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Il racconto di Gaia, della scuola di Costacciaro

30 Nov

Lo scorso venerdì 23 novembre, in mattinata, noi alunni della “Efrem Bartoletti” di Costacciaro, sia
della Scuola Primaria che della Secondaria di I grado, abbiamo avuto un incontro con una coppia
della Tanzania, Lucy ed Efrem Mazengo, e con Andrea Cardoni, vicepresidente dell’Associazione
Tulime Onlus di Roma, che ci faceva da interprete. Questo incontro è stato organizzato perché
l’ISC di Sigillo, dal 2008, attraverso l’insegnante Caterina Moscetti, collabora con l’Associazione
Tulime per realizzare dei piccoli progetti nei villaggi della Tanzania. I coniugi Mazengo, infatti,
vengono da Pomerini e fanno parte dell’Associazione Mawaki che è la gemella di Tulime in
Tanzania. Questa cooperazione internazionale tra le due associazioni è iniziata dieci anni fa e il
primo piccolo progetto realizzato è stato quello di piantare degli alberi. Oggi gli alberi sono
cresciuti e il legname è utilizzato in una segheria che è stata impiantata con un altro progetto di
cooperazione. L’intento è quello di preparare gli abitanti del villaggio ad essere autosufficienti ed
autonomi nello sviluppo economico sostenibile. Noi italiani raccogliamo dei fondi e i tanzaniani in
cambio ci offrono i loro prodotti, come borse, vestiti e uno scambio culturale ed umano. L’incontro
con Lily ed Efrem Mazengo è stato svolto anche a Sigillo, con gli alunni della Scuola Primaria e
Secondaria di I grado. Quando i due coniugi sono venuti a Costacciaro, innanzitutto, ci hanno
ringraziato per tutto quello che abbiamo fatto per loro e poi noi ragazzi abbiamo cominciato a
rivolgere delle domande. Ci hanno raccontato che a Pomerini ci sono circa 6000 abitanti ed essere
così tanti è molto importante per i lavori agricoli. La maggior parte coltiva la terra manualmente,
mentre i contadini più facoltosi hanno degli animali. Essi coltivano soprattutto patate e lavorano
tutti insieme. Anche i bambini che, quando tornano da scuola, aiutano attivamente. Per curarsi
usano delle piante specifiche, mentre per concimare usano fertilizzanti naturali. L’Associazione
Tulime ha anche insegnato l’apicoltura ed da poco i contadini hanno iniziato questa attività. Le loro
case sono costruite con il bambù o con la terra; i tetti sono fatti di erba, ma durante le piogge, non
piove in casa perché gli abitanti intrecciano la parte che costituisce il tetto in modo così fitto e
particolare da renderlo impermeabile all’acqua. In una casa vivono 4 o 8 persone (praticamente
come noi!). Professano tre religioni: il 75% sono cattolici, alcuni luterani e pochi mussulmani. Il
piatto tipico di Pomerini è una sorta di polenta bianca, a base di farina, condita con verdure, mentre
nella vita di tutti i giorni gli abitanti mangiano soprattutto carne di pollo. Tradizionalmente il grano
viene macinato con degli attrezzi appositi per ricavare la farina per cucinare la polenta. Il Natale è
festeggiato stando tutti insieme e scambiandosi dei regali, come per esempio una gallina. La Messa
dura circa 5 ore, ma la maggior parte del tempo lo passano cantando, suonando dei tamburi e degli
strumenti come le maracas e ballando. Gesù è raffigurato in croce, ma con i tratti che sono propri
delle persone di colore. L’evangelizzazione del villaggio di Pomerini è iniziata nel 1964, anno in
cui la Tanzania è diventata indipendente. I bambini hanno un doppio nome: uno tratto dalla Bibbia
e uno nella loro lingua. Le lingue parlate sono due: lo shwaili e l’inglese, perché in passato la
Tanzania è stata una colonia del Regno Unito. Con i soldi ricevuti dai vari sostenitori, gli abitanti
ricavano delle borse di studio per i ragazzini che non possono permettersi di studiare, perché quasi
tutte le scuole sono a pagamento. Il denaro viene anche utilizzato per acquistare attrezzi agricoli,
come le zappe. Queste vengono usate anche dai bambini perché a scuola hanno degli orti che
devono coltivare per ottenere i prodotti da mangiare a mensa. Questo incontro è stato molto
interessante perché ha permesso di conoscere un mondo molto diverso dal nostro e ci ha fatto
riflettere sul nostro modo di vivere.

Gaia, classe 2^C, Scuola Secondaria di I grado “Efrem Bartoletti” di Costacciaro

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