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Un ricordo della terza cena Nyumba Yangu

Il 30 luglio si è tenuta la terza cena di Nyumba Yangu – cene solidali in giardino. La serata è stata dedicata al progetto Udzungwa Heroes  (in Tanzania), illustrato nel corso della serata tramite il collegamento skype con la sede di Tulime Puglia.

Il menù, a base di pesce, prevedeva meravigliosi piatti con ingredienti a Km0 e cucinati dalle mani esperte e fantasiose di Veronica.

Ecco alcune foto della serata:

Ci vediamo a settembre con la prossima cena!!

 

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Occasione di SVE in Romania (Arad) di lungo periodo (8 mesi) con il Progetto Odeon. 2 posti disponibili con ente di invio Tulime Onlus

Tulime onlus è alla ricerca di 2 volontari (un uomo e una donna) da inserire all’interno del progetto Odeon. Si tratta di un progetto di Servizio Volontario Europeo, previsto dalla Key Action 1 del Programma Erasmus Plus. 

Tulime Onlus sarà ente di invio dei volontari selezionati verso la Romania, presso la città di Arad, per prender parte all’esperienza SVE di lungo periodo della durata di 8 mesi  a partire dal 3 settembre 2016.

L’ambito del progetto è quello dell’educazione sessuale, dell’educazione alla salute e della sensibilizzazione-informazione sul tema. I volontari saranno coinvolti in tutte le fasi di preparazione, realizzazione, valutazione e diffusione delle attività previste dal progetto e godranno del contributo di esperti durante gli incontri dello staff progettuale.

Per candidarsi mandare CV e lettera motivazionale al seguente indirizzo: info@tulime.org entro e non oltre il 10 agosto

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Tre giorni a Dar Es Salaam

Francesca C. ha 25 anni e svolge in questi mesi un tirocinio con Tulime Onlus nell’ambito del progetto Ulisse. Studia Comunicazione e Pubbliche Amministrazioni e, insieme ad Alessandro, si sta occupando di raccogliere materiale fotografico e video per la realizzazione di piccoli reportage.

Ecco il racconto della sua trasferta a Dar Es Saalam, in compagnia del nostro coordinatore Stefania e degli altri volontari, in occasione di un market nella turistica SlipWay per la vendita dei prodotti Mani d’Africa.

L’esperienza della vendita dei prodotti di “Mani d’Africa” merita di essere raccontata e ovviamente non so’ da dove cominciare. Partirò dalla fine, la permanenza di tre giorni a Dar Es Salaam mi è costata due bacinelle di bucato al ritorno, ma ripartirei anche subito.

Il viaggio per me, Stefania ed Elisa è iniziato venerdì 22 alle 7:00 del mattino, qui a Pomerini era ancora buio e un freddo pungente ci ha dato il “buongiorno” appena abbiamo messo piede fuori casa. Mr. Mazengo, con il suo sorriso e buon umore, ci ha accompagnate alla stazione dei bus di Iringa. Abbiamo fatto giusto in tempo a fare colazione e comprare scorte di cibo per il viaggio di minimo otto ore verso Dar, in questi casi capisci perché le persone del posto dicono “pole” quando fai sapere che devi partire.

Siamo salite sul bus alle 9:00, questa volta abbiamo preso il “Deluxe”, uno dei più veloci e comodi; avendo i posti assegnati, io sono capitata vicino ad un signore che non ha sorriso neanche un secondo, figurarsi rivolgermi la parola, ed era intento a guardare appassionatamente una telenovela africana che trasmettevano in TV il cui volume era talmente alto che non sono riuscita ad evitare pianti ed urla disperate nemmeno con le cuffie e la musica dell’Ipad. Man mano che ci si allontanava da Iringa abbiamo iniziato a sentire caldo e l’intero pullman ha tolto i vari strati di abbigliamento, onde evitare di morire squagliati. Durante una delle due soste dai tempi disumani (5 minuti la prima e 10 la seconda) ho comprato una sorta di frittella di pane e due sambusa con carne macinata e cipolle, buone da morire, specialmente se mangi carne ogni due settimane.

