Memoria/2 – Germania e Ruanda

Memoria

Il traffico di bambini

Aumenta il lavoro forzato dei bambini, soprattutto nei paesi dell’Africa centrale, dove i bambini sono merce di scambio tra i paesi poveri e quelli ricchi di petrolio e materie prime.  Secondo il Trafficking in Persons Report 2011 del Dipartimento di Stato USA, il Gabon è uno dei primi paesi per traffici di bambini: i ragazzi fanno gli ambulanti o i meccanici , le ragazze sfruttate nel mercato del sesso. Vengono da Benin, Nigeria, Togo, Mali, Guinea. I ragazzi che hanno tra i 18 e i 25 anni sono obblicati alla servitù domestica o alla prostituzione. Nella Repubblica Democratica del Congo molti bambini deportati diventano soldati.

Fonte http://www.state.gov/j/tip/rls/tiprpt/2011/index.htm

Nomad Scapes

L’impatto dei cambiamenti del clima sulle capacità di adattamento dell’uomo in Mauritania: nel 1969 l’80% della popolazione viveva di pastorizia ed era nomade. Oggi l’85% vive intorno alle grandi città. Nomad Scapes è un progetto del fotografo e antropologo Christian Vium.

Panini braille

Sicuramente è un piccolo gesto, ma per le persone che usano le loro mani come i loro occhi in cui hanno potuto fare di più che gustare il loro cibo. Wimpy è una catena di fast food molto conosciuta in Sud Africa che, nel realizzare prodotti specifici per i non vedenti, ha chiesto aiuto ad alcune associazioni di non vedenti. La composizione del panino viene scritta con il sesamo: ”panino al 100% di pura carne fatto per te“. La reazione dei diretti interessati è tutta da gustare

Wimpy Braille Burgers from wes on Vimeo.

Tahrir: un anno fa. Dov’è la rivoluzione?

Era il 25 gennaio. Oggi, un anno dopo, ci si chiede: dov’è il pane, la libertà e la giustizia sociale? Un anno dopo la situazione economica è peggiore, lo spazio politico è più impacciato che mai, la giustizia sociale si è ristretta. E’ la risposta di Mariz Tadros, giornalista del Guardian. Oggi piazza Tahrir si presentava così.

Prendiamo il pane: le rivolte per il cibo sono continuate anche dopo la rivoluzione con l’inflazione che raggiungi nuovi picchi.Continua a leggere Where’s the ‘bread, freedom and social justice’ a year after Egypt’s revolution?

Tahrir – Liberation Square – Teaser 3 from Dugong on Vimeo.

Cairo. Tahrir è un film di Stefano Savona scritto con i volti, con le mani, con le voci di chi stava in piazza. http://www.tahrir-liberationsquare.com/

A proposito di Servizio Civile….

“Caro civilista ti scrivo…..

In questi giorni stai provando un grande disagio perché la decisione di un giudice rischia di ritardare la tua partenza per questa bellissima esperienza all’estero. Due ragazzi, quasi tuoi coetanei hanno fatto ricorso perché loro al servizio civile non ci possono accedere perché sono extracomunitari. Sono degli immigrati, spesso in un paese dove sono nati o cresciuti. Lo so che hai avuto anche tu dei compagni di scuola extracomunitari e che non sei razzista, ma non so quante volte ti sei chiesto come funzionano le cose per gli extracomunitari in questo paese. Forse non ti sei mai chiesto come mai chi nasce in Italia e ci chi cresce rimane straniero di fatto perchè l’accesso alla cittadinanza italiana è sbarrato….”

Per continua a leggere la lettera  http://collettivoalma.wordpress.com/2012/01/24/caro-civilista-ti-scrivo/

Nigeria, Boko Haram: il rapporto di Human Right Watch

In Nigeria dal luglio 2009 sono rimaste uccise 935 persone nei 164 attacchi del gruppo Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad, più conosciuto come Boko Haram.

Questi sono i dati del rapporto di Human Right Watch http://www.hrw.org/news/2012/01/23/nigeria-boko-haram-widens-terror-campaign

…in un secondo

Quanti di noi, da piccoli, abbiamo cercato di capire cosa significasse “un secondo”? Quanti di noi, da piccoli, abbiamo cercato di contare fino a un secondo? Quanti di noi, da piccoli abbiamo aspettato che passasse quel secondo che ci veniva chiesto per farci rispondere quando potevamo scendere a giocare? Che passasse quel secondo per farci considerare e rispondere dai grandi…

Da piccoli, le unità di misura sono canoni ancora negoziabili. È da grandi che si riempiono, che si accorciano e che si rendono sempre meno utili. Da piccoli non si vede l’ora che quel secondo passi velocemente: tutto quello che accade intorno non conta. Da piccoli è un secondo è il tempo dell’attesa, quel momento vuoto che è da riempire, quello in cui gli occhi sono grandi e si aspetta. Da grandi è quello che si chiede di attendere, quello in cui non c’è abbastanza spazio per riempirlo, il tempo che si chiede per fare quello che si è rimandato e che, forse, si è aspettati da piccoli. In un secondo un umano può sbattere l’occhio 7 volte. Ma in un secondo vengono anche uccisi 1.500 polli, nascono 4 bambini (e muoiono 2 persone), un picchio batte il proprio becco 20 volte sulla corteccia di un albero. In un minuto la luna viaggia per 61 chilometri nel suo viaggio intorno alla terra, il cuore di un elefante batte 30 volte, quello di un bambino batte 100 volte e di un grande 70. Cosa può succedere nel mondo in un secondo? Steve Jenkins lo ha disegnato in un libro intitolato Just a Second. A leggerlo, a guardarne i disegni, ci si ricorda che quel secondo non è il “nostro tempo”, ma il tempo di un mondo nel quale ci siamo dentro, il tempo che tutto il mondo riempie nei modi più strani e che lo rende più prezioso, più speciale e  meno indegno di essere vissuto. Quello disegnato da Jenkins è un libro per i piccoli, ma che forse può ricordare ai grandi che “un secondo” è stato il tempo che si è vissuto fin da piccoli, quello che poteva durare una vita e che tutto il mondo vive, ogni essere vivente a modo suo, per un po’.

Petrolio e Nigeria: una storia non detta

Le comunità di pescatori di Odioma, sul Delta del Niger, sta ancora contando i danni della fuoriuscita di petrolio del 24 dicembre: in quella zona lavora la Shell Petroleum Development Company. Quello che è accaduto alla vigilia di Natale è solo uno dei tanti casi di fuoriuscita di petrolio in quella zona, ma è anche stato un duro colpo per la popolazione locale. 64 comunità colpite dalla più grave fuoriuscita negli ultimi 10 anni: il campo Bonga produce circa 200mila barili ogni giorno e il 24 dicembre la fuoriuscita ha coperto di petrolio 923 chilometri quadrati. Era già accaduto nel 2008, con la stessa compagnia che aveva ammesso le sue colpe, ma che non ha ancora risarcito del danno. http://www.tribune.com.ng/sun/crime-features/6216-untold-story-of-bonga-oil-spill

 

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