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Radici

20 Gen

RADICI

“Se nu te scierri mai delle radici ca tieni rispetti puru qiuddre delli paisi lontani..”– Sud Sound System, ‘Le radici ca tieni’)

Non è semplice decidere di andar via da casa, soprattutto quando hai appena 18 anni. Significa rinunciare agli affetti, alle abitudini che fino a quel momento hanno scandito la tua vita, per rimettere tutto in discussione e ripartire da zero.

Quando ho deciso di trasferirmi a Roma sapevo, dentro di me, che da quel momento sarebbe cambiato tutto, e che probabilmente nel mio paese ci sarei tornata sempre più di rado, approfittando di quei pochi momenti di vacanza che mi sarebbero stati concessi. Così è stato per sei lunghi anni.. Con il tempo la vita nella Capitale si è fatta  più intensa, più frenetica, e le occasioni per poter tornare a Villa Castelli (il mio paese natale) sono diventate sempre più sporadiche; così, quando riuscivo a liberarmi dagli impegni, tornavo in Puglia per qualche giorno, con un solo, grande bisogno: quello di trascorrere un po’ di tempo con la mia famiglia. In questa condizione di nomadismo perenne, il rischio maggiore è quello di perdere lentamente tutti i contatti con ciò che fino a poco prima ha rappresentato parte integrante della tua esistenza. Mi riferisco non solo a persone, ma anche a luoghi, tradizioni, profumi ed a quant’altro si possa adorare del posto in cui sei nato e cresciuto.

Alla luce di quello che intendo raccontarvi, credo che questa premessa sia doverosa. Sperando di trovare le parole giuste, cercherò di descrivere tutto ciò che di magnifico ho vissuto durante le recenti vacanze natalizie…

Per chi non lo sapesse, chi scrive è una msafiri (una viaggiatrice) che qualche mese fa ha avuto il privilegio non solo di conoscere Tulime, ma anche di affrontare, con tale associazione, un viaggio consapevole sul meraviglioso altopiano della Tanzania. Un viaggio che, come ho già detto più volte, intendevo fare da diverso tempo, e che ha letteralmente rappresentato, per me, un importante punto di svolta.

Il mio amore per l’Africa e, con esso, la voglia di conoscere una cultura così incredibilmente diversa dalla nostra, affondano le ragioni in radici lontanissime, profonde ed inconsce al tempo stesso. Se, prima dell’estate, tutto questo rappresentava per me una pura utopia, da qualche mese si è trasformato in un vero e proprio sogno ad occhi aperti, in una realtà di cui ormai riesco a definire forme, confini, colori, emozioni. E’ soprattutto per questo che, al rientro in Italia, ho deciso di continuare a collaborare con Tulime, così da poter mantenere un forte filo conduttore con quella terra dalle mille contraddizioni. E’ per questo, inoltre, che ad ottobre 2008 sono diventata responsabile di Masege, uno dei villaggi che Tulime ha “adottato” in questi anni.

Un impegno che mi ha riempito di gioia e spaventato al tempo stesso, ma che sono riuscita ad affrontare nella maniera più serena di questo mondo, grazie soprattutto alla complicità che si è venuta a creare con Cinzia Cardoni e Rosa Spalatro, responsabili, come me, di Masege.

Per ragioni puramente logistiche, durante i primi mesi abbiamo cercato di pianificare eventi e raccolte di fondi sul territorio romano. Sentivo, però, la necessità, oltre che la voglia, di condividere quest’ esperienza con la gente del mio paese. Non nascondo che, inizialmente, questa scelta sia stata dettata dalla consapevolezza che in Puglia avrei potuto contare sull’aiuto della mia famiglia e di tutti i miei amici. Evidentemente, però, non sapevo ancora che, in realtà, questo aiuto lo avrei ricevuto dall’intero paese, senza esclusione alcuna. Così, nel mese di novembre, mi sono recata a Villa Castelli, principalmente per comunicare le mie intenzioni al sindaco (Francesco Nigro) ed al parroco (don Lorenzo). Entrambi hanno mostrato un profondo interesse nei confronti di tutto ciò che Tulime si propone di realizzare, garantendomi il totale supporto qualora avessi deciso di organizzare eventuali raccolte di fondi sul territorio. Così è stato…e devo ammettere che i risultati di questo lavoro sono andati ben oltre le mie più rosee previsioni.