Siamo arrivate a Dar alle 18:00, non vedevo l’ora di scendere dal bus perché il bambino seduto dietro di me aveva fatto i bisogni un’ora prima e ho pensato che sarei morta soffocata o divorata dalle mosche.

Dopo aver recuperato un taxi siamo arrivate in hotel, questa volta non il “Safari Inn” ma un altro gestito da indiani e con il punto a favore di essere vicino al “Mamboz”, il mio ristorante preferito (approfondirò questa parte in stile Trip Advisor” fra qualche riga). Prima di cena abbiamo fatto una doccia rigenerante, con acqua calda corrente, siamo uscite nel caldo notturno della città (che apprezzi in maniera smodata dopo aver patito il freddo di Pomerini). Quindi torniamo al “Mamboz”, questo fantastico posto che la mattina è un’autofficina e la sera diventa ristorante è gestito da una famiglia di indiani molto attenta ai conti e a ciò che fa il personale (sorvegliato da mille telecamere). Il cibo viene cotto sopra delle griglie enormi in cui cucinano masala chicken, spiedini di manzo e pesce, inutile dire che ho fagocitato carne come se non ci fosse un domani.

Una volta finita la cena siamo tornate in hotel a riposare per qualche ora, la nostra sveglia ha suonato alle 2:00 del mattino, e ancora assonnate siamo andate all’aeroporto a prendere Alessandro e Nicolò. L’attesa è durata fino alle 4:30, poi siamo ritornate in hotel come degli zombie e abbiamo dormito per le restanti ore della notte.

La seconda sveglia è suonata alle 7:30, dopo una colazione abbondante abbiamo preso un taxi che ci portasse allo “Slipway”, l’hotel/centro commerciale in cui c’era la fiera. Bastano pochi chilometri per rendersi conto della differenza di ambiente: non si vedevano più persone per la strada, solo case enormi e cancelli altissimi. Lo “Slipway” era in linea con questo stile.

Abbiamo fatto tre rampe di scale ripidissime con i borsoni della merce siamo arrivate alla piazzetta in cui stavano allestendo gli stands; la nostra sistemazione è stata abbastanza travagliata perché la nostra vicina di stand non si è smossa di un millimetro, quindi è stata soprannominata “la Sfinge” per ovvie ragioni.

Dopo aver allestito abbiamo fatto i turni per ispezionare la piazzetta, mi ha ricordato vagamente quella di Porto Cervo, piena di portici e negozi di lusso, infatti anche i prezzi erano europei.

I ragazzi ci hanno raggiunte a metà mattinata perché erano sfiniti dalla notte precedente, così siamo potute andare a mangiare nel ristorante lì vicino.

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Le vendite non sono state molto soddisfacenti, ma credo che questo sia da mettere in relazione con il caldo afoso e gli orari di apertura/chiusura del mercatino: dalle 9:00 alle 18:00, improponibili per lo shopping estivo.

L’articolo più venduto è stato il jenga. Verso l’ora di chiusura è arrivata una famiglia delle Mauritius a risollevare le nostre sorti economiche e sono riuscita vendere un top ad incrocio ad una delle ragazze, il che non è stato affatto semplice visto il mio inglese italianizzato, la soddisfazione è stata alle stelle.

Siamo rientrati in hotel al tramonto, infatti le persone che vivono sulla strada si stavano organizzando per la cena. Dopo una meritata doccia abbiamo raggiunto Stefania che era in riunione con Noveta, la nottata si è conclusa al “Mamboz” con una cena poderosa.

La domenica è iniziata prestissimo, siamo arrivati alle 7:00 alla stazione dei bus e dopo aver scansato vari porta valige improvvisati ci siamo rimessi in viaggio per Iringa.

Il secondo “viaggio della speranza” è stato peggiore del primo, i sedili erano di marmo e la mia schiena ha iniziato a chiedere pietà dopo sei ore in cui l’autista non ha superato i 50 km/h.

Siamo arrivati ad Iringa alle 18:00, qui ci ha accolte Mr Mazengo con il suo sorriso smagliante e il suo modo di fare stile “Take it easy” o “hakuna matata”; abbiamo fatto un po’ di spesa al mercato e poi siamo finalmente tornati a casa Tulime.

