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2 giugno: la lettera a Napolitano di Tulime onlus

02 Mag

Presidente.

la pace è l’unico valore veramente rivoluzionario perché costringe a ripensare tutte le categorie del vecchio mondo che è stato costruito sulle macerie delle guerre. Essere costruttori di pace, costruire relazioni di amicizia e di condivisione con popoli lontani (come fa da oltre dieci anni la nostra associazione) oggi significa obiettare al sistema di guerra e alle spese militari che la guerra comporta.

Noi vogliamo essere cittadini ispirati alla Costituzione italiana, scritta subito dopo il secondo conflitto mondiale, e proprio per questo tesa al ripudio della guerra stessa. Lo dice l’articolo 11. E’ la stessa Costituzione che ci indica come la nostra Repubblica sia fondata sulla forza del lavoro. Lo dice l’articolo 1. In mezzo, tra l’articolo 1 e l’articolo 11, ci sono 10 articoli fondamentali della nostra carta costituzionale, su altrettanti valori fondanti: la giustizia, la libertà, la salute, l’educazione, ecc. Questo significa che i lavoratori devono costruire le condizioni per la dignità della vita di tutti coloro che vivono nel nostro paese, e che la guerra (e la sua preparazione) è l’unico vero disvalore da espellere per sempre dal contesto sociale e civile.

Per tutto questo noi non comprendiamo perché la Festa della Repubblica, che ricorre il 2 giugno, venga celebrata con le parate militari, la sfilata della armi, la mostra degli ordigni bellici. E’ una contraddizione divenuta ormai insopportabile. Questo è il ripudio della Costituzione,non della guerra.

Se per il nostro Paese è arrivato veramente il momento per cambiare, per il prossimo 2 giugno chiediamo che a sfilare siano le le forze del lavoro, i sindacati, le categorie delle arti e dei mestieri, gli studenti, gli educatori, i cooperanti e i volontari, gli immigrati, i bambini con le madri e i padri, le ragazze e i ragazzi del servizio civile. Oggi sono queste le forze vive della Repubblica. Anche grazie alla nostra esperienza di cooperanti in Tanzania possiamo ricordarle che già un presidente della Repubblica, Julius Nijerere per la sua uscita dalla vita politica fece sfilare i maestri al posto dell’esercito.

A lei, Presidente della Repubblica chiediamo di sostituire la parata militare del 2 giugno, anche per rispettare la necessità di risparmio economico (l’anno scorso costò quasi 10 milioni di euro) con una serie di inviti ai giovani disoccupati e i pensionati come rappresentanti del popolo italiano in sofferenza. E’ un vero e proprio scandalo che mentre si impongono pesanti sacrifici a tutti, il Parlamento ed il Governo abbiano confermato l’enorme spesa di oltre 10 miliardi di euro per l’acquisto dei cacciabombardieri F35.

Ci impegniamo ad interpellare le autorità civili delle nostre città, sindaci, prefetti, consiglieri comunali, deputati, affinché sostengano questa nostra proposta, scrivendo anche lettere ai giornali e diffondendole nei luoghi di lavoro. Il 2 giugno con le nostre associazioni vogliamo celebrare l’Italia che “ripudia la guerra”: dove possibile organizzeremo delle sfilate dove i cittadini disarmati innalzeranno i cartelli con l’articolo 11 della Costituzione.
I volontari e i cooperanti di Tulime onlus

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