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Archivi tag: Uganda

Dio ama l’Uganda

Religioni e sincretismi in Uganda: un documentario che racconta la relazione tra le chiese evangeliche americane, i loro missonari e le leggi anti-gay che stanno caratterizzando l’Uganda.  Negli Stati Uniti sempre più credenti sono favorevoli ai diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender. La tesi di Dio ama Uganda è che alcuni missionari delle chiese americane esportino credenze e dettami che inneggiano all’omofobia.

“Il film solleva anche questioni urgenti per gli americani di fede che hanno a cuore la giustizia ei diritti umani”, sottolinea Andrea Banks, direttore esecutivo e co-fondatore di All Out. ”La maggioranza delle chiese negli Stati Uniti raccoglie fondi per fare del bene nelle loro comunità e all’estero. Ma questo film rende chiaro che ognuno di noi deve avere la certezza che i nostri contributi rischiano di sostenere leggi che inneggiano alla morte di gay e lesbiche “.

Perché parliamo di Uganda? Il progetto di Tulime onlus in Uganda, nel villaggio di Kiwangala - QUI

 
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Pubblicato da su 13/02/2013 in Segnalazioni

 

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Il petrolio dell’Uganda e l’eolico del Kenia…

Due segnalazioni sull’energia e l’Africa. La corsa al petrolio ugandese attira investimenti per una cifra che si aggira intorno ai 3 miliardi di investimenti. Tullow Oil, Dominion Petroleum and Tower Resources sono le principali aziende che stanno perforando (a oggi 64 pozzi) l’Uganda (1,5 km in profondità). Gran parte delle attività si stanno svolgendo nei pressi del lago Albert e nuove attività di esplorazione a Kanywataba e nel bacino di Pakwach. L’aver investito 1,45 miliardi di dollari nel 2010 in questo progetto, e la collaborazione con ka cinese CNOC (alla quale Tullow ha ceduto un terzo delle azioni) e alla Total (un altro terzo delle azioni) ha permesso alla Tullow di battere la concorrenza dell’italiana ENI. 

In Kenia la giapponese Gitson Energy sta investendo per costruire una enorme wind-factory entro il 2013 per la produzione di energia elettrica. Gitson progetta di costruire una fattoria eolica e un impianto solare da 300 MW 50MW impianto solare a Bubisa (nel nord del Kenia), mentre Bluesea Energy Ltd ha progetti per 40 MW a Isiolo e a Belgut (nel cuore della Rift Valley) e 60 MW utilizzando il vento della valle di  Lambwe.

Fonte: http://www.theeastafrican.co.ke/

 
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Pubblicato da su 27/02/2012 in Segnalazioni

 

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Bimbi chimici rubati dall’agricoltura

In Uganda è stato recentemente lanciato un programma per la protezione dei bambini che lavorano nelle aree rurali contro gli effetti dell’uso di prodotti chimici. Il programma è stato annunciato da parte di Yusuf Katula, del Ministero dello sviluppo sociale. Pesticidi e fungicidi producono gravi effetti sulla salute dei bambini che lavorano nei campi, sia nel medio che nel lungo termine. La priorità è di formare gli agricoltori a utilizzare prodotti chimici in modo controllato, cercando di evitare di far entrare i bambini in contatto con agenti chimici.

Un report del 2006 dell’Unicef stimava che più di 3 milioni di bambini nel mondo lavorano nel settore agricolo: 39% lavorano nei campi di riso, il 54% per raccogliere tabacco, il 48% caffe e il 40% nelle aziende di thè. Di questi il 17% sono esposti ai rischi della chimica, soprattutto nel settore del tabacco. L‘International Labour Organization (ILO) rivela che più di 352 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni sono impegnati in attività economiche, inclusi lavori illegali e, spesso, non pagati.

Fonte http://www.observer.ug/

 
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Pubblicato da su 20/01/2012 in Segnalazioni

 

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La classifica dei popoli più felici

Secondo il Legatum Prosperity Index 2011 il paese più felice al mondo è la Norvegia. Il meno felice è la repubblica Centrafricana. La ricerca è un’analisi riguardante gli aspetti della vita quotidiana in vari paesi del mondo: economia, imprenditorialità, governance, istruzione, salute, sicurezza, libertà personale e capitale sociale.

L’Italia è al trentesimo posto (l’ultimo nella fascia dei paesi più felici, dopo Polonia, Portogallo, Spagna). Limitazioni della libertà e malnutrizione le cause che, ad esempio, fanno dell’Uganda l’undicesimo paese più triste del mondo.

 
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Pubblicato da su 09/01/2012 in Segnalazioni

 

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Ridurre i costi della politica…anche in Uganda

Proprio nel giorno in cui in Italia la commissione Giovannini (presieduta dal presidente dell’ISTAT e composta da quattro “esperti di chiara fama” di saggi incaricata di stilare la media europea delle retribuzioni) si è arresa, anche in Uganda inizia a circolare del malumore per i costi della politica: sono ben 70 infatti i ministri, 375 i parlamentari in quella che viene definita la “perla dell’Africa”. In un editoriale del quotidiano Monitor del 30 dicembre ci si chiede: “in tutto il mondo, il comune buon senso politico ed economico ha spinto per ridurre la spesa pubblica. Sono stati tagliati i costi e correggere il gettito fiscale per stimolare la crescita economica”. E poi la domanda: “perché il nostro governo non fa lo stesso?”.

I bambini della scuola di LwengoL’editoriale, secco e conciso, continua con un invito al Presidente Museveni e al Governo a tagliare i costi e a investire nei servizi e nel welfare: “Finché continueremo a mantenere questa stessa spesa pubblica per l’amministrazione, sarà un segno di irreponsabilità e di insesibilità da parte del governo“.

Nel piovoso Uganda ci siamo stati questa estate e di bambini (molti dei quali orfani) che andavano in scuole senza tetto li abbiamo visti.

Aldilà dei parallelismi e delle considerazioni (“peggio che da noi, solo l’Uganda“, diceva il Signor G), qualche domanda viene anche da quest’altra parte: perché proprio oggi, in Italia, i costi sui servizi sociali vengono invece aumentati? Perché, alla luce di quanto emerso da inchieste, libri e commissioni, proprio oggi, in Italia, si arriva addirittura a innalzare il costo del permesso di soggiorno anziché tagliare i 16 mila euro al mese (calcolati dal Corriere della Sera nel dossier di Mario Sensini).

… meglio che da noi, anche l’Uganda

Vedi anche: Se diminuiscono i grandi sprechi , di Gustavo Piga

Sul permesso di soggiorno rincari fino a 200 euro, di Marco Noci

 
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Pubblicato da su 03/01/2012 in Segnalazioni, Tulimiamo

 

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