Il fine settimana si è concluso con una pizza squisita offerta dai frati, non l’ho fotografata perché la fame ha preso il sopravvento.

In conclusione sono crollata appena la mia testa ha preso contatto con il cuscino, sazia ed estremamente soddisfatta dalla mia gita in città e dal ritorno alla vita bucolica

Francesca C.

 

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La prima domenica

Altre impressioni e racconti dal villaggio di Pomerini e da Elisa, una delle nostre tirocinanti.

Prima domenica al villaggio di Pomerini, con Alice e Stefania decidiamo di andare in Chiesa per la messa delle 8:30, penso sia un buon modo per conoscere le persone del villaggio e per farci conoscere. Arriviamo e veniamo accolti da tutti i fedeli che cantano l’alleluia.  Donne e uomini siedono separatamente; Fra Nicola inizia l’omelia in swahili, quando i fedeli ridono ridiamo anche noi, ma purtroppo non capiamo niente. La messa dura circa due ore (e su questo non farò commenti), è molto movimentata con i ragazzi della scuola secondaria (dai 13 ai 19 anni) che cantano e ballano. Al termine della messa facciamo qualche commissione e poi Stefania e Alice mi accompagnano a casa di Mama Eunice ; è giusto condividere con voi gioie e dolori di questa esperienza in Tanzania.  A casa di Mama Eunice ci vado perché ho deciso (inconsapevole della semitortura alla quale mi stavo per sottoporre) di fare una di quelle acconciature che qui portano le ragazze. Dolore a parte è stata una bella giornata. Il lavoro per le treccine è durato circa 5/6 ore e per pranzo mi hanno invitata a rimanere a casa con loro; abbiamo mangiato tutti assieme, ma proprio tutti, comprese le galline con i loro pulcini, ci sediamo sopra una stuoia e il pranzo viene messo al centro.  Mama Eunice ha preparato ottimo Ugali con brodo di carne, carote, cipolle e spinaci. Ci laviamo le mani con acqua calda prima di iniziare il pranzo, si mangia con le mani. Tutto squisito! A fine pranzo si continua con l’acconciatura. Dopo circa tre ore e le ultime treccine a testa in giù è tutto finito! Ora giudicate voi =D  Le ringrazio per l’accoglienza e il trattamento ricevuti.  Una foto tutti assieme e torno a Casa Tulime. 

First Sunday in Pomerini Village, Alice, Stefania and I, we choosed to go to the Church, to participate at the mass at 8:30am, I think it is a good way to know local people and to let them know us. The faithfuls singing (Halleluiah) gave us the welcoming when we arrived to the Church. Women and men were sitting separately; Friar Nicola started with the sermon, when faithfuls laughing we laught too, solidarity. The Lenght mass is about two hours and half (I’m not going to say anything about it), the all mass is active, secondary’s school students dance and sing (age from 13 to 19). At the end of the mass we did some tasks and after that Alice e Stefania escorted me to Mama Eunice house ; It’s important to share with you joys and pains of this Tanzanian’s experience. I went to Mama Eunice house because I decided (unaware of the semitorture waiting for me) to do a hairstyle that is common here for girls. A part from thinking about the pain, it has been a nice day. The work to braids took around 5/6 hours, they invited me for lunch; we had lunch all together, but really all, included the chicken with her chicks, we sat down in a mat and they put food in the middle. Mama Eunice prepared Ugali with meat broth, carrots, onions and spinach. We washed the hands with hot water before starting to eat, not cutlery here.  Everything was excellent! At the end of the meal we continued with the work. After other 3 hours and last braids we finished. Now your opinions  =D  I said thanks to their welcoming and treatment. We took a picture together and I went back to Casa Tulime. 