Senza dilungarmi troppo, questo è quello che è successo nel mio piccolo paese dal 20 dicembre al 4 gennaio u.s.:

  • 20 dicembre: MOSTRA WASAFIRI, nella sala consiliare del Municipio: il primo grande appuntamento, la prima occasione per “coltivare” concretamente.. In una serata all’insegna della solidarietà, della riflessione, dell’incontro tra culture diverse, io e Cinzia ci siamo ritrovate, con il cuore che batteva all’impazzata, a parlare dell’obiettivo della mostra e, soprattutto, dell’amore che spinge noi tulimiani a dedicare parte delle nostre giornate per questa causa. Grande l’entusiasmo, grande l’approvazione ed il supporto ricevuto da tutta la gente che vi ha partecipato.

Io, il Sindaco e Cinzia

  • Sempre il 20 dicembre, nell’ Auditorium Teresa Russo della scuola elementare di Monteiasi (in provincia di Taranto), gli alunni della V C, sapientemente guidati dalla maestra Anna Maria Castelli (la madre di una mia carissima amica), hanno presentato uno spettacolo dal titolo: “Il viaggio della solidarietà”, un contributo volontario per gli amici di Masege.
  • 21-24 dicembre: durante la novena di Natale, la sottoscritta ha avuto l’onore di partecipare ad uno spettacolo per bambini delle scuole elementari, nella parrocchia S. Vincenzo de’ Paoli, dal titolo: SOGNANDO MASEGE. Uno spettacolo, questo, interamente ideato e realizzato da don Lorenzo, con la preziosa collaborazione di Leonardo Sarcinella. Il ricordo di quello che è venuto fuori da questa simpatica drammatizzazione mi fa ancora sorridere di cuore.. Don Lorenzo ha deciso di dipingere la sua faccia di nero, interpretando il ruolo di un medico africano (dottor Teo) che lavora in Italia da ormai qualche anno.. In una giornata come tante, dottor Teo si trova a chiacchierare con un suo giovane paziente, un bambino di nome Carletto (interpretato da Gabriele Cavallo).. Durante la chiacchierata, i due si addormentano, per poi ritrovarsi nel sogno.. Un sogno che, di giorno in giorno, li accompagna nei posti che hanno scandito l’infanzia del giovane dottore, e di cui quest’ultimo non riesce più ad apprezzare il senso. Gli impegni, il lavoro, l’occidentalizzazione della sua vita e del suo modo di pensare lo hanno tristemente allontanato dal vero senso delle cose. Con l’aiuto di Carletto e di fra’ Pappina (un frate italiano- interpretato da Leonardo Sarcinella- che vive da anni in Tanzania), dottor Teo riesce pian pianino a guardarsi dentro, ed a rendersi finalmente conto di quanto sia assurdo vivere in maniera così superficiale. Quanto a me, don Lorenzo ha deciso di farmi interpretare il ruolo di Giovanna, la fidanzata di dottor Teo, che in Africa c’era stata e che quell’ Africa ha potuto raccontarla a tutti i meravigliosi bambini che ogni mattina sono venuti ad assistere allo spettacolo. Il tutto è durato ben nove giorni.. Di giorno in giorno la recita si è concentrata su una parola, un oggetto, un posto della Tanzania.. TWENDE (andiamo), USIKU MWEMA ( buona notte), Lukani (uno dei villaggi dell’altopiano di Iringa), IBARIKI (benedici), MILULU (fibre vegetali che vengono intrecciate per creare dei cestini… chi ha la fortuna di conoscere Teresia sa perfettamente di cosa sto parlando..!), ELIMU (istruzione).. Sei parole, le cui iniziali hanno composto, l’ultimo giorno, la sigla TULIME, con tutto il senso che è racchiuso in questo congiuntivo esortativo dal significato ormai noto…
  • 23 dicembre 2008: la Giunta Municipale di Villa Castelli ha deliberato l’elargizione di un contributo straordinario di 1000 euro a favore di Tulime, per l’acquisto dell’ambulanza, aderendo al progetto: “Un passaggio per la vita”.
  • 29 dicembre: grazie alla generosità del sindaco, la mostra Wasafiri è stata replicata, sempre nella sala consiliare del Municipio, e questa volta in occasione del concerto della corale M. Immacolata di Villa Castelli.
  • 1 gennaio: don Lorenzo ha deciso di destinare tutti i soldi raccolti durante l’offertorio a Tulime.
  • 3 gennaio: la maestra Maria Semeraro ha organizzato una recita con i suoi alunni, i ragazzi della V C della scuola elementare di Villa Castelli.. Una rappresentazione in vernacolo, tenera e divertente al tempo stesso, in occasione della quale la maestra Semeraro ( a cui esprimo la mia più sincera gratitudine) ha deciso supportare concretamente Tulime, organizzando una raccolta fondi nel bel mezzo dello spettacolo. Ricavato: 145 euro!

