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Nepal – Gli sfrattati e i costruttori di Kathmandu

03 Feb

C’è chi costruisce e chi va via. Chi vive dove costruisce e chi scappa da dove vive.  Gli sfrattati e i costruttori. Kathmandu sta vivendo questa situazione. E’ di ieri la notizia del nuovo piano di sviluppo del governo che prevede l’eliminazione di un vasta area e la demolizione di una serie di edifici (comprese cliniche e stazioni di servizio). Le autorità stanno cercando di espellere migliaia di occupanti abusivi senza terra: questo potrebbe portare ad un’esplosione di violenza a Kathmandu.

 Per gli sfrattati “si tratta di una situazione di vita o di morte “, ha detto Saru Magar che ha vissuto nel centro della città per oltre 30 anni. “Siamo estremamente preoccupati per le famiglie, soprattutto i bambini, le donne e gli anziani. Non hanno assolutamente nessun posto dove andare “, ha detto Lajana Manandhar, direttore della ONG Lumanti che ha fornito supporto legale agli occupanti. Sono a rischio circa 40 insediamenti dove vivono circa 20.000  persone. “Il governo dovrebbe immediatamente sospendere gli sfratti fino a che non può garantire che le delocalizzazioni di occupanti abusivi siano rispettati”, ha scritto Human Rights Watch il 20 gennaio in una lettera indirizzata al Governo. L’organizzazione umanitaria chiede di non eseguire gli sfratti violando i diritti umani: “gli sgomberi forzati sono  una violazione fondamentale del diritto internazionale“, scrive l’organizzazione. Invece il governo ha comunicato lo sgombero tramite i giornali, senza nessun avviso di sfratto agli occupanti, né una proposta di una sistemazione alternativa.

“Chi ha visitato Kathmandu solo 20 anni fa stenta a ritrovarla, chi c’è passato negli anni ’70 o ’80 pensa di essere finito in un altro posto. Ha difficoltà a ritrovare i luoghi,  un tempo da favola (Swayambhu, Bodha, i tanti Tole della città vecchia) e oggi compressi fra scatole di cemento“. Questa è Kathmandu, capitale del Nepal, vista da Enrico Crespi nel suo blog. “In pochi anni – continua Crespi – è cambiata fisionomia della città, alle case che raggiungevano al massimo quattro piani inizia ad essere affiancato qualche grattacielo e si continua a costruirne“.

Rajendra Chaudhary, 18 anni, è uno degli "Young Builders" che vive dove costruisce, a Kathmandu. Fotografato da Phurpu Tsering Gurung.

 I costruttori, appunto. Costruiscono qualcosa che fino a poco tempo fa era vietata in Nepal: i grattacieli. E li costruiscono  i ragazzi, giovanissimi. Costruiscono sogni di altri sulla terra degli sfrattati. Vanno via dai villaggi rurali lontani dalla città appena finiscono le scuole e vanno a Kathmandu dove si ritrovano a vivere nei cantieri dove lavorano.

Link

La lettera di Human Right Watch al governo nepalese 

Irisnews http://www.irinnews.org/report.aspx?ReportID=94778

Il blog di Enrico Crespi 

“The young builders” di Phurpu Tsering Gurung

“I bambini dei mattoni”, un video di Sagarmatha TV

Il progetto di Tulime in Nepal, nella scuola di Chhaling

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Pubblicato da su 03/02/2012 in Segnalazioni

 

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3 risposte a “Nepal – Gli sfrattati e i costruttori di Kathmandu

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