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Un bancomat in Tanzania (lo schiocco di Silvia)

30 Ago

Se perdi il portafoglio in Tanzania e dentro c’è il bancomat cosa fai? Non esiste un numero di emergenza per bloccare la carta. Niente. Specie se è sera e le banche sono chiuse,  speri nella fortuna e vai al primo posto di posto di polizia per denunciare l’accaduto. No al secondo. No al terzo.

Nel primo posto non c’è nessuno.  Nel secondo dicono che non si può fare la denuncia senza il foglio firmato dalla banca che testimonia che possiedi davvero un conto. E chi non andrebbe alla polizia alle 9 di sera a raccontare di aver perso un bancomat inesistente di un conto inesistente.

Nel terzo, l’ennesima casetta semivuota e immersa nel buio, il responsabile è un ragazzo seduto fuori in un angolo buio, quasi invisibile. Ci avviciniamo per chiedere informazioni.  Dice che è sufficiente aver dichiarato a voce lo smarrimento: se dovesse accadere qualcosa nella notte, a nome della nostra amica africana da parte di qualche malintenzionato,  non ci sarebbero problemi… l’essersi presentata in due posti di polizia è sufficiente. Non un pezzo di carta rilasciato. Solo le parole di un poliziotto che il giorno dopo sarebbe disponibile a testimoniare per te. Ma siamo proprio sicuri? Ma l’ha vista proprio bene quella persona?? Saprebbe riconoscerla dopo averla vista 5 minuti, per di più al buio? In questo caso, perdonate il facile umorismo, essere neri non aiuta…

Decidiamo di andare alla quarta stazione di polizia. A differenza delle altre è piena di fermento. Addirittura delle donne poliziotto. Ad un certo punto esce un maggiore e visti due mzungu  (bianchi), si appresta a chiederci rapidamente di cosa abbiamo bisogno, facendoci saltare la fila. Gli indico la nostra amica, che,  pur essendo africana,  è in nostra compagnia per cui ha la priorità. Il maggiore intima ai suoi sottosposti:  “Sbrigatevi, non vedete che state facendo aspettare degli stranieri? Hanno altro da fare!!”.

Così, nel giro di poco, viene fatta finalmente la denuncia. Andiamo a dormire… Il giorno dopo ci tocca un’ora di fila in banca per bloccare il conto nel frattempo riturare i soldi. Poi di nuovo alla polizia. Per pagare 500 scellini e ritirare il documento di denuncia.

E poi la nostra amica dovrà tornare di nuovo in banca con questo documento per avviare le procedure di rifacimento delle carte. Insomma una storia infinita…e anche questa è Africa!

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Pubblicato da su 30/08/2012 in Dalla Terra Rossa

 

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