In tutto questo entusiasmo generale è arrivato un punto in cui a stento riuscivo a farmi un’idea dettagliata del ricavato.. Solo nel momento in cui mi sono recata alle Poste, ho “scoperto” che la cifra raggiunta aveva dell’incredibile: 5544 euro..! A tal proposito, mi permetto di ringraziare tutti coloro che hanno supportato concretamente i nostri progetti, compreso un uomo dal cuore grande (che preferisce rimanere nell’anonimato) che ci ha donato 500 euro.

Sono giorni che provo a scrivere questa relazione, ed ogni volta mi vedo costretta a rinunciarci, temendo che un resoconto così didascalico impoverisca l’immenso significato di tutto questo. La mia più grande paura è che il tutto si riduca ad una scarna enunciazione di cifre, o peggio ancora ad uno squallido bilancio economico. Quello che più conta, per me, è il meraviglioso risvolto umano che c’è dietro, è la consapevolezza di aver parlato di Africa con gente che ha saputo ascoltarmi ed ha voluto darmi una mano. Più delle offerte in denaro e dei gadgets venduti, ciò che resta nella mente ( e che credo rimarrà per sempre) è quell’atmosfera magica che tutta questa gente mi ha permesso di vivere. Rimane, in sostanza, il ricordo dei miei racconti, lo sguardo delle persone, i sorrisi dei bambini, le cose dette e condivise, i pianti di gioia e di commozione.

A Villa Castelli, oggi, la gente sa che in Tanzania c’è un villaggio che si chiama Masege, che a Pomerini c’è un uomo straordinario che si chiama Fra’ Paolo, che Mazengo è la guida più in gamba del mondo, che Teresia fa dei cestini perfetti, che papà Kizito è un sarto eccellente e che Upendo significa AMORE. Sempre a Villa Castelli, i bambini hanno imparato a dire Jambo per salutare, ed Usiku Mwema per dare la buona notte ai genitori.

A Villa Castelli c’è una parola che echeggia da qualche giorno, e che ogni giorno si arricchisce di volti e storie. Questa parola è Tulime..

Un altro seme è stato piantato, e continua a crescere indisturbato in un piccolo paesino della Puglia. Nel terreno già si vedono le sue RADICI.. Riesco a riconoscerle.. Sono le mie.

– Giovanna

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2 commenti

Pubblicato da su 20/01/2009 in Eventi per coltivare...

 

2 risposte a “Radici

  1. marino

    25/04/2012 at 14:03

    Jambo Giovanna, ho letto con molto interesse la tua storia, sono rimasto molto affascinato per come ti sei prodigata e messa a disposizione di un popolo grandioso e ricco di sani principi come la Tanzania, ti fa molto onore, a te ma anche a tutti i cittadini di Villa Castelli. Ti auguro buon lavoro e tanta fortuna.

     

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