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Ma il cielo è sempre più blu – Tulime’09

08 Dic

Oltre ad essere un grande uomo politico, Nelson Mandela è anche un grande intenditore di musica. Nel 1990, riferendosi a Nkosi sikelel’iAfrika (quello che è poi diventato l’inno nazionale sudafricano), disse che le grandi canzoni erano capaci di scalare le montagne e superarle.

“Ma il cielo è sempre più blu” è senz’altro una di quelle canzoni di cui parlava Mandela. Perfetta nelle parole e semplice negli accordi, questa canzone di Rino Gaetano è molto di più di una semplice canzone. Come tutte le grandi canzoni, è una di quelle che quando la senti, vorresti che non finisse mai e che sapere che Rino ne ha scritta una seconda parte ti fa piacere, perchè vuol dire che non finisce mai. E’ una di quelle canzoni che non fa fatica risentire di nuovo: non è mai banale, mai scontata o noiosa, non è mai la stessa che hai sentito la volta precedente. Ogni volta ci puoi trovare un significato nuovo e un motivo nuovo per godertela.

La scelta di Tulime di accompagnarsi a “Ma il cielo…”, che negli ultimi anni è tornata sempre più attuale, è stata una sorta di tributo a quel tipo di musica universale alla quale appartiene questa canzone. Rino è andato oltre il tempo, oltre i continenti. Contiene tutti gli elementi di una canzone africana, sia nei suoni che nelle parole. È una canzone africana perché se la ascoltate bene sentirete distintamente dei ritmi africani. Perché è come fosse un coro gospel che viene dalla terra, dal basso, ma che s’innalza verso l’alto ogni volta che Rino urla il ritornello, o quando graffia con le ultime strofe. È una canzone che urla una rabbia amara e insieme sarcastica, scanzonata, ma anche politica e tremendamente profonda. È come fosse una palla impazzita che rimbalza continuamente tra il riscatto e la rassegnazione, tra la speranza e la tristezza: gli stessi sentimenti che si provano vivendo nei villaggi tanzaniani dove coltiviamo.

Di questa canzone, Tulime ne ha fatto un calendario, pubblicato sul sito di Repubblica, e che è possibile acquistare al prezzo di 5 euro, nel quale attraverso le fotografie scattate lo scorso agosto vengono rappresentate, nei dodici mesi, dodici strofe di questa canzone. Quelle che meglio rappresentavano la realtà dei villaggi tanzaniani dei progetti di Tulime. Con la vendita di questo calendario inizia la vendita dei regali buoni per Natale e come tutti i regali natalizi che propone Tulime, è un regalo doppio: uno per la persona che lo riceve, e l’altro le persone che animano e lavorano ai progetti di Tulime in Tanzania.

“Ma il cielo è sempre più blu” non è solo un calendario: è anche un video, prodotto in tre versioni. Lo spot del calendario della durata di 42 secondi pubblicato sul canale Youtube (“Coltiviamo”) e sul gruppo Facebook dell’associazione.

Il video vero e proprio presentato in anteprima intercontinentale al IV Miting Nazionale di Tulime e dei villaggi il 6 dicembre scorso.

E poi il classico video del backstage delle immagini prese per realizzare il video: i canti del popolo wahehe, dei bambini dell’asilo di Lukani, della scuola di Masege, le risate di Novetha piccola e le “papere” dei protagonisti (tanzaniani e italiani) del video si fondono con la canzone di Rino.

Non solo: “Ma il cielo… “ sarà anche un’asta! Durante il pacchetto turistico organizzato lo scorso agosto da Tulime, i ragazzi che hanno partecipato al viaggio sono stati coinvolti in una “jam session” artistica con i bambini dell’asilo di Pomerini. Con i colori a dito hanno impresso le loro impronte sui cartelloni colorati trasformando l’asilo in una bolgia di mani, piedi, guance e vestiti completamente ricoperti di colori. Il risultato di questo divertente pandemonio sono, appunto, le opere d’arte che verranno messe all’asta: il ricavato andrà al finanziamento del progetto “Un passaggio per la vita”, per l’acquisto di un’ambulanza per i villaggi dell’altopiano, nonchè la possibilità, con 50 euro, di far accedere i bambini malati di AIDS dei villaggi alle cure gratuite messe a disposizione del governo solo all’interno degli ospedali che sono a 50 km di distanza dai villaggi.

La canzone di Rino è molto di più di una semplice canzone. Chissà che effetto gli deve aver fatto veder cantare e condividere una sua canzone da gente tanto lontana nel tempo e nello spazio… Asante sana, Rino!

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