Elisa

la domenica

17-7-16, in famiglia, Pomerini, Tanzania

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17-7-16, le treccine, Pomerini, Tanzania

 

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Le prime impressioni di Elisa dalla Tanzania

Dalla Tanzania arrivano questi racconti di Elisa, da poco arrivata a Pomerini dalla Sardegna. Elisa ha quasi 23 anni, studia a Sassari nella facoltà di Scienze Politiche ed è partita con Tulime per svolgere il suo tirocinio della durata di tre mesi. Insieme ad altri volontari e con la supervisione del nostro esperto Coordinatore in loco Stefania, Elisa si occuperà di seguire il progetto Mi.Fi.Ma, nello specifico il progetto microcredito.

Leggiamo con piacere le sue prime impressioni dell’arrivo e dei primi giorni:

Una settimana fa arrivavamo a Dar es Salaam, mi è piaciuta molto l’accoglienza che abbiamo ricevuto dai tanzaniani, un altro paese in cui sono io la straniera, sono io qui nel loro paese, lontano dal mio, e non mi sono sentita neanche un po’ a disagio; in molti ti guardano però lo fanno con curiosità e mi fanno venire voglia di avvicinarmi a parlare e capisco che anche loro hanno lo stesso pensiero, tutte le persone che abbiamo incontrato a Dar Es Salaam parlavano inglese. A Dar Es Salaam siamo rimasti due giorni, durante i quali, per fortuna o per causa di forza maggiore (mancanza di posti liberi nel bus) ci spostiamo a Bagamoyo, un villaggio che dista un’oretta da Dar, ci andiamo prendendo per la prima volta un DALA DALA. A Bagamoyo, dopo aver fatto una piccola commissione per Tulime (visitare uno shop dove si vendono anche prodotti di Tulime ‘Mani d’Africa’) andiamo a vedere il mercato del pesce proprio di fronte al mare e facciamo una passeggiata lungo la spiaggia dove veniamo assaliti da ragazzi per fare tutti assieme un selfie.  

Il terzo giorno lasciamo Dar es Salaam, per arrivare, dopo dieci ore di pullman, a ‘Casa Tulime’, finalmente, Pomerini. È principalmente Pomerini il villaggio dove svolgeremo le nostre attività . Casa Tulime è accogliente e si sente fin da subito che tante persone sono passate per questa casa, ognuno di loro ha lasciato qualcosa, comprese le foto in bacheca, dove molto presto sarò felice di lasciare anche la mia. Sistemiamo bagagli e prepariamo i letti.  Parlo sempre al plurale ma ancora non ho presentato le altre del gruppo. Con Raffaela e Francesca siamo partite assieme dalla Sardegna, mentre a Dar abbiamo incontrato Martina e Alice  rispettivamente veneta e romagnola. Altri due ragazzi ci raggiungeranno tra qualche giorno.  Dopo esserci sistemate nelle stanze ceniamo tutte assieme; Mama Novetha cucina per noi, la rendiamo felice perché ogni pasto che cucina (pane, patate, omelette, riso, sughetti con piselli e carote, verdure varie) è sempre squisito e ci accontenta sempre tutte.  La mattina dopo il nostro arrivo a casa Tulime facciamo una passeggiata al villaggio di Pomerini, ci spostiamo con Stefania, la nostra ‘Mama’, anche qui non sento alcun disagio, vorrei imparare più swahili per poter chiacchierare con le persone, per ora ci salutiamo e chiediamo come va infinite volte, ma ogni volta c’è qualcosa di diverso e finiamo col ridere anche senza aver detto niente di particolare. C’è un buon feeling.  Tutto questo penso sia merito della fiducia che l’organizzazione ha conquistato all’interno del villaggio e non solo. Al nostro arrivo abbiamo trovato la strada spianata e questo ci semplifica notevolmente la maniera di affrontare il tirocinio e la nostra permanenza qui.  Il sesto giorno siamo andati a fare la spesa al mercato di Iringa e a comprare ‘kitenge’ ed altro materiale per il progetto di sartoria di Tulime, Mani d’Africa. 

