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La storia di Daliu: incarcerato in Zambia

08 Feb

Zhang Daliu, un carpentiere cinese di 46 anni non avrebbe mai immaginato di ritrovarsi dietro le sbarre di una prigione zambiana, dove sovraffollamento e condizioni igieniche pessime la fanno da padrone. Questo però è quello che è accaduto al signor Daliu e altri tre artigiani di nazionalità cinese ai quali aspetta una pena che va dai 15 anni ai lavori forzati fino al possibile ergastolo perché incolpati di atti sessuali, dietro compenso economico, con minori. L’accusa viene dal procuratore di Luanshya, una cittadina nella provincia del Copperbelt, in Zambia.

L’accaduto ha provocato uno scandalo che ha visto la comunità locale accusare anche le ragazze di aver ceduto alla prostituzione in così tenera età.

Non è da trascurare però il problema della povertà e della disperazione che spinge le giovani donne a prostituirsi; da quando l’ex presidente Chiluba svendette, nel 1997 (periodo in cui vi fu una vasta privatizzazione delle miniere zambiane), la miniera di rame di Luanshya ad una
compagnia indiana la popolazione assistette ad un progressivo peggioramento delle condizioni socio economiche. Appena tre anni dopo 6000 minatori persero il lavoro e la situazione portò sul lastrico centinaia di famiglie di Luanshya.

Nel 2009 quando la compagnia cinese China Non-Ferrous Metals Mining Group acquisì la miniera la maggior parte della popolazione di Luanshya viveva in situazione di povertà e questa nuova cessione avrebbe potuto significare maggiori posti di lavoro, peccato però che il nuovo gruppo
portò con se lavoratori dalla Cina.

Poco meno di un decimo della popolazione cinese presente in Africa vive proprio nello Zambia; si stima siano presenti circa 80.000 cinesi su un totale di 925.000 che popolano l’intero continente africano.

Contrastanti sono le opinioni a riguardo dello scandalo. C’è chi come Mary Mumba, una casalinga zambiana di Luashya, dichiara di comprendere in parte le motivazioni che spingono le giovani donne a concedersi agli uomini cinesi, essendo quest’ultimi gli unici ad avere il portafoglio pieno.
C’è anche però chi non ci sta ad accettare questo modo di affrontare le difficoltà, Gift Mulenga, un minatore zambiano che incolpa genitori e mariti di queste giovani donne di non fare nulla per fermare questo scandalo.

L’accaduto apre una finestra sugli stupri che purtroppo, in questo Paese dell’Africa sub-sahariana, negli ultimi anni sono aumentati vertiginosamente e che, cosa ancora più triste, coinvolgono anche maestri, agricoltori, fautori della medicina tradizionale e poliziotti a testimonianza di una pesante instabilità sociale del Paese.

A tal proposito il NGOCC (Non Governmental Organizations Coordinating Council), il coordinamento delle ONG presenti sul territorio, ha previsto un incontro nazionale nel quale discutere le modalità per affrontare il problema.

(tradotto da Rosa)

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Pubblicato da su 08/02/2012 in Segnalazioni

 

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