nostro progetto e ad unirci al grido “Ulemavu Sio Kikiwazo – Tokomeza Unyaanyapaa”, ovvero “La disabilità non è una barriera, abbatti la discriminazione”, stampato su vivaci magliette rosse che due dei nostri volontari hanno anche vinto!

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Venerdì pomeriggio un camioncino è arrivato alla stazione degli autobus di Ipogolo, carico di
musica e un’allegra squadra di volontari tanzaniani. Qui la musica e il ballo riescono a comunicare meglio del più strutturato comizio. E così, a poco a poco, una folla di curiosi, passanti, venditori, viaggiatori in attesa del loro dalla dalla (autobus locale) si è radunata sotto il palco.

Su quello stesso palco ci siamo saliti anche noi “tulimiani” accompagnati da Laiza, una collaboratrice di
Mawaki (l’associazione partner tanzaniana con cui portiamo avanti i nostri progetti qui, in questa parte di
mondo) e da Eric, l’uomo affetto da albinismo da cui ha avuto origine il Progetto Albini.

Emozionati e un po’ imbarazzati da tutte quelle facce che erano lì, attente e curiose, ad ascoltarci abbiamo
raccontato quello che è stato fatto fin ora. Ovviamente la parte danzante non poteva mancare e alla fine
della testimonianza siamo stati invitati, a nostra insaputa, a ballare davanti a centinaia di occhi curiosi e divertiti nel vedere alcuni wazungu cimentarsi nel ballo.

L’imbarazzo iniziale è svanito come la polvere di quella affascinante stazione e il divertimento ha preso il
sopravvento. Il nostro messaggio è stato: non discriminiamo gli albini! Il colore della pelle non può fare nessuna differenza! Noi siamo insieme, tutti insieme”

Passione e voglia di rivendicare “diritti universali”: questo ha unito e unisce il nostro lavoro con quello di Call
Africa, per questo, ancora una volta ringrazio Luca e Silvia per averci dato “spazio” e divertimento!

– Rosa

CALL AFRICA: http://www.lafricachiama.org (Associazione italiana a cui afferisce “Call Africa in Tanzania)

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