Oggi, il settimo giorno, è stato per noi il primo giorno di tirocinio. Ognuna di noi ha scelto di occuparsi di attività diverse: Alice e Martina studiano antropologia sociale e hanno scelto di fare uno studio sulla condizione sociale delle persone con albinismo; Raffaela che studia filosofia e scienze dell’educazione si occupa di affiancare le insegnanti e anche di seguire direttamente i bambini della scuola d’infanzia; Francesca studia comunicazione e si occupa di fare un reportage sui vari programmi dell’organizzazione.  Io invece studio scienze politiche e relazioni internazionali e mi occupo all’interno del progetto Mi.Fi.Ma., la cui coordinarice è Stefania Ceruso, del programma microcredito.  Lo scopo del progetto è quello di aiutare gli individui che economicamente hanno più necessità, attraverso strumenti quali: training, seminari e micro prestiti svolgendo dei monitoraggi giornalieri e settimanali delle loro attività.  

Oggi mi sono stati affidati da Stefania alcuni compiti da svolgere. Dopo avere accompagnato Raffaela per il suo primo giorno con i bambini, insieme alla corresponsabile locale Tecla e il responsabile per le attività modello Abisai Kikoti siamo andati in sartoria per portare ai sarti gli abbinamenti con cui preparare i vestiti e gli altri prodotti che andranno poi venduti nei mercati in varie città (il prossimo evento è programmato per il 23 Luglio a Dar Es Salaam) e allo shop di Pomerini; facciamo poi un salto in falegnameria per avere informazioni sui jenga che sono stati ordinati da Stefania, andiamo poi nella scuola secondaria, ci da il benvenuto il preside Haran Emanuel Mghede e gli chiediamo se è possibile avere un appuntamento con Esta, una ragazza albina che abita in un villaggio vicino a Pomerini. Alice e Martina hanno incontrato Esta questo pomeriggio e hanno iniziato a conoscersi, nonostante fosse molto timida è stata molto disponibile a rispondere alle loro domande.  

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14-7-16, Raffaela, incontro con preside della scuola d’infanzia, Pomerini, Tanzania

Stefania non ha potuto accompagnarci di persona in questo primo giorno di tirocinio perché Francesca non è stata bene e sono andate assieme a Fra Paolo in ospedale di Ipamba, ed è stata impegnata tutta la mattina, ma è stata comunque presente tramite telefono per chiedere come stavamo procedendo. Sono contenta di come si è svolto il mio primo giorno di tirocinio e di aver avuto la responsabilità nel mio piccolo di portare a termine vari compiti, ciò mi fa sentire più parte dell’organizzazione Tulime. Augurandovi una ‘Usiku Mwema’ io vado a cenare insieme alle altre e poi a dormire, aspettando il canto del gallo e il nuovo giorno.

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14-7-16, Raffaela e Stefania, il ritorno a Casa Tulime

Ps: un pensiero e ringraziamento va a tutti i miei capi scout, in particolare Ivana e Franz. È grazie a loro e alle esperienze fatte col gruppo scout Olbia 1 (attività, uscite, campi e route) se posso oggi affrontare questi mesi di tirocinio con meno fatica e in maniera più consapevole.

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Gruppo scout Olbia1

Elisa

 
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Pubblicato da su 22/07/2016 in Dalla Terra Rossa

 

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Nyumba Yangu – Terzo appuntamento!

Nyumba Yangu_30

30 luglio 2016

A grande richiesta si ripete il menu a base di pesce!

Costo: € 28 a persona (comprese le bevande)

Oltre a coprire le spese per la cena, il ricavato verrà destinato al progetto Udzungwa Heroes  (in Tanzania), illustrato nel corso della serata.

Menu

Alici allinguate con confettura di limoni di Carini

Cous Cous di pesce alla pantesca con ortaggi della casa

Tortini di spatola agli agrumi, mandorle e capperi

Gelatina di cannella con granella di pistacchi

Acqua di fonte ai petali di fiori eduli, Catarratto pantesco

Limoncello della casa e Passito di Pantelleria offerto dall’azienda agricola Giovanni Bonomo

Pane a lievitazione naturale preparato in casa con farina di grano Tumminia macinata in casa

Prossimi appuntamenti:

10 settembre 2016

Cena vegetariana

Costo: € 25 a persona (comprese le bevande)

Nyumba Yangu è un termine swahili. Significa Casa Mia. Un termine che rimanda all’esperienza associativa con Tulime Onlus (www.tulimeonlus.org), ai viaggi in Tanzania  e ai ricordi legati a quella terra lontana dalla terra rossa. Si richiama però anche alla dimensione domestica e più intima, propria dell’abitare. Una casa di campagna nel territorio di Carini, luogo di ritrovo, riflessione e relax all’ombra degli alberi da frutto, sotto la grande veranda o nel giardino, tra le arnie, il pollaio e l’orto. Un luogo di silenzio e pace, in cui si possono assaporare sapori nostrani, ritrovandosi seduti accanto a persone nuove che ancora non si conoscono, ma che posso diventare piacevoli commensali e, perché no, anche nuovi amici. Nyumba Yangu è un nuovo modo di vivere la condivisione attraverso cene solidali ed altri eventi. Al centro, dunque, il mangiare sociale, ma anche l’aspetto umano e intimo, con la curiosità di scoprire una cucina e una casa nuova. Momenti di scambio, comunicazione e conoscenza attraverso l’armonia dei sapori: è quindi questo il senso Nyumba Yangu.

Si inizia con quattro cene solidali. Tutte le cene hanno lo scopo di raccogliere fondi a favore dell’Associazione di Cooperanti Tulime Onlus, i cui progetti vengono presentati all’inizio di ogni cena. Ogni cena è dedicata ad un progetto diverso e c’è la possibilità, tramite skype, di conoscere i responsabili dei progetti (anche non siciliani) che vi racconteranno qualcosa di più su Tulime Onlus e sul progetto in questione, condividendo a distanza il momento della cena come se fossero anche loro ospiti della serata.

Le cene sono “cene di casa” in cui gli ospiti vivranno una dimensione domestica e si svolgeranno nel rigoglioso giardino della casa. Sono aperte ad un numero massimo di 12 commensali. La prenotazione deve avvenire entro tre giorni dalla cena, con preghiera di impegno a non disdire, visto il numero ridotto di partecipanti previsto. La maggior parte dei prodotti che vengono cucinati nelle ricette proposte sono a kilometro zero, direttamente coltivati e raccolti dall’orto, dal pollaio e dalle arnie del giardino. Le ricette sono homemade: traggono ispirazione dai viaggi, dai colori della natura, dalla propria creatività e dallo scambio di saperi tra amiche e parenti.

Coloro che possiedono la tessera associativa di Tulime Onlus per l’anno corrente possono usufruire di uno sconto del 10% sul costo della cena. Per coloro che vorranno tesserarsi durante la cena, lo sconto sarà del 20%. Il tesseramento ha un costo di 25€ e, oltre a rendere partecipe la persona alla vita associativa, consente uno sconto su tutte le iniziative e i laboratori organizzati da Tulime Onlus.

Per i più piccoli: se i commensali desiderano portare con loro i propri bambini è previsto un menù speciale al costo di 15€, compreso l’intrattenimento (con un minimo di 5 bambini).

Per partecipare basta scrivere una mail all’indirizzo veronica.schiera@gmail.com – T: +39 333 2033547.

Tutte le cene si svolgeranno alle 21, a Carini, Walden – Via dei Leoni 22

I menù possono subire piccole variazioni dell’ultima ora in base ai prodotti freschi disponibili in quel momento nell’orto di casa.

 

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Camminando con Tulime: le parole di Giovanni di Benedetto

Cari amici di ‪#‎Camminandocontulime‬,
qualche giorno fa Giovanni, un “camminatore” che insieme alla sua famiglia ha condiviso le nostre passeggiate nella Natura, ha scritto questo articolo sul blog PalermoGrad. Credo che in molti passaggi ci sia dentro tutto quello che abbiamo vissuto in questa esperienza. A tutti voi che vorrete leggerlo, ecco il link dell’articolo.
Marina Ruisi, Giuseppe di Giorgio (veri artefici di Camminando con Tulime) e noi tutti di ‪#‎Tulimeonlus‬ non possiamo che ringraziarlo di cuore.

Clicca qui e leggi l’articolo:

PalermoGrad – Camminando con Tulime – di Giovanni

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